“2014, l’anno dei tagliagole”. Il claim campeggia a pagina 29 de Il Giornale, edizione di domenica 19 ottobre. Parole stampate sul fermo immagine del video che ritrae gli ultimi istanti di vita di James Foley, il giornalista americano decapitato dall’Isis il 20 agosto. Bene, ma un claim per cosa? Per pubblicizzare l’uscita in edicola di “Non perdiamo la testa: il dovere di difenderci dalla violenza dell’Islam“, il libro scritto da Magdi Allam, ex eurodeputato e attualmente esponente di Fratelli d’Italia, e dalle “firme del Giornale“, allegato del quotidiano in edicola da martedì 21 ottobre. Un titolo che evoca un macabro doppio senso tra la volontà della “legittima difesa” dalle violenze dell’estremismo fondamentalista e la brutale pratica della decapitazione da parte del sedicente Stato Islamico, che dopo Foley ha ucciso allo stesso modo anche Steven Sotloff, David Haines e Alan Henning. Senza dimenticare che la stessa sorte è stata riservata anche a Hervè Gourdel, il turista francese rapito in Algeria dai jihadisti di Jund-al-Khilafa, movimento legato ad Al Qaeda nel Maghreb (Aqim).

“Il ‘politically correct’ – si legge nella pagina pubblicitaria – la paura di passare per razzisti, la sudditanza psicologica del relativismo culturale: i mali della nostra civiltà rischiano di spalancare le porte ai jihadisti con la bandiera nera”. E dopo la premessa ecco la presentazione vera e propria del volume, definito “un inedito libro-inchiesta sulla minaccia all’Occidente dell’estremismo islamico” in cui “le migliori firme del Giornale, unite in questa raccolta di saggi, spiegano perché l’Occidente ha il diritto-dovere di salvaguardare la propria identità e di non cedere ai tagliatori di teste in nome di Allah. Perché siamo sotto attacco. E la nostra è una legittima difesa”. 

La pubblicità del libro, oltre a comparire nelle pagine del Giornale e nella versione iPad del quotidiano, è anche l’immagine di copertina del profilo Facebook dello stesso Allam. E negli ultimi giorni l’autore ha scritto vari post per promuovere il lancio. In uno ricorda anche l’episodio in cui, sulle rive del Nilo, San Francesco d’Assisi  incontrò il Sultano d’Egitto Malik al Kamil. Ritorno al passato, precisamente al settembre 1219. In quella occasione “pur sapendo che avrebbe potuto rischiare la vita – sottolinea Allam -, Francesco non fu affatto relativista, all’opposto chiese esplicitamente al Sultano di convertirsi al cristianesimo perché ‘se voi morirete nella legge che professate, voi vi perderete certamente, e Dio non avrà la vostra anima’. Francesco si presentò al Sultano come il medico a un malato: ‘Noi salveremo l’anima vostra a Dio'”.

Allam accompagna poi l’episodio con una sua ‘riflessione’ sulle radici cristiane dell’Europa (“L’Europa stessa nasce con un’identità cristiana quando gli eserciti islamici, dopo aver sottomesso con la forza le sponde orientale e meridionale del Mediterraneo, invasero anche la sponda settentrionale. Poitiers (732), la Reconquista (1492), Lepanto (1571) e Vienna (1683) hanno segnato il riscatto dell’identità cristiana dell’Europa”) e un richiamo all’Ordine dei giornalisti che ha avviato nei suoi confronti una procedura in merito all’accusa di islamofobia. “Ricordo che la condanna dell’islam e di Maometto è parte essenziale della fede, della storia e della cultura dell’Europa e dell’Occidente cristiano – precisa il giornalista -. Il cristianesimo ha sempre giustamente condannato sia l’islam come un’eresia sia Maometto come un impostore, perché è una questione di vita o di morte. Qualora il cristianesimo dovesse riconoscere l’islam e legittimare Maometto, compirebbe un suicidio perché rinnegherebbe i cardini della fede”. La conclusione: “Abbiamo appena letto che cosa disse San Francesco dell’islam. Ebbene se è islamofobo anche San Francesco, il Patrono d’Italia, vuol dire che ci proclameremo tutti orgogliosamente islamofobi!”.

Tanti utenti sulla sua pagina Facebook concordano con lui, lasciando isolati altri commentatori che, come Shahram, dissentono e scrivono: “Non avete perso la testa. Avete perso il senno. Che Dio ci protegga dalle conseguenze folli delle idee di Magdi Allam“.