Brasile 2014 come Spagna 1982 e Messico 1986, Rio de Janeiro come Siviglia e Città del Messico. Scorrendo sullo schermo, le immagini si sovrappongono e confondono. Certo la sfida tra Francia e Germania riporta alla mente guerre franco-prussiane e conflitti mondiali, ma non solo, se è vero che il calcio è la prosecuzione della guerra con altri mezzi, la sfida tra le due potenze europee significa anche epiche battaglie sul campo.

La prima sfida mondiale tra le due è la finale per il terzo e quarto posto di Svezia 1958, vince 6-3 la Francia, sarà l’unica vittoria dei transalpini. Ma è 24 anni dopo, nella semifinale di Spagna 1982, che si fa la storia del calcio: è l’8 luglio 1982, è la battaglia di Siviglia, una sfida indimenticabile tra due squadre che vede la Francia in vantaggio per 3-1 ai supplementari, il pareggio dei tedeschi, la vittoria ai rigori della squadra che andrà poi a sfidare in finale l’Italia (guarda).

Da una parte Breitner, Littbarski, Magath, Muller e una serie di campioni che saranno poi protagonisti nella Serie A italiana: Briegel, Rumenigge, Matthaeus. Dall’altra la Francia del quadrato magico: Rocheteau, Platini, Giresse e Tigana. I primi hanno superato il turno grazie a un biscotto con l’Austria ai danni dell’Algeria, e nel secondo girone hanno avuto la meglio su Spagna e Inghilterra. I secondi al primo turno sono protagonisti di un clamoroso episodio quando, nel 4-1 con il Kuwait lo sceicco scende dalle tribune ed entra in campo per chiedere l’annullamento di un gol: per lunghissimi minuti polizia spagnola e guardie del corpo dello sceicco sono schierate uno di fronte all’altro su un campo di calcio trasformato in teatro di guerra. E si arriva a Siviglia, all’8 luglio. Il primo tempo termina 1-1, al gol di Littbarski risponde Platini su rigore.

Nella ripresa il nuovo entrato Battiston è lanciato solo verso la porta, il portiere Schumacher esce dall’area e nonostante il francese abbia già calciato gli rovina addosso in malo modo, Battiston è a terra, Schumacher indifferente aspetta di poter battere il calcio di rinvio, il francese esce in barella, il tedesco continua come niente fosse. Il replay dimostrerà che l’intervento da kamikaze del portiere è chiaramente volontario (guarda). Si va ai supplementari, la Francia sembra aver vinto la partita coi gol di Tresor e Giresse, fino a che dalla panchina non si alza Rumenigge e semina il panico: il futuro attaccante dell’Inter segna il 3-2 prima che una rovesciata di Fischer sancisca il pareggio. E’ la prima sfida di Coppa del Mondo a concludersi ai rigori e, nonostante l’errore con pianto in mondovisione di Stielike, passa la Germania. L’ultima sfida mondiale tra Francia e Germania è a Guadalajara, nella semifinale di Messico 1986 (2-0 per i tedeschi), poi la lunga attesa, fino ad oggi.

Sempre al mondiale messicano risale l’ultimo precedente tra Argentina e Belgio, il 25 giugno a Città del Messico: è la consacrazione, se ce ne fosse bisogno, di quel Diego Armando Maradona che tre giorni prima ha sconfitto da solo l’Inghilterra (guarda). C’è un precedente, anche quello a Spagna 1982, quando i vicecampioni d’Europa in carica vincono 1-0 con gol di Vandenbergh.

Ma lo spettacolo è quattro anni dopo. Inizio della ripresa, su una geniale apertura di Burruchaga, in area Diego la tocca una volta sola, con l’esterno sinistro, per uno scavetto che beffardamente supera il portiere in uscita. Qualcosa che oggi si vede fare a Messi. Dieci minuti dopo, ancora Diego riceve palla sulla trequarti, si ferma, osserva i quattro difensori belgi, parte in dribbling superandoli come birilli e deposita la palla in rete (guarda). L’Argentina passa e andrà a vincere la finale proprio contro i tedeschi che hanno battuto la Francia. Immagini del passato, del futuro, di quell’eterno presente giocoso che è il calcio.

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