Elettori rimandati a casa perché un errore informatico li ha iscritti nella sezione sbagliata o perché il loro Comune ufficialmente non esiste. Uno squilibrato armato di mazza da baseball che aggredisce i passanti al grido di “ce l’ho con i politici”. Una scrutatrice aggredita da un uomo armato di coltello. Un ragazzo denunciato per aver fotografato la scheda appena compilata. E poi il giallo delle schede mancanti e le proteste per le code negli uffici delle circoscrizioni, a cui molti si sono rivolti all’ultimo minuto per ottenere un duplicato della tessera. E’ successo questo e altro nella prima metà della giornata elettorale italiana, che tra le 7 e le 12 ha fatto registrare un’affluenza del 16,67% per quanto riguarda le Europee.

Armato di mazza “contro i politici” – “Ce l’ho a morte con i politici”. A questo grido un uomo, a Torvajanica, ha ferito alla testa alcuni passanti colpendoli con una mazza da baseball. Ci sono almeno sei feriti, uno dei quali ha una grave frattura alla testa ed è stato operato d’urgenza dopo essere stato trasportato in ospedale a Pomezia. L’aggressore un giovane di 24 anni, senza precedenti né problemi psichiatrici, stando alle prime verifiche. I carabinieri sono intervenuti per fermarlo poco dopo l’episodio, durante un momento di tensione che ha visto la gente in strada tentare di linciarlo. A quanto hanno raccontato i presenti, anche dopo il fermo il ragazzo ha continuato ad urlare frasi contro i politici. E’ invece in cura da uno psichiatra, per problemi di depressione dopo la separazione dalla moglie, l’uomo di 63 anni arrestato a Termini Imerese (Palermo), dove verso le 9 del mattino era entrato nel seggio allestito nella scuola Paolo Balsamo armato di un coltello e aveva minacciato una scrutatrice. La polizia di vigilanza lo ha arrestato prima che potesse ferire qualcuno. Per lui è stato disposto il trattamento sanitario obbligatorio.

Rissa a sinistra finisce con naso rotto – E’ finita in rissa la discussione tra un esponente dei Comunisti italiani e uno di Sel all’interno di una scuola di Nichelino (Torino) dove si stava allestendo un seggio elettorale. Renato Marando, capolista dei Comunisti nella coalizione per Riggio sindaco, ha colpito con una testata Marco Brandolini, candidato alle elezioni comunali nella lista di Sel. Trasportato in ospedale, Brandolini ha una sospetta frattura del setto nasale. L’aggressione è avvenuta davanti alle forze dell’ordine. 

Fotografano la scheda: denunciati. Ma Salvini entra con tablet – A Bellizzi (Salerno), dove si vota anche per l’elezione del sindaco ed il rinnovo del Consiglio comunale, un 33enne è stato invece denunciato in stato di libertà per aver fotografato la scheda elettorale appena compilata ed essere stato sorpreso dal presidente del seggio, che ha fatto intervenire i carabinieri. I militari della compagnia di Battipaglia hanno sequestrato il cellulare con il quale era stata scattata la fotografia e la scheda elettorale. Episodio simile in Sardegna, a Golfo Aranci, dove un uomo di 42 anni è stato tradito dal click della fotocamera del telefonino. Anche qui intervento del presidente, denuncia e sequestro del dispositivo. A Annone Veneto, invece, a essere “beccato” con il cellulare è stato un rappresentante di lista del M5S che si è giustificato dicendo “volevo controllare la lista dei candidati”. Niente da fare: è scattata la denuncia di rito per violazione della legge elettorale. Perché gli stessi carabinieri avevano segnalato, mano mano che gli elettori giungevano al seggio, di non utilizzare mezzi informatici. Però il leader leghista Matteo Salvini, che a Milano ha votato portandosi dentro il seggio un tablet (come testimoniato da diverse foto dell’agenzia Ansa), l’ha passata liscia.  

