Secondo l’accusa, arruolava jihadisti. E ha predicato due volte, nel 2011, a Cremona e a Motta Baluffi, nel Casalasco. Nella mattinata, un’operazione della polizia serba in Bosnia, in collaborazione con gli agenti di Cremona e Bergamo, ha portato all’arresto del predicatore integralista Bilal Bosnic. L’accusa: mandava combattenti in Siria e in Iraq a sostegno dell’Isis, l’organizzazione del Califfato costituitasi nei due Paesi mediorentali, che ha rivendicato tra l’altro la decapitazione di due giornalisti americani Foley e Sotloff. L’arresto è giunto nell’ambito della vasta operazione antiterrorismo, nome in codice Damasco – condotta da oltre 200 agenti. Le segnalazioni su Bosnic sono arrivate dalla Digos di Cremona che ha inoltrato l’informativa al ministero degli Interni. Sono finiti in carcere altri 15 islamisti. Bosnic avrebbe finanziato, dopo averli reclutati, alcuni giovani bosniaci per inviarli a combattere con i gruppi jihadisti già stanziati in Siria e Iraq. Nel nord Italia, Bosnic è stato, oltre che in terrotorio cremonese, a Pordenone e a Bergamo.

Ritrovati anche ingenti quantitativi di armi in alcune città della Bosnia passate al setaccio. A Cremona è tornata alla memoria la veemente predica in moschea nel 2011, che tanto ha fatto discutere, dell’imam wahabita bosniaco, che ha riportato la città alla ribalta nazionale. Su youtube è possibile seguire il suo discorso di tre anni fa nella moschea cittadina. Tutto ciò ha fatto scattare l’allarme in questura e in Tribunale. La mente è tornata anche al 2002, quando qui venne scoperta la prima cellula islamica in Italia legata ad Al Qaeda con l’iman dell’epoca Mourad Trabelsi, tunisino condannato ed espluso e con il bibliotecario della moschea probabilmente morto in Iraq insieme ad altri terroristi.