In questi giorni il mondo degli infermieri è scosso da una parola “trasparenza”, diventata ormai  una rivendicazione e simbolo di una battaglia di rinnovamento. In testa eroicamente da solo, un giovane sindacato, Nursind che a malapena rappresenta il 7% degli infermieri, piccolo ma tutt’altro che minoritario e probabilmente destinato a fare la differenza tra il vecchio e il nuovo. Nursind ha pubblicamente rivolto alla Federazione nazionale dei collegi degli infermieri 10 domande sulla “trasparenza e insoddisfatto delle non risposte ha chiesto come di diritto l’accesso privato alle informazioni. La Federazione nazionale è stata costretta ad incassare il colpo e, in una intervista alla presidente Annalisa Silvestro, ha dichiarato candidamente che entro l’autunno sul portale della Federazione si aprirà una “sezione trasparenza” con ciò  riconoscendo che la richiesta di Nursind era più che fondata. 

Ma perché? Perché in questi carrozzoni parastatali di altri tempi quali sono gli ordini e i collegi, gira un mare di denaro il cui uso come dimostra il caso dei collegi, non è trasparente. E non finisce qui. Da mesi è in atto un tentativo  sommerso di cui nessuno è a conoscenza, da parte dei presidenti degli Ordini dei medici, dei farmacisti e dei collegi infermieristici (Bianco, Mandelli, Silvestro) per evitare gli obblighi di legge sulla trasparenza e sulla lotta alla corruzione (L190/2012; DL33/2013). Fa impressione tanta impudenza e tanta omertà istituzionale ma la partita riguarda direttamente i tre presidenti che sono allo stesso tempo senatori della Repubblica. La loro  preoccupazione è che se la legge sulla trasparenza fosse applicata loro non potrebbero tenere più il piede in due staffe dal momento che la legge impone di sanare l’esistenza di eventuali conflitti di interessi… e loro sono in flagrante conflitto di interesse. Sgomenta vedere soprattutto senatori del Pd che per difendere il proprio potere personale contrastano l’applicazione della legge per la trasparenza con un segretario di partito che della trasparenza ha fatto il suo cavallo di battaglia.

Ma come è possibile tutto ciò senza che i medici, i farmacisti e gli infermieri si arrabbino? E’ solo una questione di appetiti personali dei presidenti o prima ci vuole che l’opacità sia organizzata, legittimata, e formalizzata come sistema? La risposta banale è che la conseguenza di un sistema opaco è l’opacità, il che vuol dire che la non trasparenza non è una cosa diversa dal sistema che la produce e il conflitto di interesse non è cosa diversa dalla promiscuità. Del resto se sei eletto come i nostri tre presidenti per governare macchine autoriferite al potere e se questo potere viene usato per garantire ai propri partiti consenso elettorale, il conflitto di interesse viene dimenticato e tollerato anzi non è più un problema. Mi spiego meglio: ordini e collegi sono giuridicamente degli “enti pubblici non economici” finanziariamente garantiti. Se qualcuno è abile nell’uso elettorale del sistema una volta dentro non lo cacci più. Nonostante il conflitto di interesse ti resta in casa per tutta la vita. Una volta dentro egli si organizzerà, distribuendo soldi, riconoscendo incarichi, attribuendo prebende, assegnando progetti, con la contropartita del vassallaggio e del consenso politico.

Ma arriva sempre il momento in cui anche per il sistema opaco le cose vanno storte. Oggi  i benpensanti degli ordini e dei collegi credono che vi sia un complotto contro i presidenti multitasking ma in realtà questo è un alibi ridicolo, il fatto centrale è che questi presidenti per nulla imbarazzati sono in pieno conflitto di interessi e la maggior parte dei medici e degli  infermieri si sono resi conto che:

  • il divario tra “ciò che è” la loro professione nella realtà e “ciò che dovrebbe essere” per legge è insopportabile
  • non avranno nessuna possibilità di cambiare i loro destini professionali se prima non cambieranno il “sistema opaco” che li  rappresenta
  • se l’interesse personale dei presidenti viene prima di quello generale degli iscritti costoro pagheranno duramente il prezzo di una autonomia e una libertà condizionata

Ecco perché oggi la parola “trasparenza” sta assumendo tutti i significati di una grande questione politica. Per capirlo, tanto i medici che gli infermieri, ci hanno dovuto sbattere il naso:

  • l’attuale gruppo dirigente del sistema degli ordini e dei collegi pur con delle differenze significative al loro interno, nel loro complesso, hanno clamorosamente fallito l’obiettivo statutario di tutelare le professioni, per cui bisogna rinnovare il quadro dirigente
  • il sistema degli ordini e dei collegi pur con delle significative differenze al loro interno ha comunque partorito un potere autoriferito, quasi di tipo monarchico, che non tutela come dovrebbe le professioni, per cui nell’interesse delle professioni bisogna cambiarlo.

Personalmente penso che il “tras-parire”, cioè l’essere visibile attraverso dei comportamenti virtuosi, debba essere la base di un profondo cambiamento. Trovo esecrabile che la politica che si definisce progressista e democratica tolleri che in una democrazia vi siano dei “sovrani” che si collocano al di sopra della legge sulla trasparenza e sono preoccupato che costoro siano a capo di categorie professionali tanto delicate quanto strategiche per i diritti delle persone.