Dopo i ritiri di Sisal e Rottapharm, risalenti all’estate, anche Italiaonline fa marcia indietro sullo sbarco in Borsa. La società controllata dalla Orascom di Naguib Sawiris, che avrebbe dovuto debuttare a Piazza Affari a metà ottobre, ha comunicato la decisione di rinunciare al collocamento presso investitori istituzionali “a causa delle avverse condizioni e forte volatilità dei mercati azionari europei e delle performance di recenti Ipo”. Una situazione che “non consente un pieno apprezzamento delle potenzialità dell’azienda”. Di qui la scelta di “procedere al ritiro integrale dell’Offerta globale di vendita e sottoscrizione”.

La internet company nata lo scorso anno in seguito all’acquisizione di Matrix da parte di Libero scrive in una nota che “con il supporto del proprio azionista di riferimento continuerà nel percorso di crescita intrapreso”. Mentre il presidente Khaled Bichara, ex Dada e Orascom, ha affermato che “la decisione di ritirare l’Ipo non influenza minimamente i piani di espansione”, ricordando che “il gruppo è in crescita sia in termini di ricavi che di marginalità e di generazione di cassa” e “nel primo semestre 2014 ha generato ricavi per 47,6 milioni di euro con un Ebitda margin del 32,7%”. 

Ma secondo alcuni analisti a ostacolare la quotazione del gruppo, a cui fanno capo anche i portali Libero e Virgilio e il servizio di ricerca di numeri telefonici 1254, è stato anche il prezzo elevato previsto per le azioni: gli advisor hanno valutato Italiaonline tra i 250 e i 300 milioni, fissando di conseguenza (come si legge nel prospetto informativo) la “forchetta” tra i 5 e i 6 euro. A fronte di utili che lo scorso anno (quello dell’integrazione di Matrix) si sono fermati a 1,16 milioni.