Condannati per avere rilasciato interviste a pagamento in tv utilizzando fondi assegnati ai gruppi consiliari. La Corte dei Conti ha stabilito che sette capigruppo dell’assemblea legislativa devono risarcire la Regione Emilia-Romagna per la vicenda legata all’acquisto di spazi di programmazione disponibili dalle emittenti televisive che riguardano, a seconda delle persone coinvolte, gli anni 2010, 2011 e 2012.

In sostanza ‘comparsate’ dei politici regionali di ogni schieramento in servizi, trasmissioni e approfondimenti giornalistici su radio e televisioni locali private. Il tutto pagato dai gruppi in consiglio regionale con i soldi pubblici, senza che gli spettatori fossero a conoscenza dei contratti stipulati dai consiglieri con le emittenti. La sentenza, emessa dalla corte presieduta da Luigi Di Murro, ha dunque stabilito che dalle condotte dei sette è derivato “alla Regione Emilia Romagna un danno patrimoniale” in misura diversa “tenuto conto delle singole qualità e delle condotte individuali”.

I condannati sono Marco Monari (Pd), Luigi Giuseppe Villani (Pdl), Gian Guido Naldi (Sel), Roberto Sconciaforni (Fds), Silvia Noè (Udc), Mauro Manfredini (Ln) e Andrea Defranceschi (M5S). La cifra più alta è quella attribuita alla Lega Nord: il capogruppo Manfredini dovrà pagare 70.290 euro per le spese di 2010, 2011 e 2012. Monari, che diede le dimissioni da capogruppo Pd dopo che uscì la notizia della sua iscrizione nel registro degli indagati nell’inchiesta per peculato della Procura di Bologna, è condannato invece a saldare 15.691 euro sui tre anni.

Seguono Noé (14.431 per 2011 e 2012), Naldi (13.210 euro sui tre anni), Sconciaforni (11.193 euro sui tre anni), Defranceschi (7.656 euro sui tre anni); infine condanna a pagare mille euro per il 2011 per l’ex capogruppo Pdl Villani. Tutti sono anche condannati a pagare le spese di giudizio.