Dopo la Premier League inglese partita la settimana scorsa, la Liga spagnola. Comincia oggi l’altro grande campionato d’Europa, quello delle due squadre più forti e strapotenti, sul campo e sul calciomercato. Il nuovo Barcellona di Luis Enrique e il Real Madrid campione d’Europa di Carlo Ancelotti sono ovviamente le grandi favorite del torneo. Eppure lo scudetto è cucito sul petto dell’altra formazione di Madrid, l’Atletico di Simeone, che giusto ieri sera ha ricominciato da vincente la stagione, alzando la Supercoppa proprio contro gli odiati cugini (1-0 al Vicente Calderón, dopo l’1-1 dell’andata). Quest’anno, però, difficilmente il titolo potrà sfuggirà dalle mani di una delle due big. Merito di una campagna acquisti faraonica su entrambi i fronti, per affiancare nuovi campioni ai vari Ronaldo e Messi, Neymar e Bale.

Il Real si è assicurato James Rodriguez, star dell’ultimo mondiale in Brasile, strappato ai magnati russi del Monaco per 80 milioni di euro. Mentre a centrocampo è arrivato dal Bayern Monaco Toni Kroos, fresco campione del mondo, per 25 milioni. “Con quei soldi noi ci compriamo otto giocatori, loro due”, ha commentato sarcastico Simeone. Anche il Barca, però, non è da meno. In teoria il mercato degli azulgrana era stato bloccato dalla Fifa per irregolarità sui trasferimenti di calciatori minorenni. Ma la pena è stata rinviata al 2015, e la società ne ha approfittato per comprare il doppio, portandosi avanti anche per quando non potrà farlo: non solo Luis Suarez dal Liverpool per 80 milioni, ma anche Ter Stegen, Bravo, Mathieu, Vermaelen, Rakitic. E non è finita qui: per il futuro è già stato bloccato il terzino brasiliano Douglas, e si mantiene calda la pista che porta a Douglas Costa e a Cuadrado della Fiorentina (affari da circa 40 milioni l’uno). Due corazzate, imbattibili sulla carta.

Ma la Liga è anche il campionato che si è ribellato alla legge del più forte. L’ha fatto l’anno scorso, con la vittoria dell’Atletico Madrid. E proverà a farlo anche quest’anno. Sempre con i Colchoneros, che hanno perso Thibaut Courtois, Filipe Luis e Diego Costa, volati al Chelsea da Mourinho. Ma con i soldi arrivati da Londra hanno comprato tanto e bene: il bomber croato Mandzukic dal Bayern e la stellina francese Griezmann, il terzino Siqueira e Angel Correa, grande talento del calcio argentino (a cui però a luglio è stato riscontrato un tumore benigno al cuore, che potrebbe comprometterne la carriera). L’arma in più, comunque, era e resta in panchina: Diego Pablo Simeone, capace di portare i suoi ragazzi al titolo in Liga e ad una manciata di secondi dal trionfo in Champions League. Anche se nelle ultime interviste il Cholo ha ridimensionato gli obiettivi della società: “Non mi piace mentire alla gente: non possiamo competere con Barca e Real, puntiamo al terzo posto”. Rivincere, effettivamente, sarebbe un miracolo. Ma d’altra parte lo è stato anche l’anno scorso.

L’Atletico, comunque, non sarà solo a sfidare le grandi di Spagna. Debutta domenica per la prima volta nella Liga il piccolo Eibar. Paesino di 27mila abitanti dei Paesi Baschi, con uno stadio da 5mila spettatori e un fatturato di appena 400mila euro, l’anno scorso ha vinto il campionato di Serie B guadagnando la prima, storica promozione nella massima serie. Una favola che proprio per questioni finanziarie rischiava di morire sul più bello: la normativa spagnola obbliga ogni club della Liga ad avere un capitale sociale minimo pari al 25% delle spese medie delle squadre della categoria (circa due milioni di euro). Così l’Eibar, pur avendo i bilanci perfettamente in regola e neanche un euro di debito (al contrario di tante squadre spagnole) non avrebbe potuto iscriversi al campionato. Per farlo, la società ha dovuto implementare il proprio capitale di circa un milione e 725mila euro.

Ci è riuscita grazie ad una raccolta fondi tra i tifosi, che hanno acquistato quote del club al prezzo di 50€ divenendone soci. E adesso potranno godersi la loro squadra del cuore in Serie A. L’Eibar debutterà domenica contro la Real Sociedad: ci sarà anche l’italiano Federico Piovaccari, attaccante giramondo appena acquistato dalla formazione basca dalla Steaua Bucarest, con cui l’anno scorso ha la Champions League. Le sfide contro Barcellona e Real Madrid sono in programma rispettivamente alla nona e alla dodicesima giornata. Un mese di stipendio di Leo Messi e Cristiano Ronaldo basterebbe a coprire il bilancio annuale della società. Ma sul campo l’Eibar proverà comunque a vincere, per salvarsi e prolungare il sogno. Un po’ come nella storia di Davide contro Golia, solo riadattata al calcio moderno.

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