Jean-Pierre e Luc Dardenne, famosi in patria quanto apprezzati a livello internazionale, dopo aver esordito con La promesse in cui si trattava il tema del lavoro clandestino, hanno imperniato il loro stile cinematografico con un crudo realismo narrativo che da sempre è il loro marchio inconfondibile. Alla regia di diversi documentari e altrettanti film, tra cui Rosetta che nel 1999 gli valse non soltanto la Palma d’oro a Cannes ma ancor più importante, una legge a tutela del lavoro giovanile che prese il nome dall’omonima pellicola visti i dibattiti a cui aveva dato vita in Belgio, i fratelli registi tornano dietro la macchina da presa per dirigere un nuovo film sul tema dell’occupazione: Due giorni, una notte.

Nato sotto il peso della crisi economica e sociale che oramai da anni attanaglia l’Europa, il lungometraggio racconta la storia di Sandra, giovane donna interpreta dalla splendida Marion Cotillard, che assistita dal marito, ha a disposizione un solo fine settimana per andare a trovare i suoi colleghi con l’intento di convincerli a rinunciare al loro premio di produzione, con il quale avrebbero “cannibalizzato” il suo posto di lavoro. I colleghi di Sandra hanno votato compatti a favore del suo licenziamento in cambio di un semplice bonus, uno scenario drammatico ma non così distante dalla realtà.

“Per noi la cosa più importante era mostrare una persona che viene esclusa perché è considerata debole, non in grado di fornire prestazioni sufficientemente elevate. – ha dichiarato Jean-Pierre Dardenne – Il film tesse l’elogio di una “non performante” che ritrova forza e coraggio grazie alla battaglia che decide di condurre con suo marito”. A margine del grande successo de Il ragazzo con la bicicletta, i due registi hanno presentato il loro nuovo lavoro alla scorsa edizione del Festival di Cannes dove la pellicola era in lizza per la Palma d’Oro, in attesa di arrivare nelle sale cinematografiche italiane dal prossimo 13 novembre.

La clip in esclusiva per il Fatto.it