“C’è il crocifisso? Non voto” – A Noale (Venezia) un uomo si è rifiutato di votare perché nell’aula della scuola media che ospita il seggio è appeso un crocefisso. Ne è nato un diverbio con il presidente di seggio e sono dovuti intervenire i carabinieri. Ristabilita la calma, per i pochi minuti del voto da parte dell’uomo – che si definisce ateo e per questo giudica inopportuna la presenza del crocifisso – si è provveduto a coprire l’immagine sacra.

Respinti per errore informatico – A Sant’Angelo in Vado (Pesaro Urbino) dieci elettori sono stati rimandati a casa perché nel registro del seggio, a causa di un errore del sistema informatico, mancava la pagina con i loro nomi, sostituita dal duplicato di una pagina di un’altra sezione. Rimediato il disguido, uno dei “respinti” si è già ripresentato per votare.

A Roma code per rifare la tessera – Diversi disagi, poi, nei seggi romani, dove moltissimi cittadini distratti si sono accorti solo al momento della presentazione dei documenti di avere esaurito gli spazi utili alla timbratura (le caselle sono 18) sulla tessera elettorale. E di doverne quindi richiedere una nuova per poter votare. Al seggio nel cuore della Garbatella sono stati decine gli elettori si sono presentati alle urne con la scheda elettorale piena di timbri. Gli addetti al seggio – consultato anche il messo comunale – hanno consigliato di recarsi alla sede del Municipio Roma VIII per ottenere un duplicato. Pur tra le proteste, molti hanno obbedito, con il risultato che prima di mezzogiorno c’erano già 500 persone in fila per chiedere una nuova tessera. “Io sono rimasto fino a ora – ha raccontato all’agenzia AdnKronos uno dei rassegnati elettori – ma molti dopo aver aspettato un po’ hanno rinunciato, quasi tutte persone di una certa età che non possono stare in piedi per ore e poi magari affrontare una lunga camminata per tornare al seggio”. Al Municipio III i rappresentanti di Fratelli d’Italia hanno avanzato una specifica denuncia per il caos negli uffici: oltre 500 persone in coda per tutta la mattinata. Peggio ancora al Municipio IV, dove in attesa c’erano oltre mille elettori

Non possono votare perché il Comune non esiste – La situazione più kafkiana l’hanno vissuta però gli elettori piemontesi di Mappano, piccolo comune alle porte di Torino nato un anno fa dall’unione di frazioni di Caselle, Borgaro, Settimo e Leini. Il problema è che la legge regionale che l’ha istituito, dopo un referendum popolare, è stata rinviata dal Tar alla Corte Costituzionale. Risultato: i cittadini con le tessere elettorali rilasciate dagli uffici del comune vengono respinti ai seggi. “A un’intera città di oltre 7.000 residenti si sta negando il diritto di eleggere rappresentanti per il consiglio Regionale ed il Parlamento Europeo”, lamenta Maurizio Marrone, portavoce torinese di Fratelli d’Italia-An. “Con questo errore il Governo cancella con un colpo di spugna il referendum che ha dato autonomia comunale per volere dei suoi abitanti”. Agli elettori respinti “si sta ordinando di ripresentarsi con una nuova tessera elettorale del Comune originario di appartenenza, con il risultato che l’astensione si prevede altissima”.

M5S denuncia: schede mancanti e under 25 non accettati ai seggi – A Bari, stando alla denuncia di Fabio Leli, candidato al Comune e rappresentate di lista del M5S, “cento schede celesti” (quelle per votare sindaco e consiglieri comunali) “mancavano dal pacco giunto ieri al seggio numero 108”. Le schede mancanti “sono state portate dopo circa mezz’ora da due persone, presumo dal Comune”. Sabino Mangano, candidato sindaco al Comune di Bari per i Cinque stelle, ha invece scritto su Facebook che “in alcuni seggi non stanno dando schede elettorali per le Europee con la motivazione che chi ha meno di 25 anni non può votare”, ma “sbagliano perché” quella norma “vale solo per il Senato alle politiche nazionali”. Quindi, è la richiesta, “se vi è capitato tornate indietro e se non vi danno la scheda arancione segnalatelo alle forze dell’ordine…”.