La Procura di Roma ha aperto un fascicolo, senza ipotesi di reato e senza indagati, in seguito all’esposto presentato dalla famiglia di Stefano Cucchi nei confronti del medico legale Paolo Arbarello riguardo alla perizia del processo di primo grado. A seguire gli accertamenti sarà il procuratore Giuseppe Pignatone. Il fascicolo, però, non costituisce l’avvio di nuove indagini, ma rimarrà circoscritto agli episodi indicati nell’esposto. A spiegarlo è stato, nei giorni scorsi, lo stesso Pignatone che ha precisato come queste indagini saranno subordinate all’esame di tutto il carteggio e delle motivazioni di assoluzione della corte di assise di appello di medici, infermieri e guardie penitenziarie.

La denuncia, 10 pagine, era stata presentata mercoledì 5 novembre da Ilaria Cucchi. Al centro l’operato del consulente della Procura, il medico legale Paolo Arbarello. L’esposto ha scatenato un vero botta e risposta tra l’ex direttore di medicina legale della Sapienza (che ha annunciato una controquerela) e la sorella di Cucchi. “Lo abbiamo scritto e ripetuto più volte: ci sono lesioni che sono sospette – ha detto Arbarello in una intervista – Noi non siamo in condizioni di dire se qualcuno gli ha sbattuto la testa contro il muro facendolo cadere o se invece ha fatto tutto da solo. In ogni caso, ripeto, non sono queste le cause del suo decesso“. Per Arbarello “evidentemente non tengono conto che il mio parere, e quello di tutti i colleghi che hanno lavorato con me, è stato confermato anche dai periti della Corte d’Assise, scelti a Milano”, cioè che Stefano Cucchi è stato ucciso dalla negligenza dei medici. “Non è stato semplice muovere rilievi a dei colleghi”.

Alle parole del medico legale ha replicato la Cucchi affermando che “il professor Arbarello ha annunciato querela per diffamazione e calunnia contro di noi ed ha nominato il professor Coppi per avere maggiori garanzie possibili di vittoria. Saremo gli unici ad essere condannati per la morte di Stefano”. “Arbarello – prosegue – difende l’operato dei colleghi periti e pure quello dei magistrati. Mio fratello è morto per il dolore tremendo alla colonna vertebrale ed all’addome per un globo vescicale di urina di ben un litro e mezzo che gli ha prodotto lacerazioni interne”.