Entrerà in vigore alle 8 di martedì mattina (ora locale) la tregua umanitaria di 72 ore accettata da Israele su proposta dell’Egitto, che oggi al Cairo ha ospitato colloqui con delegazioni dell’Olp e di Hamas. Lo rende noto l’agenzia di stampa egiziana Mena. In precedenza l’esponente del comitato esecutivo dell’Olp, Hanna Amira, aveva dichiarato che l’obiettivo, durante la tregua, è quello di avviare “negoziati indiretti tra palestinesi e israeliani con la mediazione dell’Egitto per raggiungere un accordo duraturo per il cessate il fuoco”.

Tregua violata dopo 6 minuti
La tregua unilaterale di sette ore dichiarata da Israele è durata solo pochi minuti. Secondo il ministero della Salute di Gaza un raid effettuato dall’Israel Defense Force soltanto 6 minuti dopo l’inizio del cessate-il-fuoco contro il capo profughi di al-Shati ha portato alla morte di 3 persone, tra cui una bambina di 8 anni. La tregua, iniziata alle 10 di questa mattina (le 9 in Italia), è stata definita da Hamas come “un tentativo di Israele di distogliere l’attenzione dai suoi massacri”. Esclusa dal cessate il fuoco Rafah, dove domenica un missile sparato contro una scuola dell’Onu ha provocato la morte di dieci civili palestinesi. “L’operazione a Gaza sta continuando e l’esercito sta finendo” con la distruzione “dei tunnel”, ha detto Benyamin Netanyhu: secondo il premier israeliano, tutto finirà “soltanto quando la quiete e la calma saranno ristabilite per i cittadini di Israele per un lungo periodo”.  

Gaza: “Israele viola la tregua e uccide bimba di 8 anni”
Le forze israeliane non hanno interrotto i raid nonostante avessero dichiarato una tregua unilaterale. Il portavoce del ministero della Salute di Gaza, Ashraf al-Qidra, ha affermato che neanche un’ora dopo l’inizio del cessate il fuoco, un attacco aereo ha colpito la casa della famiglia al-Bakri nel campo rifugiati al-Shati, uccidendo la bambina di otto anni e altre due persone e ferendone altre 30. Fonti palestinesi citate dal sito web Ynet, sostengono che un attacco israeliano abbia colpito anche il campo rifugiati di Nuseirat, nel centro della Striscia di Gaza, ferendo due persone. Alle 16 italiane, poi, Israele ha annunciato una ripresa degli attacchi. Nello stesso momento, un raid aereo vicino a un impianto di desalinizzazione a Rafah ha ucciso tre persone, tra cui un ragazzo di 12 anni e la sorella di soli 5. Lo ha reso noto il portavoce del ministero della Sanità a Gaza Ashraf al-Kidra.  

“Attacco terroristico a Gesuralemme”: due morti
Un passante è morto in un presunto attacco terroristico a Gerusalemme, dove una scavatrice ha ribaltato un autobus prima che il conducente fosse “ucciso da un poliziotto“. Altre cinque persone, il conducente dell’autobus, tre passeggeri e un poliziotto, sarebbero state ferite. L’uomo che guidava la scavatrice è stato identificato in Mohammad Neyaf Javis, residente a Gerusalemme est. Il ministro della sicurezza pubblica Yitzhak Aharonovitch ha detto che “il terrorista era già conosciuto per un altro incidente”. L’attacco è avvenuto vicino a una strada principale, nei pressi della linea della metropolitana leggera di Gerusalemme. A perdere la vita oltre all’attentatore è stato il rabbino Abraham Vaalis (29 anni, padre di sei figli), membro di una setta oltranzista anti-sionista guidata dal collegio rabbinico Toledot Aharon.  Secondo il sito Ynet, Hamas ha salutato il presunto attentato fai-da-te come ‘‘un’iniziativa locale benvenuta”.

Secondo possibile attentato vicino al campus universitario
Un uomo a bordo di una motocicletta ha sparato contro una fermata dell’autobus vicino al campus universitario ebraico di Gerusalemme, sul monte Scopus. Lo scrive Haaretz, aggungendo che un agente è stato ferito in modo grave al ventre. 
Secondo quanto riferisce il Times of Israel, la vittima dell’attacco sarebbe un uomo sui vent’anni, rimasto seriamente ferito all’addome. L’uomo si trova ora in ospedale.

Netanyahu: “Colpito il leader della Jihad islamica”
Un attacco aereo di Netanyahu ha ucciso un leader militante nella Striscia di Gaza. Il gruppo della Jihad islamica, stretto alleato di Hamas, ha reso noto che Daniel Mansour, il suo comandante nella parte nord della Striscia, è morto in un attacco aereo che ha colpito la sua abitazione subito prima dell’alba. Secondo l’intelligence di Israele, Mansur sarebbe stato il comandante del distretto nord e responsabile del lancio dei missili ad alta traiettoria contro il territorio israeliano durante l’operazione Pilastro difensivo del 2012. 

Subito prima della tregua, raid notturni su Gaza: 11 morti
Almeno 11 palestinesi sono rimasti uccisi nella notte in raid aerei a Gaza. Lo ha denunciato il portavoce del ministero della Salute di Gaza, Ashraf al-Qedra. Sempre nella notte, secondo la polizia della Striscia, navi, carri armati e cannoniere dell’esercito israeliano hanno lanciato decine di colpi di artiglieria, prendendo di mira case, appezzamenti terrieri e zone aperte, smentre jet hanno distrutto tre moschee, nove case, cinque rifugi in riva al mare e un magazzino per materiali da costruzione. Secondo fonti palestinesi, dall’avvio delle operazioni israeliane sono ormai 1.822 i morti palestinesi.

“Volontario britannico ucciso ai Rafah”: Londar verifica
Un volontario britannico sarebbe stato ucciso a Gaza, riferisce Sky News citando fonti sul posto. Il Foreign Office fa sapere di aver avviato verifiche urgenti. Secondo le prime informazioni l’uomo sarebbe rimasto ucciso domenica nel corso di bombardamenti israeliani a Rafah.

Fabius: “Basta uccidere bambini”
Il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius ha condannato l’offensiva israeliana a Gaza, affermando che il diritto “totale” di Israele alla propria sicurezza “non giustifica l’uccisione di bambini e il massacro di civili“. Per Fabius, “Hamas ovviamente ha una enorme responsabilità per questa macabra escalation, che serve la causa degli estremisti, ma non giustifica quelli che il segretario generale dell’Onu definisce ‘crimini’. Il capo della diplomazia francese chiede quindi che sia messa fine alla “carneficina di Gaza“. 

Ban Ki-moon condanna l’aumento degli attacchi antisemiti in Europa
Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, condanna “il recente aumento degli attacchi antisemiti, in particolare in Europa”, collegati alle “proteste per l’escalation della violenza a Gaza”. Ban sottolinea come il conflitto in Medio Oriente non debba diventare “un pretesto per pregiudizi che potrebbero avere conseguenze sulla pace e sull’armonia sociale”, sottolienando il necessario inizio dei negoziati per risolvere il conflitto. Dopo le manifestazioni anti israeliane in Germania, secondo l’ambasciatrice palestinese a Berlino, Khouloud Daibes, il dibattito sull’antisemitismo in Germania “non dovrebbe distrarre l’opinione pubblica dalla sofferenza del popolo palestinese sulla Striscia di Gaza”, sottolineando al Rheinische Post che nessuna forma di discriminazione “deve mai più accadere, chiunque sia il destinatario”.