balotelli-instagramIo sto con Balotelli. In una squadra brutta, senza idee e senza personalità, non ha giocato né meglio né peggio degli altri. Se in dieci stavano dietro la linea della palla e nessuno gli passava un pallone decente, cosa doveva fare, tirare da sessanta metri? Ha fatto anche quello. Io sto con Balotelli e non con quello che ha scritto su Instagram, in questi ultimi anni ne ha fatte fin troppo di dichiarazioni sui social network, e non tutte a ragione. L’ultima è stata una dovuta risposta al tecnico Prandelli e ai senatori, da Buffon a De Rossi, che senza mai nominarlo lo hanno attaccato duramente nel dopo-partita di Italia-Uruguay. E nulla più. Se qualcuno ha sbagliato a togliersi i sassolini dalle scarpe in pubblico, sono stati i più anziani, che si erano appena autodefiniti meno interessati al palcoscenico.

Io sto con Balotelli perché il gruppo storico di questa Nazionale è uscito malamente al primo turno sia a Sudafrica 2010 sia a Brasile 2014, e quindi avrebbe molti motivi per tacere e pochi per cercare alibi e capri espiatori. Perché questi senatori hanno impedito il ricambio generazionale attraverso i loro veti incrociati, prima hanno ostracizzato Cassano, poi quando lo hanno ri-ammesso nel gruppo è stato solo a scapito di altri più giovani non convocati o lasciati marcire in panchina. Molto spesso i senatori hanno detto no. Salvo poi scaricare le colpe sui più giovani, su Balotelli come loro simbolo.

Io sto con Balotelli perché l’Italia, dove non esiste lo ius solis e lo ius sanguinis è tra i più limitati d’Europa, è un paese profondamente razzista, con un passato coloniale tragico e fallimentare oggi non è ancora  in grado di fare i conti con la multietnicità. Per questo un capro espiatorio negro era fin dall’inizio il sogno di tutti, della stampa (a partire da quella Gazzetta che a Euro 2012 lo paragonò a “King Kong” e nel 2014 lo ha definito il “Re della Giungla”, facendo tombola con gli stereotipi), del tecnico, del pubblico. Perché appena arrivato in Italia per Paolo Berlusconi era il “negretto di famiglia”, perché per anni si è sentito gridare contro in ogni stadio che non esistono negri italiani, e ieri ancora il “motivatore” di Bonucci e altri campioni poteva scrivere questo

Io sto con Balotelli perché a lui sono stati imputati in ordine di essere indolente, indisponente, pigro, isolato, scarso, incapace, sopravvalutato, antipatico. Tutti aggettivi che secondo l’accusa gli sarebbero stati mossi anche se bianco. In realtà applicabili a chiunque, in un gruppo che da due Mondiali esce al primo turno, forse giusto non a Darmian, Verratti e De Sciglio. E però alla fine usati solo per lui e per nessuno dei celebrati campioni che da anni non vince nulla. Fatta la tara di quelli aggettivi, attribuibili a Balotelli e ad almeno 25 dei 30 nazionali nel giro azzurro, ecco che rimane un solo aggettivo a qualificare e a differenziare dagli altri Balotelli: negro. Io sto con Balotelli e starò sempre con Balotelli finché a un ragazzo di 23 anni, con la scusa di presunte analisi tattiche o questioni morali, alla fin della fiera è imputata solo una cosa: la sua negritudine.

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