Altro che larghe intese. A Modena il modello romano, con il Pd al governo insieme alla destra di Angelino Alfano, non regge e in vista del ballottaggio dell’8 giugno il senatore Carlo Giovanardi, ex candidato sindaco di Ncd, esce allo scoperto e si schiera a favore del Movimento 5 stelle: “È il male minore. Ha poco del grillino: è cattolico e si esprime in modo educato”. Lo stesso senatore in campagna elettorale aveva chiesto voti a M5S, rivendicando la sua “novità”: “Sono io il vero cambiamento”, aveva detto in conferenza stampa. Oggi invece la decisione di appoggiarli al ballottaggio, pur di andare contro gli avversari del Partito democratico. Una scelta che non ha apprezzato il leader Udc Pierferdinando Casini: “Io sono un po’ stupefatto di vedere tante personalità in giro per il Paese che nei ballottaggi tra i 5 stelle e la sinistra scelgono i 5 Stelle. Francamente per me è inconcepibile. Siamo al Governo con Renzi, quale senso ha giocare allo sfascio appoggiando i 5 Stelle?”. La sua è l’ultima mossa di una partita ancora tutta da giocare, e che vede l’ assessore regionale del Pd, Giancarlo Muzzarelli (al primo turno fermo al 49,7%), contendersi la poltrona di primo cittadino con Marco Bortolotti (16,7% al primo turno), informatico di 47 anni, da un paio d’anni attivo nella realtà di Beppe Grillo.

A separarli ci sono oltre 30 punti, non proprio una manciata di voti quindi. Ma gli equilibri potrebbero cambiare ancora. Per questo nell’ attesa che si aprano le urne, i partiti sono impegnati in riunioni, telefonate e delicate mediazioni (condotte spesso a porte chiuse) per ridefinire posizioni e decidere il sostegno all’ uno o all’altro candidato. Il fronte dei democratici può contare sul sostegno dell’Udc: “Muzzarelli è certamente in grado di imporre una svolta radicale nell’amministrazione di questa città”, ha dichiarato in una nota l’ex vicesegretario dell’Udc, Paolo Ferrari. Anche se il vero ago della bilancia è rappresentato dall’ex assessore della giunta Pighi, Adriana Querzé che, al primo turno, con la sua lista Per me Modena, è riuscita a rosicchiare il 7% dei voti, pescando in larga parte nell’elettorato di centrosinistra. È soprattutto su di lei che il Pd si sta concentrando, per riuscire a trovare un’intesa. Anche perché, se inizialmente Querzé aveva preferito non dare indicazioni di voto, in questi ultimi giorni sembra volersi esporre a favore di Muzzarelli.

Dall’altra parte, hanno già annunciato il loro sostegno al Movimento 5 stelle Fratelli d’Italia e Lega Nord. Anche se l’endorsement più sorprendente è arrivato nel fine settimana, dal senatore di Ncd Carlo Giovanardi, che a Bortolotti può portare in dote il 4% raccolto il 25 maggio scorso. “Abbiamo deciso di optare per il male minore. Del resto Bortolotti ha poco del grillino: è cattolico, si esprime in maniera civile ed educata”. Ma soprattutto, spiega a ilfattoquotidiano.it l’ex sottosegretario del governo Berlusconi, “Bortolotti rappresenta un punto di rottura, la diversità rispetto a 70 anni di potere del Pd”. Bortolotti, intanto, tira dritto, e ribadisce la linea dei 5 stelle: “Nessun compromesso con i partiti”. A sostenerlo, in questi ultimi metri della corsa a sindaco, sono arrivati e arriveranno da Roma diversi big a 5 stelle, come Alessandro DI Battista e Liugi Di Maio. Difficile però che Bortolotti possa giocarsi la carta Grillo, che probabilmente diserterà la piazza modenese.

Il Pd invece chiuderà con il sottosegretario Graziano Delrio, venerdì 6 giugno, in piazza Pomposa. L’incubo per il partito di Renzi si chiama Parma. Anche lì due anni fa il centrodestra, prima del ballottaggio, si riposizionò a favore di Pizzarotti. Certo i numeri erano diversi (il Pd con Bernazzoli si era fermato al 34,3%) e la città arrivava da un’amministrazione disastrosa targata Forza Italia. Ma è anche vero che in una roccaforte rossa come Modena, in oltre mezzo secolo, non si era mai vista una situazione del genere. È la prima volta che il centrosinistra è costretto ad affrontare un ballottaggio. Dato ancora più significativo, se si confronta il 49% guadagnato dalla lista di Muzzarelli con il 55% raccolto a Modena dal Pd per le Europee. Circa 6 punti in meno, risultato di una campagna elettorale iniziata con primarie al veleno e dove hanno pesato soprattutto i dissidi interni al centrosinistra.