Il risultato annunciato alle elezioni presidenziali turche si è avverato: il premier islamico Tayyip Recep Erdogan ha vinto al primo turno le prime elezioni presidenziali a suffragio universale diretto nella storia del paese. Erdogan, 60 anni, ha messo a segno l’8° successo elettorale consecutivo in 12 anni contro l’opposizione laica, forse il più importante, diventando il nuovo capo dello stato turco. Il successo del ‘sultano’ di Ankara, al potere con il partito islamico Akp dal 2002, suscita l’allarme dell’opposizione, che teme una ulteriore deriva islamica e autoritaria per il Paese. Erdogan ha già chiarito che, forte dell’investitura popolare derivante dalla vittoria al primo turno alle prime presidenziali a suffragio diretto, intende mantenere il controllo del paese anche nelle sue nuove funzioni. Con il 93% delle schede scrutinate, Erdogan ottiene il 53%, contro il 37% del principale candidato dell’opposizione, il conservatore Ekmeleddin Ihsanoglu, appoggiato da sinistra e destra laiche di Chp e Mhp, una mossa non capita da molti elettori socialisti che non lo hanno votato. Il leader curdo Selahattin Demirtasè al 9%. “Oggi il popolo ha dimostrato la propria volontà alle urne”, ha dichiarato Erdogan dopo la pubblicazione dei dati parziali delle presidenziali. Erdogan ha poi affermato di voler raggiungere la capitale Ankara, dove spera di riunire tutti i suoi sostenitori nella sede del partito una volta conosciuti i risultati definitivi. 

Erdogan prende il posto di Abdullah Gul
Erdogan prende il posto alla presidenza della Repubblica del suo compagno di partito Abdullah Gul. Già i sondaggi davano Erdogan come favorito a più del 50% dei voti, contro Ihsanoglu e Demirtas, rispettivamente al 40% e al 10% delle preferenze. “La gente sta prendendo una decisione importante per la democrazia turca, per il futuro del nostro Paese”, aveva dichiarato il premier turco nel pomeriggio, dopo aver votato nella parte asiatica di Istanbul. “Il popolo turco oggi elegge per la prima volta il suo presidente senza intermediari – ha aggiunto Erdogan, sottolineando che finora il capo dello stato turco è sempre stato eletto dal parlamento. Erdogan ha confermato di volere mantenere da presidente il controllo del paese. “Il presidente e il governo lavoreranno insieme per condurre il paese verso il traguardo del 2023 e del 2071” . Due date centrali per la Turchia, visto che il 2023 è l’anno del centenario della fondazione della repubblica turca da parte di Ataturk e il 2071 quello del millennio dell’arrivo dei turchi in Anatolia dall’Asia centrale.

Il “sultano” è all’ottava vittoria elettorale
È l’ottava vittoria elettorale consecutiva di Erdogan sull’opposizione laica da quando è arrivato al potere con il suo partito islamico Akp nel 2002. Se i dati ufficiali confermeranno la tendenza, Erdogan sostituirà alla fine di agosto il compagno di partito Abdullah Gul a Palazzo Cankaya, il palazzo presidenziale costruito quasi un secolo fa per il fondatore della repubblica turca Mustafa Kemal Ataturk. L’opposizione teme che sotto la sua presidenza sarà impressa una ulteriore stretta autoritaria e islamica al paese. Erdogan non ha nascosto che intende mantenere il controllo del paese nella sua nuova funzione di capo dello stato, spostando parte dei poteri finora conferiti al primo ministro. 

Femen: “Se voti per Erdogan getti la tua libertà nella spazzatura”
Il controverso gruppo femminista Femen, noto per le azioni di protesta in topless, ha già preso posizione contro il premier islamico. “Se voti per Erdogan getti la tua libertà nella spazzatura”, ha scritto Femen Turchia su Twitter. “La libertà non è un rifiuto, non votare per Erdogan'” ha aggiunto. Alle amministrative di marzo due attiviste francesi di Femen avevano contestato a seno scoperto Erdogan nel seggio di Uskudar, a Istanbul, in cui vota il primo ministro, ma anche la moglie Emine e le due figlie, tutte velate, nonché i due figli maschi. Le due femministe erano state arrestate ed espulse dal paese qualche giorno dopo.