“Incursione di blindati russi in territorio ucraino”. La denuncia, lanciata dal Kiev, è stata confermata dalla Nato. La colonna militare – secondo l’Ucraina – è entrata in territorio ucraino giovedì sera (14 luglio), attraverso un posto di frontiera a est di Donetsk, a Izvariné, controllato da separatisti filo-russi. Secondo il quotidiano britannico The Guardian, la colonna era formata da 23 blindati per il trasporto delle truppe insieme ad autobotti per il rifornimento di carburante e altri veicoli logistici con targhe militari ufficiali russe. Il governo ucraino ha annunciato di aver reagito a quella che di fatto sembra un’invasione. Il presidente Poroshenko ha fatto sapere che colpi di artiglieria dell’esercito hanno “distrutto” in gran parte una colonna di automezzi blindati. Ironica la smentita del Cremlino: “L’artiglieria ucraina ha distrutto dei fantasmi”. E’ intervenuta anche l’Unione europea che ha sollecitato la Russia a fermare “ogni azione unilaterale militare”. Stessa preoccupazione è stata espressa, con maggior fastidio, anche dagli Stati Uniti. L’escalation dell’attività della Russia in Ucraina nelle ultime settimane è “estremamente pericolosa e provocatoria” e gli Usa restano molto preoccupati dalle ripetute escursioni russe e sostenute da Mosca. Così la portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale Usa, Caitlin Hayden, in una dichiarazione diffusa dalla Casa Bianca. La Russia non ha il diritto di mandare veicoli, personale o cargo di alcuni tipo in Ucraina, con alcun pretesto, senza il permesso del governo di Kiev, ha aggiunto Hayden. 

 

Ispezionati 200 camion di aiuti umanitari
Nonostante le tensioni e i timori, Mosca e Kiev sono arrivate comunque a un accordo riguardo all’invio di aiuti umanitari. E questa mattina (venerdì 15 agosto) i doganieri ucraini hanno ispezionato oltre 200 camion che hanno trasportato beni di prima necessità. Il convoglio proveniente dalla Russia è stato accompagnato da uomini del Comitato internazionale della Croce Rossa al posto di frontiera russo di Donetsk. Il piano prevede che gli aiuti siano consegnati nella città di Luhansk, occupata dai ribelli, e poi distribuiti in tutta la regione. Non è chiaro per quanto tempo l’operazione potrà durare, “ma non si risolverà in una sola settimana”, ha sottolineato Laurent Corbaz, direttrice del Cicr per le operazioni in Europa. Fin da quando Mosca ha annunciato la volontà di inviare aiuti alle popolazioni dell’Ucraina orientale, Kiev ha espresso il timore che i camion fossero una sorta di cavallo di troia per fornire aiuto militare ai miliziani filo-russi che da mesi combattono contro l’esercito regolare ucraino per ottenere l’indipendenza.

Nato: “Russia continua a fornire armi ai ribelli”
Una paura che le ultime notizie sembrano confermare. “La notte scorsa abbiamo visto un’incursione russa, un attraversamento del confine ucraino” ha confermato il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen in conferenza stampa a Copenhagen. Il segretario non ha parlato di invasione e ha sottolineato: “Penso sia solo la continuazione di ciò che vediamo da qualche tempo, un flusso di forniture”. Questa incursione conferma “il fatto che vediamo un flusso continuo di armi e combattenti dalla Russia all’Ucraina orientale. Ed è una chiara dimostrazione del continuo coinvolgimento russo nella destabilizzazione dell’Ucraina orientale”. “Per questo motivo – ha concluso Rasmussen – chiediamo alla Russia di ritirare le sue truppe dal confine ucraino, di interrompere il flusso di armi, combattenti e soldi in Ucraina, di smettere di sostenere i separatisti e di impegnarsi in un dialogo costruttivo con il governo di Kiev”.

