Un’altra sentenza, quella del Tribunale dei minori di Bologna, riporta giustizia e diritti in Italia in relazione alla genitorialità, al desiderio di avere figli e alle condizioni di accesso per essere madri e padri: che dovrebbero essere fluide e liberali, invece nel nostro paese restano insensatamente proibitive quando non apertamente persecutorie. In questo caso, l’adozione non è stata autorizzata sulla base dell’art. 44 che regola i “casi particolari”, ma – giustamente – come vera e propria adozione tout court: infatti, la bambina era già stata adottata in America, sarebbe stato contraddittorio e insensato vietarle l’adozione in Italia (dove appunto l’adozione ai single è possibile, ma per la strada tortuosa dell’adozione in casi particolari). Ma perché lasciar adottare anche ai single? Ecco le mie sette ragioni. 

1) Certo che in linea di principio sarebbe meglio per un bambino avere due genitori (e pure nonni, zii o comunque altre figure di sostegno educativo, morale, economico). Ma se c’è una persona disponibile a prendersi cura di un bambino reduce da una storia traumatica e in condizioni di abbandono, come si fa a vietarglielo? Non sarebbe meglio essere accuditi da una sola persona che da nessuno? 

2) Nessuna persona è un'”isola”. E allora è persino evidente che anche un genitore single ha intorno a sé un nucleo di parenti o amici all’interno del quale il bambino potrà vivere. Un’adozione tra l’altro passa attraverso una trafila di psicologi e assistenti sociali in grado di valutare. 

3) Esistono in Italia milioni di genitori single, per scelta o necessità. Sono per forza cattivi genitori? E se non lo sono, perché allora vietare l’adozione ai single?

4) Calano i matrimoni e i legami stabili: una tendenza sempre più diffusa. Ma non cala il desiderio di maternità e paternità di uomini e donne. Perché ostinarsi a subordinare le adozioni a condizioni che non sono quasi più maggioritarie, escludendo una buon parte di persone desiderose di figli e capaci di educarli con amore e dedizione? O bisogna costringerle a sposarsi in maniera coatta?

5) Siamo un paese in crisi economica, dove la fatica per sopravvivere, in cerca di una relativa felicità, è sempre più difficile. Ma se alla crisi aggiungiamo leggi restrittive per chi vuole avere figli rischiamo di creare una sofferenza sociale insostenibile. 

6) Non è possibile che lo Stato italiano continui a considerare le persone che vorrebbero dei figli come malviventi. Il rispetto e la tutela dei bambini possono essere assicurati da esperti che stanno lì apposta a valutare le situazioni. Per il resto, le leggi dovrebbero solo facilitare l’incontro tra un bambino e un adulto che desidera prendersene cura. Tutto il resto è ignoranza e indifferenza.

7) L’Europa ci impone ormai persino i dettagli delle nostre riforme economico-politica. Allora perché non i diritti civili? Non ce lo chiede l’Europa, anche questo?