La Procura di Roma ha inviato gli atti al tribunale dei Ministri chiedendo l’archiviazione per la posizione del ministro della Difesa, Roberta Pinotti, in relazione al presunto utilizzo improprio di un volo militare il 5 settembre scorso con cui il ministro raggiunse la Liguria, dove abita, da Roma Ciampino. Erano stati i parlamentari M5S (che avevano fatto un esposto anche alla magistratura contabile), a denunciare il caso. Il procuratore aggiunto di Roma, Francesco Caporale, e il sostituto Roberto Felici avevano avviato un procedimento nel quale ipotizzano il reato di peculato d’uso. L’Aeronautica aveva fatto sapere che non c’erano variazioni sul volo, ma nei tabulati Enav era registrato un cambiamento nel piano di volo.

Nell’esposto depositato nelle scorse negli uffici di piazzale Clodio i pentastellati sostenevano che il ministro Pinotti avesse usato un Falcon 50 dell’Aeronautica militare per farsi accompagnare a casa, a Genova, approfittando di un volo di addestramento programmato dal 31/o stormo dell’Aeronautica. “Abbiamo fatto il nostro dovere”, aveva scritto su Facebook il parlamentare del M5S Alessandro Di Battista, annunciando l’iniziativa. “Abbiamo scritto atti parlamentari su questa vicenda – ha proseguito – ai quali il ministro non ha risposto. Non sono i 3.600 euro che quel volo costa ogni ora. Il problema è il loro, costante, abuso di potere. Il loro sentirsi invulnerabili, intoccabili, differenti da noi cittadini. Auguri ministro”. In una nota il ministero della Difesa, aveva precisato che quello preso dal ministro “è stato un volo del tutto legittimo, come sarà puntualmente chiarito in ogni sede, compresa quella parlamentare. Un volo addestrativo che non ha comportato alcun maggior onere ma, al contrario, ha determinato un risparmio per l’erario”.