La Lega nord non si arrende al risultato negativo del referendum scozzese e rilancia sull’independentismo, a partire dal Veneto: “Il Veneto voterà il referendum; ovviamente la Scozia insegna”, ha affermato il segretario Matteo Salvini alla Festa dei popoli padani, che quest’anno ha traslocato da Venezia a Cittadella, la città del sindaco di Padova Bitonci. “Gli scozzesi sono arrivati a votare dopo 300 anni di battaglia, noi speriamo di mettercene meno. Ma questo vale anche per Lombardia, Salento, Calabria, Sardegna“. Per il leader del Carroccio “se lo Stato centrale e centralista non funziona è giusto che le realtà locali si organizzino. Non penso che aspetteremo quello che arriva da Roma”. da qui il consiglio al premier Matteo Renzi di andare “a lezione di democrazia dalla regina Elisabetta“. 

Sul tema è intervenuto anche Luca Zaia, che della Regione Veneto è presidente: “Noi crediamo nei percorsi della legalità: vogliamo che il referendum sia ufficiale e si ponga una pietra miliare”, ha affermato il dirigente leghista,  confermando che si procederà per portare a termine l’iter della consultazione. “Siamo pronti a varare ufficialmente il conto – ha aggiunto – e quando il popolo si esprime non sono mai soldi buttati”. 

Ma non è solo il Veneto, dove la spinta indipendentista è storica e va anche al di là del perimetro della “Liga”. Il governatore lombardo Roberto Maroni ha premesso che se Renzi “ha paura” di una simile consultazione in terra lombarda, “gliela faremo passare”.  Maroni ha spiegato che la legge referendaria “è stata già presentata in Lombardia, ma serve una maggioranza qualificata che va oltre a quella che io ho; quindi dovremo convincere un pezzo di opposizione a votare a favore”. Riferendosi all’esito referendario in Scozia, Maroni è certo che il Paese anglosassone “trae un grande vantaggio anche se non ha avuto il sì, perchè Cameron è stato costretto a garantire maggior autonomia, maggiori risorse e maggiori poteri”.

Ma il ritorno all’independentismo spinto, per quanto legalitario, apre il problema delle future alleanza elettorali. “Alle regionali del Veneto – ha detto a Cittadella il sindaco di Verona Flavio Tosi – ci sarà sicuramente la Lega, immaginabilmente il resto del centrodestra e poi ci saranno una o più liste civiche che rappresentano chi condivide la nostra impostazione e il governatore Zaia”. Tosi ha poi ricordato che le civiche “servono per dar spazio a chi condivide questi valori, ma magari non vota i partiti”. Riferendosi ai consigli provinciali composti da sindaci, Tosi ha osservato che “le alleanze provinciali sono figlie del pateracchio che è stato fatto, che ha ridotto le spese del 5%. Sono venute fuori alleanze stravaganti figlie di una riforma pasticciata”.