Si decide per le Quirinarie domani, 28 gennaio, all’assemblea congiunta dei parlamentari M5s. L’assemblea dovrà trovare una rosa di nomi da proporre sul blog e da far votare agli iscritti. La decisione sarebbe stata presa durante una riunione tra Grillo e Casaleggio a Milano, durata circa tre ore. L’intenzione sarebbe quella di mettere in votazione 4 nomi, tra i quali quello di Romano Prodi. Il passaggio per le Quirinarie, si fa notare in ambienti del Movimento, diventa necessario per il M5s in quanto risponde alla “promessa” fatta dal M5s ai parlamentari del Pd ai quali è stato chiesto di fare pubblicamente una rosa di nomi da far votare sul blog. Dalle risposte, tuttavia, l’unico nome uscito è quello di Prodi. Sta ai deputati e senatori M5s, ora, trovare il meccanismo per decidere quali possibili candidati affiancare a quello di Prodi nella consultazione on line, visto che altri nomi pubblicamente non sono stati fatti. Essendo tutti gli altri che circolano solo frutto di indiscrezioni sembra quindi difficile, a questo punto, che possano essere messi in votazione quei candidati che figurano nei toto-nomine mentre potrebbero tornare in auge personalità gradite ai Cinque Stelle.

Ma tanto basta a Grillo e Casaleggio per rompere gli indugi. Sul nome di Prodi il M5s è spaccato: viene considerato il “responsabile” dell’euro da cui i 5 Stelle chiedono di uscire con un referendum, ma era anche un candidato scelto dalla rete nelle “Quirinarie” del 2013. Ora, su di lui, la parola potrebbe passare al web e se l’ex premier dovesse spuntarla, i Cinque Stelle avrebbero comunque una carta da giocarsi “contro” Renzi. I pentastellati potrebbero quindi tornare a valutare candidati graditi al Movimento, alla stregua del magistrato Nino Di Matteo, oppure sondare le possibilità dell’attuale presidente supplente, Pietro Grasso.