“Mi hanno aggredita perché difendo mio fratello”. Non ha dubbi Letizia Laura Bossetti sul perché abbia subito il terzo episodio di violenza nel giro di poco più di tre mesi: da quando suo fratello gemello Massimo Giuseppe si trova nel carcere di Bergamo con l’accusa di essere il killer della 13enne Yara Gambirasio, scomparsa da Brembate di Sopra il 26 novembre 2010 e ritrovata cadavere in un campo di Chignolo D’Isola il 26 febbraio 2011.

In un’intervista all’Eco di Bergamo, la donna ricostruisce la violenza subita mercoledì (17 settembre) nel garage di casa dei genitori a Terno d’Isola (Bergamo) da parte di tre sconosciuti: “Mi hanno presa a calci e insultata, ho contusioni al volto e il coccige fratturato. Sto pagando un caro prezzo perché difendo apertamente mio fratello e sono convinta tuttora che sia assolutamente innocente”.

E’ la terza volta che accade – racconta – e probabilmente si tratta delle stesse persone. “Soffro fisicamente e psicologicamente – aggiunge – Mi sono sentita colpire violentemente da dietro alla parte destra del capo, vicino all’occhio. Il colpo mi ha fatto cadere gli occhiali. E’ stato talmente forte che ho perso i sensi e sono caduta”.

I tre aggressori hanno atteso Letizia Laura Bossetti sotto casa e l’hanno aggredita nei garage. In una prima occasione la donna era stata soltanto minacciata a parole. I tre le avevano detto: “Eccola, la sorella dell’assassino”. In una seconda occasione la sorella di Massimo Bossetti era stata colpita con la portiera di un’auto ed era caduta a terra. “Sono dei vigliacchi“, commenta, spiegando che il fratello è stato informato in carcere di quello che è accaduto. “Comunque continuerò a uscire perché non ho niente da nascondere e ho la coscienza pulita. Certo la paura c’è”.

L’avvocato della donna, Benedetto Bonomo, ieri aveva spiegato che “Letizia Bossetti non conosceva i suoi assalitori quindi presenteremo una denuncia contro ignoti. L’hanno presa a calci e pugni ed è svenuta, ma non è in condizioni gravi. La donna era ricorsa alle cure mediche in ospedale e subito dimessa.