Giacciono da giorni sotto il cielo ucraino, esposti alle intemperie. Un cimitero a cielo aperto. Corpi straziati, o quel che resta, e il fetore che rende l’aria irrespirabile. Una scena apocalittica quella che si presenta ancora oggi sul luogo in cui si è schiantato il Boeing 777 della Malaysia Airlines nell’Ucraina dell’est due giorni fa: una vasta distesa in cui tra i rottami ci sono ancora i cadaveri delle vittime che si cominciano a decomporre. Una situazione di incertezza e confusione, unita all’ostilità degli uomini armati che rende difficile il recupero dei corpi. Sono 196 quelli recuperati finora, per gli altri ci sarà ancora molto lavoro da fare.

Intanto sono già iniziati i primi episodi di sciacallaggio. Preoccupazione del resto è stata espressa da fonti indonesiane che temono che i corpi delle vittime non siano trattati con “dignità e rispetto”. Il governo dell’Ucraina ha, infatti, reso noto di aver avuto notizia di saccheggi nell’area del disastro aereo (denaro, gioielli e carte di credito delle vittime) e ha esortato i familiari ad annullare le carte. Anche i separatisti hanno denunciato episodi di saccheggi, attribuendoli a civili ucraini, alcuni dei quali avrebbero già usato nel Paese carte depredate.

Le immagini diffuse dai media del luogo dello schianto rendono un’idea solo parziale di ciò che resta dei 298 passeggeri decollati il 17 luglio da Amsterdam verso la Malesia, alcuni col sogno di una vacanza indimenticabile, ma sufficiente a far accapponare la pelle. Sprazzi di desolazione e di vite interrotte. Un cadavere nudo giace supino tra l’erba alta. Più in là il cadavere di una donna E ancora corpi incastrati tra le lamiere, valige, abiti, profumi, creme, libri e giocattoli. Immagini che decenza e rispetto per chi non c’è più vorrebbero non fossero mostrate.

I soccorritori hanno cominciato venerdì a rimuovere alcuni corpi, che secondo le stesse fonti sono sparsi su di un’area di circa 15-20 chilometri. Dopo essere stato colpito, il Boeing 777 si è spaccato in volo, prima di schiantarsi, lasciando dietro di sé una scia di detriti in un raggio di diversi chilometri nella campagna ucraina. E, incredibilmente, nonostante l’aereo sia precipitato da più di 30.000 piedi, molti dei corpi sono stati ritrovati intatti. Alcuni, addirittura legati ancora ai sedili con la cintura di sicurezza. Di altri rimangono solo pezzi sparsi qua e là nel grande campo di grano punteggiato di fiori viola, dove si è concluso il loro ultimo volo.