Come da programma, lo sbarco nei negozi dell’iPhone 6 (anche se non ancora in Italia) è stato accompagnato dalle solite note folkloristiche e dalle code chilometriche che i fan del melafonino mettono in scena regolarmente negli ultimi 7 anni in quello che è diventato una sorta di appuntamento mondano. Quasi in contemporanea, due giorni fa, Apple ha reso disponibile il nuovo sistema operativo iOS8, che dovrebbe andare a equipaggiare buona parte degli smartphone e tablet a marchio Apple. Nel dettaglio, la casa di Cupertino indica come “compatibili” gli iPhone dal 4s in poi e gli iPad dal 2 in su. Il nuovo sistema, almeno dal punto di vista estetico, non porta con sé grandi rivoluzioni.

Dopo l’aggiornamento (chi scrive l’ha eseguito su un iPad di quarta generazione) tutto sembra più o meno come prima. I miglioramenti, però, ci sono e si vedono subito nel corso dell’utilizzo. A partire dalla tastiera, che ha introdotto un sistema di “predizione” che, per fortuna, dimostra di essere ben poco invasivo. Le parole suggerite dal sistema, infatti, vengono visualizzate in una sezione immediatamente sopra la tastiera e non inserite direttamente nel corpo del testo, evitando così la classica “sindrome da T9”, che nei primi cellulari Nokia (così come in quelli Apple che utilizzavano la funzione di autocorrezione) portava all’invio di parole completamente fuori contesto. Passi in avanti nella dettatura vocale, che ora avviene in tempo reale (le parole compaiono a schermo mano a mano che le si pronuncia e non quando si è terminata la dettatura) rendendo più fluido l’utilizzo.

Le valutazioni sulle altre novità del sistema, che puntano con decisione sull’integrazione tra tutti i dispositivi Apple condividendo tra di essi le applicazioni e i dati, richiederanno invece un po’ di tempo. Così come il potenziamento di iCloud, che ora non servirà più solo per il backup dei dati ma offre funzioni di “cloud” a tutto tondo, è certamente suggestivo, ma non è molto diverso da quello offerto da altri servizi. Sarà più che altro la praticità d’uso, quindi, a determinarne o meno il successo.

Non sono mancate, ovviamente, le polemiche e le critiche in rete al nuovo sistema. In primo luogo riguardo alle dimensioni dell’aggiornamento. Il nuovo sistema, infatti, richiede 5,8 GB di spazio liberi e molti utenti sono stati costretti a cancellare o trasferire buona parte delle immagini e dei dati presenti sul telefono. Anche se, alla fine dell’installazione, lo spazio realmente occupato in aggiunta alla versione precedente è di poco meno di 1 giga. Al di là della scocciatura riguardante la necessità di liberare spazio, che qualsiasi appassionato di informatica ha vissuto almeno un centinaio di volte nella sua vita, critiche ben più fondate riguardano l’utilizzo con il vecchio iPhone 4s, che Apple indica come “compatibile” con il nuovo sistema operativo. Secondo quanto riportato da molti siti specializzati, infatti, l’aggiornamento sul vecchio iPhone 4s porterebbe solo guai. Oltre a un notevole rallentamento del sistema, molte delle nuove funzioni finirebbero per essere solo fastidiose, occupando troppo spazio sul “piccolo” schermo dello smartphone.

Tenendo presente che per ovvie strategie commerciali il sistema offrirà il meglio con i nuovi modelli di smartphone, il consiglio rimane quello di non procedere all’upgrade se non si utilizza un modello più recente (dal 5 in su) che offra una sufficiente potenza di calcolo e un display di dimensioni adeguate per sfruttare le funzioni di iOS 8. Per quanto riguarda il panorama italiano, una piena valutazione dell’accoppiata tra iOS 8 e iPhone 6 sarà possibile a partire dal 26 settembre, data prevista per il lancio del nuovo smartphone Apple nel nostro paese e che consentirà anche a ilfattoquotidiano.it di mettere effettivamente le mani sul dispositivo per farne una recensione completa.