La legge della conservazione della massa è una legge fisica della meccanica classica, che prende origine dal cosiddetto postulato fondamentale di Lavoisier: «Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma». Non avranno studiato al liceo scientifico e non frequenteranno convegni di fisica, ma loro, gli asini che fanno la raccolta differenziata, la conoscono bene la legge della conservazione della massa. Se metti una tonnellata di rifiuti in un formo inceneritore, una quota (fino a 360 Kg) ti resta in ceneri (da smaltire in discariche di servizio), una quota va in liquidi (per la pulizia degli impianti) e quindi nel ciclo idrico, ed una quota è trattenuta dai filtri. Ed il resto? Non sparisce di certo. Non si distrugge. Semplicemente vola via. Piccole (nano) particelle che prima o poi te le ritrovi nell’insalata o nel latte, anche materno. Nanopolveri di dimensioni infinitesimali e nocive che spesso sono composte da cromo, cadmio, nichel, arsenico, mercurio. Tant’è che ormai sono decine gli studi che indicano chiaramente l’incremento di tumori nei pressi degli inceneritori.

Però, fino a qualche anno fa, chi metteva in discussione il totem dell’inceneritore (o come lo chiamano gli indoratori della pillola, il termovalorizzatore) era considerato un testardo ambientalista del no! Oggi per fortuna i tempi sono cambiati, perché ci sono arrivati anche gli asini. Si, anche quegli asini che fanno la raccolta differenziata. In tutto il mondo ci sono esperienze concrete, che funzionano e che mettono in discussione coi fatti il modello “termovalorizzatore”. Senza andare fino a San Francisco, dove da anni si persegue la strategia “Rifiuti Zero”, per noi italiani è sufficiente guardare ai Comuni Virtuosi, come Ponte nelle Alpi dove da anni si supera il 90% di raccolta differenziata, riducendo di oltre il 90% la quantità di rifiuti prodotta.

E poi, come si diceva, ci sono tanti asini. Asini dotati di gerle che fanno la raccolta differenziata porta a porta per i vicoli del centro troppo angusti e tortuosi. Il primo a sperimentarlo è stato il Comune di Castelbuono, Palermo. Più recentemente Moltalto Ligure nell’imperiese. Si dirà: piccoli comuni, piccole esperienze, che non possono certo mettere in discussione il fatto che in tutta Europa l’incenerimento è unanimemente considerato il metodo più moderno per smaltire i rifiuti. E non è più neanche così! Perché proprio dall’oltralpe, il ministro Socialista dell’Ambiente del Governo Francese Ségolène Royal, pochi giorni fa ha testualmente dichiarato: “les incinérateurs sont une solution dépassée. Il faut arrêter les incinérateurs”.

Allora fermiamoli questi inceneritori, soluzioni passate. Ed assumiamo asini e persone. Perché con un grande piano nazionale per la raccolta differenziata porta a porta in tutti gli 8 mila comuni d’Italia si creerebbero (e in questo caso Lavoisier sarebbe superato) centinaia di migliaia di posti di lavoro. Si chiamerebbe conversione ecologica.

Fatto Quotidiano, 30 Giugno 2014