Dieci anni fa il mondo che aveva appena finito di festeggiare il Natale scoprì che nel giorno di Santo Stefano uno tsunami aveva colpito e devastato diversi paesi che si trovano sull’Oceano Indiano, uccidendo circa 230mila persone. Oggi Indonesia, Thailandia, Sri Lanka e India hanno commemorato quella tragedia e le sue vittime. Commemorazioni sulla spiaggia e cerimonie religiose si sono tenute in tutta l’Asia.

Sopravvissuti, diplomatici, rappresentanti del governo e familiari delle vittime si sono radunati per momenti di silenzio da rispettare nel momento esatto in cui l’onda anomala colpì, spazzando via intere comunità costiere e decimando famiglie di residenti e turisti la mattina dopo Natale. Il disastro fu causato da un terremoto di magnitudo 9.1, il più potente degli ultimi 40 anni a colpire la regione, che mosse il fondale marino al largo dell’isola di Sumatra in Indonesia spostando miliardi di tonnellate di acqua e determinando dunque onde anomale in tutto l’Oceano Indiano.

Sopravvissuti, diplomatici, rappresentanti del governo e familiari delle vittime si sono radunati in silenzio nel momento esatto in cui l’onda anomala colpì

“Non posso dimenticare l’odore dell’aria e dell’acqua di quei momenti, anche a 10 anni di distanza”, racconta Teuku Ahmad Salman, 51 anni, che si è unito alle migliaia di persone che si sono raccolte per ricordare lo tsunami nella zona di Banda Aceh, in Indonesia. “Non posso dimenticare come ho perso mia moglie, i miei bambini, la mia casa”, ha raccontato singhiozzando, spiegando di essersi rifiutato per anni di credere che i suoi cari fossero morti, ma di avere alla fine ceduto. La provincia indonesiana di Aceh, che era la più vicina all’epicentro del terremoto, fu la prima a essere raggiunta dallo tsunami e la più colpita. 

Inizialmente il sisma fece cadere case ed edifici, portando i residenti nel panico a riversarsi per le strade. Circa 20 minuti dopo, un muro d’acqua alto circa 10 metri inondò i centri abitati sulla costa per chilometri con forza apparentemente inarrestabile, portando con sé alberi, case, treni, auto e migliaia di persone. Solo in Indonesia morirono oltre 170mila persone, più di tre quarti del totale delle vittime.

Il disastro fu causato da un terremoto di magnitudo 9.1 che mosse il fondale marino al largo dell’isola di Sumatra

Il vice presidente dell’Indonesia, Jusuf Kalla, ha guidato una cerimonia di preghiera a Banda Aceh, il capoluogo della provincia di Aceh e, insieme ad altri funzionari, ha deposto dei fiori in una fossa comune in cui sono state sepolte migliaia di vittime dello tsunami non identificate. Un altro evento si è tenuto per ringraziare gli ambasciatori dei molti Paesi stranieri che hanno aiutato Aceh dopo il disastro. In Thailandia oltre 5mila persone rimasero uccise e la metà di loro erano turisti di 38 diverse nazionalità, che stavano celebrando il giorno dopo Natale nel Paese noto per le sue spiagge bianche.

Oltre 100 sopravvissuti allo tsunami, insieme a familiari in lutto originari di Germania, Austria e Svizzera, hanno partecipato a una commemorazione che si è tenuta sulla spiaggia di Khao Lak, in Thailandia. Hanno camminato fra le onde e hanno deposto dei fiori nel Mare delle Andamane, mentre i diplomatici hanno deposto le corone sulla sabbia. “Non mi aspettavo che mi sarei emozionata così dopo 10 anni, perché in questi anni di tanto in tanto sono tornata” ma “adesso è stata un’esperienza completamente diversa rivenendo a contatto con tutte le altre persone”, racconta la sopravvissuta Claudia Geist, della Germania, che rimase gravemente ferita. È previsto che il primo ministro della Thailandia, Prayuth Chan-ocha, tenga una cerimonia su un’imbarcazione della polizia arenata, che 10 anni fa si trovava in mare quando lo tsunami colpì e fu trascinata dalle onde massicce per circa 2 chilometri sulla terraferma. Adesso la barca è diventata un memoriale in ricordo di quel 26 dicembre del 2004. In Sri Lanka, dove l’acqua spazzò via un treno passeggeri dai binari uccidendo quasi 2mila persone in un solo colpo, nell’ambito delle cerimonie di oggi è prevista la ricreazione di un viaggio di quel treno.