Il presidente della Fondazione Cariplo Giuseppe Guzzetti si intasca quasi 4.800 euro lordi al mese. Va un po’ peggio all’ex leader sessontottino Mario Capanna, che ne riceve 3.160. Ecco il frutto di qualche anno passato tra i banchi del consiglio regionale della Lombardia più di vent’anni fa. Loro, al Pirellone, non ci vanno più da un po’, ma i vitalizi hanno iniziato a incassarli non appena divenuti sessantenni. E rimangono tuttora, visto che la legge che la Regione ha approvato nel 2011 sotto l’ultima giunta Formigoni ha tagliato sì le pensioni dei politici, ma solo a partire dalla legislatura successiva. E senza toccare le somme a cui possono aspirare gli eletti del passato. Così la Regione spende ogni mese 620mila euro per 221 vitalizi, a fronte di contributi versati dagli ex consiglieri di gran lunga inferiori.

La questione è già stata oggetto di diverse polemiche. Ma il dettaglio dei vitalizi non era ancora noto. L’assegno mensile più consistente, secondo le pagine locali di Repubblica, lo prende il ciellino Luciano Valaguzza: dal 2005 ha diitto a 6.300 euro lordi al mese, tanto che ha già intascato 614mila euro. Quasi tre volte i 274mila euro che ha versato alla Regione in contributi quando era al Pirellone, prima per la Dc poi per Forza Italia. Rinunciare a parte dei versamenti futuri? Macché. “I contratti si rispettano”, sostiene Valaguzza.

Di Guzzetti, che dopo nove anni in consiglio è stato governatore dal 1979 al 1987, si è già detto. E pure di Capanna che in consiglio c’è stato appena una legislatura. Il primo presidente della Lombardia Piero Bassetti riceve un assegno di 2.400 euro mensili. Ma le curiosità nei 221 nomi in lista sono diverse. Carlo Ripa di Meana, eletto per il Psi alle prime elezioni regionali nel 1970, ha diritto ogni mese a 2.400 euro lordi. L’ex repubblicano Benito Benedini, già presidente di Assolombarda e oggi alla presidenza della Fondazione Fiera, supera i 2.300 euro lordi. L’assegno è di 5.900 euro per Giampiero Borghini, che è stato anche sindaco di Milano per un anno.

Si difende bene anche Carlo Monguzzi, attuale consigliere comunale di Milano del Pd. Il suo vitalizio è di 5.500 euro lordi al mese. Ma va detto che nei suoi venti anni in Regione ha versato 430mila euro di contributi e per ora gliene sono tornati indietro 190mila. Oltre 3.600 euro vanno all’ex tesoriere leghista Alessandro Patelli, che ai tempi di Mani pulite dovette darsi del “pirla” per avere incassato 200 milioni di lire dalla famiglia Ferruzzi, proprietaria di Enimont, per le elezioni del 1992. Nella lista anche casi di chi da anni percepisce vitalizi da 2-3mila euro mensili a fronte di un totale di contributi versati che in tutto non supera i 10mila euro. In 49 casi, invece, a ricevere i soldi sono i famigliari dell’ex consigliere, ormai defunto.