Erano sequestrate dagli estremisti islamici Boko Haram da due settimane, ma una fuga di gruppo le ha ridato la libertà. E’ successo in Nigeria, dove almeno 63 ragazze sono riuscite a scappare dal gruppo dei terroristi nigeriani. Restano quindi nelle mani del gruppo armato solo cinque delle 68 ragazze rapite a metà giugno a Damboa, nel nord est del Paese, mentre sono oltre 200 le studentesse detenute con la forza da aprile. 

Secondo la Bbc, le ragazze sono fuggite venerdì mattina mentre i militanti si erano assentati per condurre un’operazione in un villaggio, attaccando la base militare vicino Damboa. Scontri, che quella notte hanno portato all’uccisione di più di 50 ribelli.  La notizia della fuga del gruppo di ragazze è stata diffusa dalla polizia locale; l’agente Abbas Gava ha raccontato a France Press di avere “ricevuto una segnalazione certa che le donne rapite siano riuscite a tornare a casa, compiendo un atto di grande coraggio“. Gava ha poi ricordato però che altre cinque restano nelle mani degli estremisti.  La notizia è stata confermata anche da un alto funzionario della sicurezza a Maiduguri, citato da Premium Times: “Non c’è dubbio, le donne sono riuscite a scappare”.

Resta invece bloccata la trattativa per la liberazione delle 223 studentesse di una scuola di Chobok, nello stato nigeriano di Borno, che sono state sequestrate dal gruppo islamista il 14 aprile. Le ragazze rapite erano inizialmente 276, ma 53 sono riuscite a scappare saltando giù dai camion o approfittando delle soste. In un video diffuso il 5 maggio Abubakar Shekau, leader del gruppo islamico Boko haram, ha rivendicato il sequestro, minacciando di “trattare come schiave” e “vendere al mercato” le studentesse, che “invece di andare a scuola avrebbero dovuto essere regolarmente sposate”. 

Boko haram ha proposto al governo nigeriano uno scambio di prigionieri e ha promesso di rilasciare le ragazze in cambio della liberazione di miliziani di Boko haram detenuti. Ma il governo ha rifiutato la proposta.  Un rapimento che ha scatenato una grande opposizione a livello internazionale, dando vita alla campagna #bringbackourgirls, che ha visto tra le testimonial anche Michelle Obama. Un passaparola su Twitter che vuole riportare l’attenzione internazionale sulla questione, e sono già stati lanciati numerosi appelli per la liberazione.

Il gruppo Boko Haram è diventato noto a livello internazionale dopo le violenze religiose del 2009. Il movimento, il cui nome è traducibile come “l’educazione occidentale è peccato”, è un’organizzazione terroristica jihadista diffusa nel nord est della Nigeria che ha come obiettivo l’imposizione della sharia nel Paese.