Non basta l’affluenza più bassa di sempre a rendere amara, dimezzata la vittoria di Stefano Bonaccini. Al nuovo governatore dell’Emilia Romagna le percentuali riservano un’altra sorpresa. Per la prima volta il centrosinistra non ottiene infatti la maggioranza assoluta in Regione che fu rossa, fermandosi sotto la soglia del 50%. Nel 2010 un Vasco Errani al terzo mandato, con alle spalle lo scandalo Cinziagate e le dimissioni di Flavio Delbono da sindaco di Bologna, arrivò al 52%. E già si gridò alla catastrofe visto che nel 2005 aveva ottenuto il 62%­. Stavolta va ancora peggio. Anche perché il numero di voti in termini assoluti è impietoso più delle percentuali: nel 2010 Errani prese 1,2 milioni di voti. Bonaccini oggi, giusto la metà.

Video di Giulia Zaccariello

Pesa un’inchiesta per le spese pazze che ha travolto la Regione, ma anche le elezioni anticipate per le dimissioni di Vasco Errani, condannato in appello per falso ideologico. Terremoti in una terra dove pur di non votare il partito democratico in molti hanno preferito restare a casa. Hanno fatto il resto una campagna elettorale inesistente e un balletto infinito tra i candidati (prima l’ipotesi sfida tra Matteo Richetti e Stefano Bonaccini, poi il passo indietro di Richetti e l’indecisione di Bonaccini fino all’ultimo minuto).

Ora, con la nuova legge elettorale che ha abolito il famigerato listino del presidente, bisognerà capire i numeri che la giunta Bonaccini potrà avere in consiglio regionale. Paradossalmente nonostante la bassa affluenza il Pd potrebbe avere più dei 25 consiglieri della legislatura passata, grazie alla nuova legge elettorale. Gli alleati di Sel invece potrebbero portare in consiglio non più di due consiglieri. Dall’altra parte festeggia la Lega nord con il suo 20% e il suo candidato Alan Fabbri che raggiunge quasi il 30%. Il Carroccio in Emilia Romagna ha letteralmente doppiato gli alleati di Forza Italia. La pattuglia leghista in assemblea potrebbe passare da 4 consiglieri a 10, mentre Forza Italia, in maniera esattamente inversa, andrebbe da 10 a 4. E a impressionare è proprio la percentuale bassa dei berlusconiani. Nel 2010 l’allora candidata di centrodestra Anna Maria Bernini prese il 39% e l’allora Popolo delle libertà arrivò da solo quasi al 27%. Ora la percentuale di Forza Italia è invece intorno al 9%.

Video di Giulia Zaccariello

Il Movimento 5 stelle, come previsto dallo stesso Beppe Grillo a due giorni dal voto, esce ridimensionato. Un ritorno a percentuali molto simili a quelle del 2009 e del 2010 quando proprio a Bologna, tra Comune e Regione, le liste a cinque stelle piazzavano i loro primi uomini nei palazzi del potere. Il 13% ottenuto dalla candidata Giulia Gibertoni è comunque un dato doppio rispetto a quello delle regionali passate. Considerati gli ultimi due anni, caratterizzati da espulsioni e lotte fratricide nella regione culla del Movimento, il risultato sarebbe potuto essere anche peggiore.

Otterrà un seggio anche la lista L’Altra Emilia Romagna, omologa della lista Tsipras che si presentò alle europee di maggio. La lista, che vedeva candidata Maria Cristina Quintavalla, arriva al 4%. Obiettivo sfumato invece per Alessandro Rondoni della compagine Udc-Ncd e per Cristian Mazzanti della lista Liberi cittadini, la formazione sponsorizzata dagli ex 5 stelle Giovanni Favia e Federica Salsi.

Questi gli eletti del Partito democratico: Stefano Bonaccini (presidente); Simonetta Saliera (ben 11947 voti, la più votata), Giuseppe Paruolo, Stefano Caliandro, Francesca Marchetti, Roberto Poli, Antonio Mumolo (Bologna), Palma Costi, Giuseppe Boschini, Luciana Serri, Luca Sabattini (Modena), Andrea Rossi, Roberta Mori, Ottavia Soncini, Silvia Prodi (Reggio Emilia), Massimo Iotti, Barbara Lori, Alessandro Cardinali (Parma), Paola Gazzolo, Gian Luigi Molinari (Piacenza); Marcella Zappaterra, Paolo Calvano (Ferrara), Manuela Rontini, Gianni Bessi, Mirco Bagnari (Ravenna), Paolo Zoffoli, Valentina Ravaioli, Lia Montalti (Forlì-Cesena), Giorgio Pruccoli, Nadia Rossi (Rimini). Per Sel Igor Taruffi (Bologna), Yuri Torri (Reggio Emilia). L’exploit della Lega Nord ha fruttato invece ben 9 seggi: Alan Fabbri (candidato presidente), Daniele Marchetti (Bologna), Stefano Bargi (Modena), Gabriele Delmonte (Reggio Emilia), Fabio Rainieri (Parma), Matteo Rancan (Piacenza), Marco Pettazzoni (Ferrara), Andrea Liverani (Ravenna), Massimo Pompignoli (Rimini). Cinque gli eletti del Movimento 5 stelle: Giulia Gibertoni (Modena, candidato presidente), Silvia Piccinini (Bologna), Gian Luca Sassi (Reggio Emilia), Andrea Bertani (Forlì-Cesena), Raffaella Sensoli (Rimini). Due invece quelli di Forza Italia, che mette solo l’uscente Galeazzo Bignami (Bologna) ed Enrico Aimi (Modena). Uno l’eletto di Fratelli d’Italia, il piacentino Tommaso Foti, così come per la lista l’Altra Emilia Romagna: passa Pier Giovanni Alleva (Bologna).