In tedesco, speranza” che è stata al centro degli slogan precedenti e successivi il trionfo elettorale di Syriza si traduce in “terrore“. “Euro-terrore”, per la precisione, come titola la sua versione online il tabloid tedesco Bild. Sotto il titolo, una foto del probabile futuro premier Alexis Tsipras con il pugno alzato. Mentre la Frankfurter Allgemeine Zeitung titola un’intervista al sociologo greco Michael Kelpanides “Tsipras significa ritorno alla corruzione“. Reazioni che danno la misura del timore con cui i Paesi “forti” dell’Eurozona osservano il trionfo elettorale del leader anti-austerity e anti-troika che ha messo al centro del proprio programma la rinegoziazione con i creditori internazionali Bce, Ue e Fmi del 60-70% del debito (“come quella concessa alla Germania nel 1952”), l’aumento di stipendi e pensioni, la ricostruzione del welfare e una riduzione delle tasse.

Non per niente, prima ancora dell’uscita dei risultati ufficiali, è arrivato anche il duro commento del presidente della Bundesbank Jens Weidmann, noto per essere un “falco” del rigore di bilancio e già messo a dura prova, la settimana scorsa, dalla decisione del presidente della Bce Mario Draghi di dare il via a un maxi programma di acquisto di titoli di Stato a cui la Germania si opponeva. “Credo che sia anche nell’interesse del governo greco fare il necessario per affrontare i suoi problemi strutturali”, ha detto Weidmann in un’intervista alla tv pubblica tedesca Ard. E “spero che il nuovo governo non metterà in dubbio ciò che ci si attende (dalla Grecia ndr) e quello che è già stato raggiunto” e “non farà promesse che la Grecia non può permettersi”. Come dire: il Paese ha ancora bisogno di aiuti e li otterrà solo se rispetterà gli accordi. Ma Tsipras, come è noto, ha messo in chiaro di non avere alcuna intenzione di rispettare gli accordi presi dai suoi predecessori.

Meno tranchant della stampa tedesca il Financial Times, secondo il quale “la vittoria della sinistra radicale in Grecia rappresenta una sfida per l’euro establishment”. Il che è poco ma sicuro. Dopo che Tsipras avrà formato il nuovo governo, probabilmente con il sostegno della piccola formazione dei Greci Indipendenti, inizierà infatti la parte più difficile. Cioè il negoziato per ottenere dalla troika – che il leader di Syriza non riconosce peraltro come interlocutore, chiedendo invece di parlare direttamente con i rappresentanti di Ue e Fmi – almeno un’estensione del termine entro cui il Paese dovrà ripagare le rate in scadenza dell’enorme debito, che ha toccato quota 330 miliardi di euro.

Lunedì, proprio per discutere della Grecia post elezioni e della linea da tenere con il nuovo governo, è prevista una riunione dell’Eurogruppo. Che sarà preceduta da una colazione di lavoro tra il presidente della Bce Draghi, della Commissione Ue Jean Claude Juncker, del Consiglio Donald Tusk e dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem.