Braccio di ferro e scambi di accuse tra Matteo Renzi e i sindacati sulla riforma del lavoro. E in particolare sull’articolo 18. Ma chi davvero vuole che la norma dello Statuto dei lavoratori venga abolita? Secondo un sondaggio svolto da Ispo – i cui risultati sono stati pubblicati sull’Huffington Post – gli italiani sono divisi. In sostanza, “più di metà – il 54% – ritiene che l’eventuale abolizione dell’articolo 18 finirebbe col rendere i lavoratori dipendenti più ricattabili dal datore di lavoro”. La contrarietà alla cancellazione della norma prevale soprattutto tra i ragazzi, a dimostrazione “che le giovani generazioni ambiscono soprattutto alla garanzia e alla sicurezza del ‘posto fisso'”.

A essere convinto che “l’abolizione dell’articolo 18 comporterebbe un peggioramento delle condizioni di tutti i lavoratori italiani” è il 45% degli italiani. La pensa così il 55% dei giovani in età compresa tra i 25 e i 34 anni e meno di un terzo nella stessa fascia d’età “è di parere contrario”. La spaccatura tra chi è pro o contro è particolarmente evidente tra chi non ritiene che “l’abolizione porterebbe più uguaglianza tra lavoratori precari e lavoratori dipendenti”, che rappresenta il 47% degli italiani, contro il 39 che, al contrario, è favorevole a cambiare la norma.

Inoltre, il 46% del campione intervistato crede che la sua eliminazione “indebolirebbe i lavoratori senza apportare vantaggi per l’occupazione”. Di opinione opposta, invece il 40 per cento degli intervistati. E nel caso in cui fossero messi a punto adeguati ammortizzatori sociali per i licenziati solo il 46% sarebbe d’accordo con l’abolizione, mentre il 40% rimarrebbe contrario. E solo per il 39% l’addio all’articolo 18 “permetterebbe di salvare alcune aziende in crisi” mentre il 41% – composto soprattutto da anziani – pensa che “migliorerebbe le possibilità di lavoro per i giovani”. Ma il 47% non è d’accordo. Infine, “il 43% è d’accordo che l’eliminazione dell’articolo 18 renderebbe più dinamica l’economia del Paese” contro il 47% di opinione contraria.