A un giorno dall’approvazione da parte della Camera dell’emendamento che introduce la responsabilità civile dei giudici, il ministro della Giustizia Andrea Orlando torna a commentare quanto accaduto: “Credo che ieri ci sia stato un passaggio di grande disattenzione” e si è affrontato “un tema delicato con un meccanismo rozzo che è un autogol anche per chi lo ha fatto. Dobbiamo evitare l’estemporaneità e non ritengo che si possa utilizzare una legge europea per affrontare un tema che ha così alta rilevanza interna”. Già dopo il voto Orlando era intervenuto in maniera abbastanza decisa: “E’ un pasticcio che va subito corretto”, aveva dichiarato.

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Contro l’emendamento proposto dalla Lega e approvato con uno scarto di sette voti, si sono schierati anche l’Anm (“Indebolimento proprio mentre si lotta contro la corruzione”) e il vicepresidente del Csm Michele Vietti. Sulla norma è intervenuto indirettamente anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: “La tutela dell’indipendenza –ha dichiarato – assicurata al giudice dagli ordinamenti non rappresenta un mero privilegio”. Più calmo il presidente del Consiglio Matteo Renzi, che aveva commentato: “Una tempesta in un bicchier d’acqua, lo correggiamo al Senato”. 

Durante la votazione la maggioranza e il governo sono stati battuti di 7 voti: 187 a 180. L’astensione del Movimento Cinque Stelle e di Sel, in tutto 65 deputati, è stata determinante, ma ancora più decisiva è stata quella di decine di deputati del Partito Democratico.