“L’unico nome che può essere speso per incidere profondamente è quello di Romano Prodi“. Parla così il professore Aldo Giannuli, spesso ospite del blog di Beppe Grillo e colui che ha accompagnato la scrittura della legge elettorale M5S, a poche ore dall’apertura delle elezioni online per scegliere il candidato grillino nella corsa per il Quirinale. Prodi è il nome suggerito dalla minoranza Pd e che è entrato “di diritto” nella consultazione in rete. Lascia perplessi in molti dentro il Movimento, soprattutto chi lo vede come il simbolo dell’Euro, ma resta il nome che potrebbe spaccare l’asse del patto del Nazareno tra Renzi e Berlusconi. Così la pensa anche Giannuli che ha deciso di esporsi in favore del professore di Bologna: “Potrebbe avere i consensi di Bersaniani, Cuperliani e Civatiani ma, potrebbe anche raccogliere nell’area cattolica di Fioroni e fra singoli notabili (Bindi, D’Alema)”.

Voti che potrebbero non bastare, secondo Giannuli, ma che potrebbero essere utili se la situazione si mettesse male per Renzi. “Se fra la seconda”, scrive Giannuli, “e la terza votazione iniziasse un’onda montante per Prodi, Renzi sarebbe seriamente nei pasticci. Infatti avrebbe due sole scelte: o adattarsi alla situazione convergendo su Prodi, che così diventerebbe presidente (e per Renzi sarebbero dolori), o tentare il tutto per tutto ed insistere sul patto del Nazareno, però pagando prezzi altissimi. Prodi è il fondatore del Pd, ed anche se se ne è allontanato da qualche tempo, è pur sempre una importante figura di riferimento tanto per i quadri del partito quanto –e soprattutto- per gli elettori, per di più, mentre il candidato del Nazareno rischierebbe una elezione risicatissima, Prodi, con l’appoggio del M5s supererebbe facilmente i 600 voti”.

Secondo Giannuli “il pallino ora sta in mano al M5s, che oggi ha l’occasione di pesare in modo determinante”. E conclude: “Il M5s deve decidere se restare esterno al sistema, puro ed ininfluente o se accettare di sporcarsi le mani (ma “sporcarsi”, poi, perché?) ma pesare e battere il Nazareno. Certo, Prodi non è il candidato naturale del M5s. Tutto questo lo sappiamo ed è inutile ripetercelo: deve essere chiaro che il M5s darebbe i suoi voti ad un nemico, ma non tutti i nemici sono uguali. Vorrei ricordare che, due anni fa, per restare opposizione incontaminata al sistema, il M5s poi determinò la rielezione di Napolitano e, con essa, abbiamo avuto i governi Letta e Renzi, i ripetuti tentativi di demolire la Costituzione (compreso quello quasi riuscito ora in corso), il patto del Nazareno e tante altre delizie che non sto qui ad enumerare”. E lascia con un messaggio: “Pensateci su”.

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