Indagati, imputati e condannati. Ci sono anche loro nella lista dei 230 ex consiglieri regionali della Lombardia che si trovano nel conto in banca un bel gruzzoletto, grazie ai vitalizi che pesano sulle casse pubbliche del Pirellone per più di 600mila euro al mese. Dai 51.191 euro lordi all’anno di Franco Nicoli Cristiani, l’ex vice presidente del consiglio di Forza Italia che ha patteggiato due anni di reclusione nel procedimento sulle tangenti per la licenza della discarica di amianto di Cappella Cantoni, si passa ai 34.082 euro dell’ex assessore Domenico Zambetti, a processo per voto di scambio nell’inchiesta sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta in Lombardia. Dai 13.651 euro di Filippo Penati, l’ex presidente della provincia di Milano alla sbarra per il “sistema Sesto”, ai 33.786 euro dell’ex capogruppo della Lega al Pirellone, Stefano Galli, imputato per le spese dei gruppi consiliari, tra cui quelle finite a finanziare le nozze di sua figlia, e già condannato dalla Corte dei conti per danno erariale.

Ora i nomi di chi è stato beneficiato dai versamenti nel 2013 ci sono tutti e vanno ad aggiungersi a quelli pubblicati già in passato, tra cui il presidente di Fondazione Cariplo Giuseppe Guzzetti (57.395 euro lordi), il primo presidente della Lombardia Piero Bassetti (28.697), l’ex leader sessantottino Mario Capanna (37.919), Carlo Ripa di Meana (28.697), il presidente della Fondazione Fiera Milano Benito Benedini (27.977) e l’ex tesoriere del Carroccio Alessandro Patelli (46.641), che ai tempi di Mani Pulite, giusto per tornare a parlare di giustizia, si diede del “pirla” per avere incassato 200 milioni di lire dai proprietari di Enimont.

L’elenco completo è stato pubblicato sul sito della regione in seguito all’approvazione della legge che due mesi fa ha portato a un taglio del 10% ai vitalizi. Taglio contro cui, questo è certo, alcuni dei privilegiati hanno già messo al lavoro i propri avvocati per mettere nero su bianco un bel po’ di ricorsi. “Se avessero accolto il nostro emendamento, quantomeno, i vitalizi non sarebbe più andati a persone giudicate colpevoli di reati contro la pubblica amministrazione”, commenta il consigliere del M5S Stefano Buffagni, che rivendica come merito dei 5 Stelle quello di avere ottenuto l’innalzamento dell’età per percepire l’assegno a 66 anni e 3 mesi e il divieto di cumulo tra vitalizio e stipendio per incarichi pubblici.

Continuando a scorrere l’elenco si trovano poi l’ex ras della sanità pavese Gian Carlo Abelli (43.001 euro lordi nel 2013), i ciellini Antonio Simone (59.154) e Giuglio Boscagli (33.786), rispettivamente vecchio amico e cognato di Roberto Formigoni, entrambi rimasti coinvolti in inchieste relative all’era dominata dal Celeste, Romano La Russa (22.262), il presidente nazionale dell’Anpi Carlo Smuraglia (57.395), l’ex sindaco di Milano Giampiero Borghini. E tanto per rimanere a Palazzo Marino, l’attuale assessore comunale Daniela Benelli (50.054), il consigliere Roberto Biscardini (65.979), l’uomo di Pisapia per l’Expo, Giovanni Confalonieri (20.476). Il record? Con 75.838 euro ce l’ha Luciano Valaguzza, anche lui Comunione e liberazione.

Twitter: @gigi_gno

Ecco la lista di chi riceve un vitalizio