Meloni e Giorgetti: “Con la clausola interventi per famiglie, studenti e imprese e rafforzamento delle capacità operative della difesa”
Da un lato trasporto pubblico per gli studenti e sostegno alle rinnovabili, alla “decarbonizzazione” e al contenimento dei “costi energetici” per le imprese maggiormente esposte. Dall’altro, quello della difesa, il “progressivo rafforzamento delle capacità operative e tecnologiche” in coerenza con gli obiettivi assunti in ambito Nato, con interventi che riguarderanno sia la componente corrente, con riferimento in particolare al personale, all’esercizio e alle esigenze operative, sia quella in conto capitale, finalizzata alla realizzazione e al rifinanziamento di programmi di investimento pluriennali. Il governo comincia a mettere nero su bianco come intende utilizzare i 14,4 miliardi di maggiore spazio di bilancio, cioè maggior deficit non conteggiato dalla Ue per verificare il rispetto del tetto del 3%, che si liberano nel 2027 e nel 2028 grazie alla clausola di salvaguardia per energia e difesa.
Nella relazione al Parlamento che dovrà votare lo scostamento di bilancio, firmata dalla premier Giorgia Meloni e dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, il governo indica come beneficiari praticamente tutti: famiglie, studenti, imprese, pubbliche amministrazioni. Ma nella legge di Bilancio prossima ventura, l’ultima prima del volto, a meno che non arrivi la flessibilità extra che Meloni ha chiesto ha Ursula von der Leyen non ci sarà da scialare, come conferma tra le righe il testo del Documento programmatico di finanza pubblica: “Dal confronto tra i tassi di crescita della spesa netta programmati e quelli dello scenario tendenziale corretti per l’impatto della clausola non emergerebbe la necessità di una correzione di bilancio per il 2027, mentre nel 2028 e nel 2029 si renderebbero disponibili spazi di bilancio per una manovra moderatamente espansiva“. Tradotto: quella per il 2027 dovrà essere “prudente”, come spiegato da Giorgetti.
Per gli studenti è previsto il sostegno all’utilizzo del trasporto pubblico. Sul fronte delle imprese, l’obiettivo dichiarato è triplice: sostenere la produzione di energia da fonti rinnovabili, contenere i costi energetici delle aziende “maggiormente esposte” e favorire la decarbonizzazione. Tra gli strumenti indicati c’è anche un “nuovo energy release”, il meccanismo che favorisce l’installazione di capacità di generazione di energia da fonti rinnovabili da parte degli energivori. Citati anche il rafforzamento della capacità di produzione idroelettrica e la promozione del biometano. Saranno poi promossi “l’efficientamento energetico e lo sviluppo delle fonti rinnovabili negli edifici e nelle strutture pubbliche, con particolare riferimento alle strutture del Servizio sanitario nazionale, agli edifici scolastici e universitari e agli impianti sportivi”. Per quanto riguarda i trasporti, i fondi saranno indirizzati al “finanziamento di investimenti nelle infrastrutture ferroviarie che contribuiscono allo sviluppo della mobilità sostenibile”.
Il governo lega gli interventi al quadro di forte instabilità internazionale provocato dalle tensioni geopolitiche e dai conflitti in corso. “Tale scenario richiede il rafforzamento della resilienza del sistema energetico e della capacità di difesa”, si legge nella relazione, perché ha conseguenze sulla dinamica dei prezzi, sul potere d’acquisto delle famiglie e sulla competitività delle imprese. Non c’è ancora chiarezza su quanto verrà destinato a ciascuna voce. La definizione concreta degli interventi e la relativa disciplina, precisa il governo, dovranno arrivare “in coerenza con l’esito della procedura europea” e dopo l’autorizzazione del Consiglio Ue all’uso della clausola.