Credo che siano buone notizie. A causa di quelle che chiamano “incertezze economiche nell’industria”, la Chevron ha deciso di rimandare a data da destinarsi i progetti di trivellazione del Beaufort Sea nella parte canadese dell’Artico ed abbandona il blocco El 481 a 250 kilometers a nordest di Tuktoyaktuk.

La Chevron programmava la trivellazione nel Beaufort Sea già dal 2009: si parlava qui di potenzialità altamente significanti” ed avevano pagato circa 100 milioni di dollari solo per la concessione esplorativa. E’ questo uno dei maggiori progetti petroliferi ad essere accantonato dopo il crollo del prezzo del petrolio negli scorsi mesi. Altre ditte coinvolte nello sfruttamento petrolifero del Beaufort Sea, fra cui la Imperial Oil in collaborazione con la Exxon Mobil e la Bp, hanno annunciato di non avere ancora deciso quale sarà la sorte delle loro concessioni petrolifere nell’area.

Intanto Obama ha permanentemente vietato le trivelle a Bristol Bay, in Alaska, una baia di circa centomila chilometri quadrati da cui arriva circa il 40% del pescato non di allevamento Usa. L’economia della pesca qui genera circa due miliardi di dollari l’anno, mentre le stime delle riserve di petrolio erano di circa 7,7 miliardi di dollari, cinque volte di più.

Obama ha detto che Bristol Bay è stata al centro dell’economia e del modo di vivere per gli Indiani d’America per secoli e secondo e che essendo una meraviglia naturale, merita di essere conservata, perché preziosa e non venduta al migliore offerente: “Bristol Bay has supported Native Americans in the Alaska region for centuries. It is a natural wonder, and it’s something that’s just too precious to be putting out to the highest bidder”.

Vuol dire che lo sa anche lui che le trivelle non possono coesistere con pesca, e ambiente sano, nonostante tutte le belle parole sulla sicurezza, e la convivenza petrolio-natura sana. I permessi petroliferi a Bristol Bay erano stati venduti nel 1986, ma le trivelle non sono mai arrivate: nel 1989 ci fu l’incidente della petroliera Exxon Valdez e il governo ritirò le licenze già accordate, ripagando i petrolieri di circa 95 milioni di dollari. Si susseguirono poi varie moratoria temporanee, di cui l’ultima nel 2010 che sarebbe scaduta nel 2017. Adesso il divieto è permanente.

Ovviamente i petrolieri non sono contenti e dicono che ci serve anche il petrolio di Bristol Bay ci serve serve per maggiore indipendenza petrolifera. Vuol dire che è stata una decisione saggia. Finalmente.

Qui le immagini di Bristol Bay, salvata dalle trivelle

→  Sostieni l’informazione libera: Abbonati rinnova il tuo abbonamento al Fatto Quotidiano