Un’onda di iniziative all’insegna dell’orgoglio omosessuale invade l’Italia. In numerose città, da nord a sud, sono in programma, in questi giorni, una serie di eventi per rivendicare la necessità di introduzione di diritti e leggi per le persone Lgbt (lebsiche, gay, bisessuali, transessuali). Incontri, conferenze, concerti, spettacoli che culmineranno, in contemporanea, con le diverse manifestazioni del 28 giugno, per celebrare il ricordo dei moti di Stonewall: gli scontri tra omosessuali e polizia avvenuti nel 1969 a New York che sanciscono, almeno simbolicamente, il momento di nascita del movimento di liberazione gay in tutto il mondo.

Per la prima volta ci sarà un Pride nelle città di Alghero, a Lecce e a Reggio Calabria. Battesimo arcobaleno anche per Siracusa, che con Palermo e Catania porterà in Sicilia ben tre parate dell’orgoglio omosessuale. Un termine, quest’ultimo, che viene rivendicato dagli organizzatori come importante e che non ha alcun intento escludente come ribadisce la campagna “Dicono che” realizzata da Wand – collettivo Lgbt Benevento in collaborazione con Arcigay giovani Milano.

Tra i temi in agenda di quella che viene chiamata “Onda Pride 2014” – che coinvolge anche città “storiche” in tema di diritti Lgbt come Bologna, Milano, Venezia, Napoli, Torino, Venezia e Perugia – la richiesta del completamento dell’iter della legge contro l’omofobia e di una norma sulle unioni civili. Inoltre al centro dell’attenzione, in particolare a Catania, la questione della precarietà lavorativa di gay, lesbiche e trans. Discriminazione, molestie e mobbing, infatti, sono soltanto alcune delle vessazioni che si trovano a subire le persone con un orientamento sessuale oppure un’identità di genere che non coincide con il dualismo maschio/femmina.

Il decreto legislativo 216/2003 sulle discriminazioni sul luogo di lavoro, secondo le associazioni, non basta per affrontare la difficile situazione in cui ci troviamo, che ci porta ad essere, secondo la classifica di Ilga Europa, al 32esimo posto su 49 Paesi censiti, in fatto di uguaglianza. Meglio di noi Albania, Montenegro, alla Croazia, Slovenia, Estonia, Serbia, Romania, Georgia.

A Milano, quest’anno, in occasione della Pride week è stata ideata la Pride card che prevede sconti nei negozi che aderiscono all’iniziativa. Tra Porta Venezia e Piazza Oberdan saranno molti gli appuntamenti. Inoltre il 27 giugno, alla Casa delle donne di Milano, ci sarà il Lezcamp, un evento per tutte le persone che hanno qualcosa da dire su diritti e lesbismo. La parata di sabato sarà senza carri amplificati e con musica dal vivo, grazie a bande e musicisti di strada.

A Bologna mostre fotografiche, musica e incontri (molti dei quali al Cassero) mentre la manifestazione del 28 sarà all’insegna dell’ecosostenibilità e caratterizzata dall’animazione degli artisti della Partot parata. La giornata si conclude poi all’Estragon. Corteo anche a Venezia, che con il primo Pride 18 anni fa è stata una delle città pioniere in tema di orgoglio omosessuale e dove quest’anno sono previste 5mila persone.

Sarà un Pride dedicato al Mediterraneo quello di Napoli. Una delle richieste del Pride di Torino, invece, è che sia discusso il disegno di legge che riguarda le persone transessuali, che prevede di ottenere il cambio di sesso sui documenti senza necessariamente affrontare l’intervento chirurgico e l’abolizione dell’obbligo di definire chirurgicamente il sesso dei neonati con caratteri intersessuali. Il Pride Padova Village, invece, tra le numerose iniziative ospiterà il concerto di Cristina D’Avena e dei Gem Boy. A Perugia la giornata di sabato sarà celebrata con 500 bandierine colorate e con molti appuntamenti organizzati da oltre 30 associazioni del territorio.