Poroshenko: “Distrutti blindati russi”. Mosca: “Distrutti fantasmi”
I mezzi russi sarebbero però stati attaccati dall’esercito ucraino. Kiev ha annunciato di aver “distrutto” in gran parte la colonna di blindati per il trasporto delle truppe che secondo l’Ucraina era entrata nell’Est del Paese dalla Russia. Lo ha annunciato il presidente ucraino, Petro Poroshenko, in una telefonata con il premier britannico David Cameron. Secondo un comunicato della presidenza ucraina, Poroshenko ha riferito che “gran parte” dei mezzi è “stata distrutta durante la notte dall’artiglieria ucraina”. “Un’azione appropriata è stata presa contro questa colonna e una parte di questa colonna non esiste più. E’ stata distrutta”, ha assicurato anche il portavoce militare ucraino Andrii Lysenko. Ma il ministero della Difesa russo ha smentito Kiev, e ha ironizzato: “L’artiglieria ucraina deve aver distrutto dei fantasmi”. 
 Il Cremlino ha ribadito le parole dei servizi segreti dell’Fsb: “Non c’è alcun convoglio militare russo che avrebbe attraversato la frontiera fra Russia e Ucraina”, ha dichiarato un dirigente del ministero, Igor Konashenkov, citato dalle agenzie russe. E’ intervenuto anche il presidente Vladimir Putin che, pur non addentrandosi nel merito delle versioni, ha affermato: “Faremo tutto il possibile per porre fine al conflitto militare il più presto possibile, stabilire un dialogo fra le parti interessate e fornire assistenza umanitaria”.

Ue: “Russia fermi qualsiasi azione militare unilaterale” 
Intanto i ministri degli Esteri dell’Unione europea hanno sollecitato la Russia a fermare ogni azione alla frontiera con l’Ucraina. Lo ha sottolineato il ministro degli Esteri italiano Federica Mogherini citando la nota conclusiva del Consiglio Esteri di Bruxelles, dopo la denuncia di Kiev. “Ogni azione militare unilaterale da parte della Federazione russa in Ucraina con ogni pretesto – continua una nota congiunta diffusa a conclusione del vertice di Bruxelles – compreso quello umanitario, sarà considerato dall’Unione europea una evidente violazione della legge internazionale”. Sulla stessa linea il vice presidente Usa, Joe Biden, che ha condiviso la preoccupazione di un intervento russo con il presidente della Romania, Traian Basescu, durante un colloquio telefonico.

Londra convoca ambasciatore russo
L’azione di Mosca ha avuto immediate ripercussioni diplomatiche. E proprio il governo britannico ha convocato l’ambasciatore russo a Londra, Alexander Iakovenko, per avere “chiarimenti sulle informazioni”. Londra vuole inoltre approfondimenti sul “passaggio continuo di equipaggiamento attraverso la frontiera” in territorio ucraino. Lo ha fatto sapere il Foreign Office, il ministero degli Esteri inglese, su Twitter.

Aiuti umanitari anche dall’Ucraina
Non solo la Russia ha inviato aiuti umanitari, anche il governo ucraino ha mandato tre convogli nel nord est del Paese, nell’area controllata dai separatisti. Il primo gruppo di camion, partito da Kiev, è arrivato nella notte a Starobilsk, un centinaio di chilometri a nord di Luhansk. “La spedizione – spiega Serhiy Bochkovsky, capo del servizio nazionale di emergenza ucraino – consiste in 780 tonnellate di beni trasportati da 71 camion. In questo gruppo abbiamo principalmente cibo, cereali, farina, latte, carne in scatola, pane e dolci”. Gli altri due convogli sono partiti dalle città di Kharkiv e Dnipropetrovsk. Il problema principale per Kiev, però, è che questi aiuti non finiscano proprio nelle mani delle milizie che le forze militari regolari stanno combattendo. “Abbiamo già individuato alcune persone che hanno bisogno degli aiuti – spiega Peter Huber, delegato della Croce rossa – e stiamo pianificando la distribuzione”.