Silvana Sciarra e Maria Alessandra Sandulli sono le due giuriste candidate per la Corte costituzionale. Dopo le notizie trapelate nelle scorse ore, è stato il capogruppo Pd Luigi Zanda a telefonare al collega M5s Alberto Airola per ufficializzare i due nomi, rispettivamente in quota Pd e Forza italia. Dopo 20 fumate nere e quasi due mesi di stallo, i partiti cercano di trovare una soluzione. Bruciato Luciano Violante, Matteo Renzi punta su due donne. Il Movimento 5 stelle, secondo quanto appreso da ilfattoquotidiano.it, ha intenzione di appoggiare la scelta in cambio dell’elezione al Csm del loro candidato Alessio Zaccaria. Con l’incognita degli iscritti grillini. “Finalmente trasparenza”, ha commentato il deputato 5 stelle Danilo Toninelli, “valuteremo e probabilmente faremo una consultazione online”.

Ma i problemi potrebbero non essere finiti: Forza italia e Ncd non nascondono perplessità sul nome di Sandulli. Una firma all’appello “Salviamo la costituzione” del 2005 contro la riforma della giustizia del governo Berlusconi. Tanto basterebbe per mettere in dubbio la sua posizione. “Di avvocati e di docenti universitari donna”, spiega uno dei tecnici della giustizia di Ncd, “ce ne sono tante. Si provi ad individuare un altro nome”. Ancora più duro il commento raccolto dall’agenzia Ansa tra alcuni forzisti di palazzo Madama: “Ha più chance Papa Bergoglio di essere eletto alla Consulta di lei. Una così di sinistra, noi, non la voteremo mai”.

A ricordare il gesto della Sandulli è stato il quotidiano Libero. In un blog pubblicato in giornata su internet, si legge: “L’appello a cui aderì la Sandulli definiva pessima la riforma della giustizia di Berlusconi. Fu sottoscritto da 17 presidenti e vicepresidenti emeriti della Corte Costituzionale, 183 professori universitari di diritto costituzionale, diritto pubblico e diritto amministrativo, 102 altri professori universitari di materie giuridiche, 184 professori universitari di altre discipline”. E si aggiunge: “Vale la pena sottolineare come, la stessa Sandulli, non abbia espresso nessuna critica e nemmeno una perplessità a proposito dellla riforma della giustizia del governo Renzi“.