Dall’ordinanza di custodia cautelare che ha portato ai domiciliari il dominus di Carige Giovanni Berneschi emergono legami pericolosi tra il banchiere accusato di truffa e riciclaggio e il mondo della curia genovese. Tra i personaggi citati nelle carte della Procura di Genova, infatti, c’è Piermaurizio Priori, 67 anni. E’ lui il notaio che si presta a vidimare e bollare i fogli su cui il commercialista Andrea Vallebuona e il collega Alfredo Averna, dopo aver distrutto il verbale di assemblea della società MB service del 30 settembre 2012, ne stampano una nuova versione falsificata a bella posta per giustificare l’acquisto – con i proventi della truffa ai danni di Carige Vita Nuova – delle quote della Albergo Admiral, proprietaria dell’Holiday Inn di Lugano. Nelle intercettazioni riportate nell’ordinanza Averna chiede a Vallebuona se il notaio sia disponibile a prestarsi a operazioni simili: “…io non so…ti è mai capitato di chiedergli cose del genere?”, chiede il primo. “Ma sì…cosa vuoi che sia”, è la risposta dell’uomo che in un’altra conversazione telefonica si vanta di avere “passato il confine con duecento milioni infilati in tasca”, pur “morendo di paura”. Vallebuona ha ragione: Priori autentica i fogli. Sulla sua condotta, annota il gip Adriana Petri, “dovranno evidentemente essere elevate le dovute contestazioni, penali e disciplinari”.

Ebbene Priori, come ricorda Il Secolo XIX, è un “uomo di fiducia del cardinale Angelo Bagnasco“, presidente della Cei ed arcivescovo di Genova. Un rapporto di lunga data che nel 2010 si è consolidato con la nomina del notaio a priore della Fondazione Magistrato di Misericordia, opera pia presieduta, per statuto, dallo stesso Bagnasco. Fondata nel XIV secolo, amministra a fini di beneficenza lasciti immobiliari – oltre 100 immobili a Genova – e altre donazioni. Ma, come ha raccontato l’edizione locale di Repubblica, la gestione di Priori è sotto accusa perché gli affitti sono stati aumentati e quasi il 30% degli appartamenti è ormai vuoto. 

Interessante, in questa luce, la reazione del porporato – in rotta con Papa Francesco, che la settimana scorsa ha tenuto al suo posto la prolusione di apertura dell’annuale assemblea generale della Cei – agli arresti di giovedì. “Un fatto che ci rattrista moltissimo e che ci preoccupa, non solo come diocesi ma per tutta la città di Genova”, ha detto Bagnasco, auspicando che si faccia “luce su tutte le situazioni in atto”. Ma il cardinale, alla fine, non ha potuto trattenersi dal lodare i vertici di Carige e della Fondazione: “Posso testimoniare per conoscenza diretta, che c’è grande determinazione, capacità e competenza per superare le attuali difficoltà, affinché sia la banca che la fondazione tornino al più presto ad essere punti centrali per lo sviluppo e per la crescita di Genova e della Liguria, come è sempre stato nella tradizione della Carige”. 

Quanto agli altri “nodi” sensibili della rete di relazioni che ruotava intorno a Berneschi – che tramite il suo avvocato si è detto intenzionato a “rispondere alle domande e chiarire tutto” – è nota la vicinanza con la famiglia Scajola: Alessandro, fratello dell’ex ministro Claudio (arrestato con l’accusa di aver favorito la latitanza del collega di partito Amedeo Matacena e indagato anche per omicidio per omissione in relazione al caso Biagi), è stato vicepresidente di Carige fino al 2013. Il Sole 24 Ore ricorda poi i rapporti con l’ex segretario di Stato pontificio Tarcisio Bertone (di recente tornato nell’occhio del ciclone per una presunta inchiesta su un finanziamento da 15 milioni concesso dallo Ior alla Lux Vide dell’amico Ettore Bernabei) e quelli con Luigi Grillo, spezzino, ex senatore del Pdl e poi esponente di Ncd, coinvolto nell’inchiesta sulla cupola degli appalti per l’Expo

Intanto sabato l’attuale presidente di Carige, Cesare Castelbarco Albani, ha concordato con il numero uno dell’Abi Antonio Patuelli di designare mercoledì prossimo il nuovo rappresentante del gruppo in sostituzione di Berneschi, che dell’associazione era vicepresidente. Castelbarco ha fatto anche sapere di aver sollecitato gli organi della controllata Cassa di risparmio di Carrara a riunire martedì prossimo il proprio cda per deliberare la sospensione di Berneschi da vicepresidente. Patuelli ha assicurato che prenderà “immediatamente” atto della sostituzione e che il consiglio Abi di giovedì prossimo proporrà la sostituzione del banchiere ligure. Che aveva conservato la carica in Abi proprio per il suo posto di vicepresidente di Cr Carrara e il cui mandato, che sarebbe scaduto comunque a luglio, non era rinnovabile.