“Se il sogno americano ha infranto la sua promessa, non ti preoccupare, abbiamo noi la soluzione”. Questa è la frase che introduce il provocatorio docufilm di Matthew Cooke, Come fare soldi vendendo droga, che sarà al cinema dal 3 Luglio 2014, distribuito in Italia da QMI, attraverso il marchio Woovie Nights. Grazie ad una serie di interviste ed espliciti filmati di repertorio, il regista racconta la nascita e la carriera di uno spacciatore, come se fosse un videogame a livelli: dai primi passi nel proprio quartiere, fino al commercio internazionale. Ogni anno gli Stati Uniti spendono quasi 25 miliardi di dollari per la guerra alla droga, che, tuttavia, continua ad essere consumata in grandi quantità. Il documentario cerca di entrare nel cuore del problema, interrogando tutti i protagonisti: consumatori, spacciatori, ma anche forze dell’ordine e rappresentanti delle istituzioni.

Se nella prima parte il docufilm sembra una vera e propria guida per diventare spacciatori e fare soldi vendendo ogni tipo di stupefacente sul mercato, la seconda parte analizza la storia e le radici di questa piaga che affligge l’America da tanto tempo, fino alle sue terribili conseguenze. Bobby Carlton, 50 Cent, Eminem, Freeway Rick Ross, Brian O’Dea, Skipp Townsend, raccontano di come le loro condizioni di vita tra povertà e abusi, li hanno portati a vedere questa “professione” come unica via di salvezza, l’unico modo per guadagnare ed essere qualcuno, oppure nel caso delle star della musica a diventarne dipendenti fino quasi a morire.

Nelle città come Detroit non c’è lavoro, non c’è speranza e l’illegalità sembra essere l’unica strada per andare avanti. “La coca mi rendeva libero, mi faceva sentire accettato e al sicuro” dichiarano davanti alla telecamera, raccontando il loro percorso e le regole da seguire per avere successo in questo settore e non farsi arrestare. Con uno stile accattivante e una narrazione dinamica, Cooke cerca di dimostrare come in realtà la politica americana induca i suoi cittadini a scelte sbagliate, per la mancanza di una vera alternativa. Eminem in poco più di due minuti racconta la sua prima volta, la dipendenza, l’isolamento in cui si era rinchiuso e fino a quando ha rischiato di morire. Un racconto che però si conclude su come con quanta fatica sia riuscito a ricominciare e su come sia possibile farcela. 

Le forze dell’ordine come la Dea e l’FBI, con i loro violenti raid ed alcuni elementi pesantemente corrotti, sembrano non essere del tutto innocenti in questo panorama criminoso. Guadagnare 1.000 dollari l’ora può fare gola a molti, ma i soldi facili portano a conseguenze scomode e pericolose. Fin dagli anni ’60, con Harry Anslinger, cominciano a diffondersi le politiche proibizioniste, che combattono il traffico di droga in maniera dittatoriale e superficiale. Sulla sua scia, i presidenti Nixon e Reagan portano avanti questa linea dura, ma su basi fragili e allusive. “L’uso di droga causa l’omosessualità” urlavano i loro slogan per tutto il Paese. Questo ha portato a condanne eccessive, tra cui quella di Hamida Hassana, come racconta Susan Sarandon. Condannata all’ergastolo nel 1983 solo per essere presente in casa durante l’arresto del marito, la donna non ha potuto crescere le figlie e ha pagato ingiustamente. “Se volete fare strada in politica, fate guerra alla droga” sottolinea ironicamente l’ex trafficante Freeway Rick Ross, per dimostrare che questa non è la strada giusta per la soluzione, ma solo una strumentalizzazione della morale a fine politico. 

Come fare soldi vendendo droga, indagando diversi punti di vista, sottolinea l’ipocrisia di fondo di un sistema che, invece, accetta senza problemi l’alcol e il fumo, considerati legali e intoccabili per puro interesse economico. “Se depenalizzassimo tutte le droghe, avremo miliardi di dollari per combattere la dipendenza, l’abuso e la povertà. Finché sosterremo la guerra alla droga, continueremo ad incoraggiare i nostri figli ad entrare nel gioco e a scoprire da soli come fare i soldi vendendo droga” conclude la voce fuori campo, invitando ad una rinnovata riflessione. 

Il trailer