Non è un mistero il fatto che il Vaticano abbia stupito il mondo con le sue aperture sull’esistenza degli extraterrestri, attraverso le interviste da Mons. Balducci, a Padre Funes, gesuiti della Specola Vaticana. Se il famoso articolo di padre Funes pubblicato su l’Osservatore Romano, “L’Extraterrestre è mio Fratello”, suscitò scalpore, ecco che recentemente un altro gesuita Padre Consolmagno ha presentato il suo libro, Vuoi battezzare un extraterrestre? al simposio della Nasa a Washington.

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Papa Francesco ha usato la metafora degli extraterrestri come paragone: “…e se i marziani, sì, proprio quelli verdi con le orecchie a punta, ci chiedessero il battesimo? La Chiesa vada oltre i limiti”. Anche in una altra metafora il Pontefice ha usato il termine alieno: “Noi non siamo salvatori di nessuno, siamo trasmettitori di un ‘alieno’ che ci salvò tutti e questo possiamo trasmetterlo soltanto se assumiamo nella nostra vita, nella nostra carne e nella nostra storia la vita di questo ‘alieno’ che si chiama Gesù”, sdoganando così terminologie e concetti una vola considerati impronunciabili.

Con Papa Ratzinger, gli astronomi gesuiti hanno ribadito la possibilità della presenza degli extraterrestri nell’universo. Nel suo viaggio a Cuba e nell’incontro con Fidel Castro, è caduta la discussione sulla necessità di arricchire le nostre conoscenze sulle altre forme di vita nell’universo. Fu poi organizzato un convegno di astrobiologia in Vaticano nel 2009 con astrofisici ed esobiologi, ripetuto a Tucson, Arizona, nel 2014.

Citiamo l’articolo del 2012 sul Sole 24ore del cardinale Ravasi, “Una fede extraterrestre” per recensire il libro Gesù gli Ufo e gli Alieni, del teologo tedesco Kreiner. Pochi addetti ai lavori sanno invece che queste ipotesi erano state prese in seria considerazione fin dai primi anni Cinquanta. In un articolo del Catholic Standard del lontano 1952, veniva affermato che la vita su altri pianeti di creature dotate di ragione era ammessa da lungo tempo da teologi cattolici, così come la teoria dei dischi volanti.

Lo stesso gesuita Reyna, astronomo e professore di fisica all’Università del Salvador a Buenos Aires, aveva affermato: “Gli Ufo sono oggetti reali le cui strutture, velocità e traiettorie, sono state sia fotografate, sia registrate dai radar. Quelle navi di lontani pianeti sono state più volte inseguite dai nostri aerei militari. Da due degli Osservatori, molte volte ho seguito le evoluzioni degli Ufo. Quasi sempre essi seguivano dei “satelliti” o i missili che li mettevano in orbita, ma sempre ad una certa distanza, come per non disturbarli con il loro campo magnetico. Quando i “satelliti” entrano nel cono d’ombra della Terra, essi spariscono; per contro, gli Ufo rimangono luminosi e cambiano generalmente rotta, e questo a velocità fantastiche. Una notte e senza dubbio per la prima volta al mondo, abbiamo seguito uno di essi al telescopio. Tutto ciò è assolutamente certo e controllato da tecnici”.

Un studioso del fenomeno Ufo è stato senza alcun dubbio il gesuita Grasso, noto per i suoi interventi sia in dibattiti pubblici che su organi di stampa nazionali oltre che, sulla rivista del Cun Notiziario Ufo.

Altre figure di primo piano hanno affrontato il problema della vita extraterrestre: il teologo Coda, incaricato nel 1995 dal Sir di dare una risposta alla questione: “Anche gli extraterrestri, se esistono, sono creature di Dio e per la solidarietà che coinvolge tutta la creazione, rientrerebbero anche loro nel riscatto dal peccato originale”.

Forse la posizione del Vaticano sulle civiltà extraterrestri, è riassumibile nell’affermazione di Mons. Schianchi, docente di Morale all’Istituto di Scienze Religiose di Parma che nel 1997 confermava non ci fosse contrasto con l’esistenza di intelligenze extraterrestri e la dottrina cristiana.

L’astronomo del Vaticano, docente di Teologia Fondamentale presso la Pontificia Università della Santa Croce di Roma, Tanzella-Nitti ha affermato: “I cristiani non hanno bisogno di rinunciare alla loro fede in Dio, semplicemente sulla base della ricezione di queste nuove informazioni inattese di carattere religioso ma che riguardano civiltà extraterrestri, una volta che il religioso verifica che queste civiltà aliene provengono al di fuori della Terra, dovranno condurre “una rilettura del Vangelo comprensivo dei nuovi dati”.

Altro contributo proviene da Padre Fantoli, filosofo della Scienza, già professore all’università dei gesuiti di Tokyo, che ha pubblicato il libro di filosofia Extraterrestri. Storia di un idea dalla Grecia ad oggi.

Infine cito il famoso dizionario latino realizzato dal Vaticano, sempre aggiornato nei termini, che ha inserito l’acronimo forse più esatto su gli Ufo, traducendolo in Riv ‘Res Inesplicata Volantes’, cosa volante non spiegata. Riv è il termine più corretto per spiegare il fenomeno degli oggetti volanti ormai classificati da ufologi e militari, con apposite griglie di catalogazione dove viene erroneamente usato il termine “non identificato” invece che “non spiegato”, non potendone stabile la natura e la provenienza di tali oggetti.

Non possiamo non citare il contributo del presbiteriano Barry Downing, sacerdote statunitense Phd in fisica presso l’Università di Hartwick, un’altra presso il Princeton Theological Seminary e un dottorato di ricerca sul rapporto tra religione e scienza presso l’Università di Edimburgo. Ha lavorato come consulente di teologia presso il Mutual Ufo Network (Mufon) fino al 1972 ed è uno dei direttori del consiglio internazionale del Fondo per la ricerca sugli Ufo (Fufor) ed ha pubblicato il libro La Bibbia e i dischi volanti. Importanti sono state anche le tre conferenze fatte in Vaticano come CIFAS a cui ho avuto l’onore di partecipare investe di relatore nel 2000, nel 2010 e nel 2013 a cui i media hanno dato ampio risalto.

 

Certamente la scoperta costante degli esopianeti ha aumentato esponenzialmente la possibilità di scoprire forme di vita intelligente. Le recenti posizioni degli scienziati danno come imminente un contatto con civiltà extraterrestri entro i prossimi 20 anni. Non stupisce affatto dunque che la chiesa con i suoi astronomi e le specole tra le più tecnologiche esistenti, potesse rimanere assente in un dibattito che la investe sia in termini teologici sia sul versante astronomico, dibattito a cui non può e non vuole sottrarsi. In questa fase epocale, il suo contributo su un argomento così immenso, come quello della vita nell’universo, ha proposto una ricerca che è un argine alle posizioni esaltate della new-age o di personaggi lontani da un seria analisi. Le diverse anime della ricerca non possono prescindere dal contributo della filosofia e della teologia nella consapevolezza che, diceva Eraclito, “…non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti”.