Seconda notte di bombardamenti americani sulla Siria. Gli attacchi si sono concentrati su obiettivi dell’Isis a Sud-Est di Raqqa, roccaforte dello Stato Islamico. La nuova ondata di attacchi arriva a 24 ore di distanza dall’inizio dell’offensiva lanciata da Washington contro i jihadisti dell’autoproclamato califfato e supportata – al momento – da cinque Paesi arabi: Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Giordania e Bahrein. Le operazioni hanno preso di mira obiettivi a quasi 35 km a ovest e a sud di Kobané, che si trova al confine con la Turchia, ha riferito Rami Abdel Rahman, capo dell’Osservatorio siriano dei diritti dell’uomo. E almeno 10 attacchi aerei sono stati condotti questa mattina vicino e attorno a Boukamal, città siriana vicino al confine con l’Iraq. Lo riferisce l’Osservatorio siriano per i diritti umani il quale, citando abitanti del posto, spiega che l’intensità dei raid è simile a quelli avvenuti ieri sulla città. 

Ong: “Aerei provenivano da Turchia”
Poche ore dopo che il presidente Recep Tayyip Erdogan ha annunciato che il suo paese sta valutando l’estensione del suo supporto alla coalizione internazionale contro lo Stato islamico (Is), aerei che secondo una ong “provenivano dalla direzione della Turchia” hanno colpito obiettivi in Siria. L’Osservatorio siriano per i diritti umani, citato dal sito del quotidiano Hurriyet, ha affermato che gli aerei impegnati nei raid “provenivano dalla direzione della Turchia”. Ma fonti ufficiali turche hanno smentito la notizia. Parlando con i giornalisti a New York, dove si trova per l’Assemblea Generale dell’Onu, Erdogan ha affermato ieri che il governo di Ankara sta valutando un nuovo ruolo, “che include ogni cosa, sia a livello militare che politico”. 

Giordania, assolto uomo di Bin Laden in Europa
Intanto la corte di sicurezza della Giordania ha assolto dall’accusa di terrorismo il predicatore islamico Abu Qatada, un tempo considerato dai servizi britannici il braccio destro di Osama Bin Laden in Europa, e ha deciso la sua liberazione. Lo riferiscono fonti giudiziarie. Abu Qatada, il cui vero nome è Omar Othman, era stato estradato dalla Gran Bretagna lo scorso anno, e da allora era detenuto in un carcere di massima sicurezza a sud-est di Amman. La Corte per la sicurezza dello Stato lo ha assolto dall’accusa di avere pianificato attacchi contro obiettivi stranieri in Giordania, dopo che lo scorso giugno lo aveva già assolto da quella di avere formato un gruppo fondamentalista illegale chiamato Al Eslah wa al Tahadi. Recentemente, durante un’udienza del processo, Abu Qatada aveva condannato le decapitazioni di giornalisti occidentali da parte dello Stato islamico.

Prima notte di bombardamenti: “120 jihadisti uccisi”
Nella prima notte di bombardamenti (guarda) gli F-22 raptor e 47 missili Tomahawk hanno colpito postazioni dell’Is, centri di controllo e comando, oltre che campi di addestramento, depositi di armi e munizioni, mezzi militari e anche un centro finanziario sparsi in quattro diverse province siriane, ma in particolare nella regione di Raqqa, dove l’autoproclamato califfo Abu Bakr al Baghdadi ha stabilito la sua “capitale”. Obama ha spiegato che con questa azione “abbiamo sventato un complotto di al Qaida in Siria contro gli Stati Uniti e i nostri alleati”. E in serata fonti di intelligence citate dalla Cnn hanno rivelato piani per attentati con bombe nascoste sugli aerei: sarebbero stati utilizzati dentifrici e abiti esplosivi. Al momento non ci sono dati precisi sui risultati ottenuti, ma fonti siriane parlano di almeno 120 jihadisti uccisi. Fonti mediche a Kfar Deriyan riferiscono anche di due donne e sette bambini rimasti uccisi. Né ci sono indicazioni sui danni subiti dai veterani di al Qaida che si sono riuniti nel gruppo noto col nome Khorasan, che secondo il Pentagono “si preparavano a colpire l’America e i suoi alleati” e contro cui gli Usa hanno condotto “separatamente” otto raid. Voci non confermate, rimbalzate sui social media, sostengono che il leader del gruppo, il kuwaitiano Muhsin al Fadhli, sarebbe rimato ucciso. Il Fronte al Nusra ha invece annunciato via Twitter che nei bombardamenti sarebbe morto il suo leader, Abu Yousef Al Turki. Proprio il gruppo legato ad AlQaeda, insieme a quelli di Ahrar al-Sham, hanno evacuato i loro quartier generali nella provincia di Idlib, secondo quanto riportano gli attivisti dell’Osservatorio siriano per i diritti umani.

Obama: “E’ un successo, ma ci vorrà tempo”
“E’ stato un successo”, ha dichiarato Barack Obama. “Lo sforzo complessivo richiederà tempo”, ha detto il presidente americano in una breve dichiarazione prima di partire per New York dove alle 16 è atteso il suo intervento all’Assemblea generale dell’Onu, “ma faremo ciò che serve per combattere questo gruppo terrorista, per la sicurezza del Paese, della regione e del mondo intero”. Anche davanti al Congresso il Comandante in capo delle forze armate statunitensi ha fatto sapere che al momento “non è possibile sapere quale sarà la durata” delle operazioni in Siria e in Iraq, dove dall’8 agosto le forze Usa hanno condotto quasi 200 raid aerei.