Precauzioni per l’uso. Spesso i sondaggi ufficiali hanno cannato le previsioni. Figuriamoci quindi se quelli clandestini non debbano essere presi con le molle. I siti più celebri (e più divertenti) che riferiscono di rilevazioni degli ultimi giorni con esiti peraltro diversi l’uno dall’altro. Per esempio notapolitica – che racconta i sondaggi sottoforma di corse dei cavalli – nell’ultimo “spettacolo” all’ “ippodromo meneghino” (cioè l’istituto che ha eseguito il sondaggio) a spuntarla sarebbe Fan Faròn, in groppa a Fan Idòle, ma davvero di poco su Igor Brick, “spinto dal frustino del suo riccioluto fantino ligure”. Il distacco sarebbe di un solo secondo, per continuare a usare la metafora della corsa ippica. Lo stesso ippodromo, tra l’altro, nei giorni scorsi aveva dato Igor Brick addirittura davanti a Fan Faròn in certe fasi della gara. E quindi un ritorno in testa del favorito sarebbe verosimile (anche alla luce della rinnovata energia nell’attività in pista). Resta terzo, fuori da qualsiasi gioco di vittoria, il campione del passato, Varenne, montato dallo storico fantino Burlesque al quale non basterebbe la migliore performance della stagione: 21″. 

Il problema, per il suddetto Fan Faròn, è che cambia l’ippodromo e il risultato non pare cambiare. Ieri, per esempio, Nota politica dava conto di quello che accadeva all’impianto “de la technique” e il risultato è stato lo stesso: finale al cardiopalma. Fan Faròn e Igor Brick sono arrivati al traguardo praticamente testa a testa e il distacco è stato meno imponente di quanto hanno raccontato i sondaggi delle ultime settimane: 30″ Fan Faròn, 28″ Igor Brick. Confermato sarebbe il risultato di Varenne che ha chiuso con 21″, insperati fino a qualche giorno fa. Conquistano “sacchi di biada” sia il nordico Groom de Bootz (6″) sia la coppia dei moderati di governo Ipson (4,9″). Non riuscirebbero, secondo questa corsa, a superare “l’ostacolo di sbarramento” i patriottici Frerès Tricolòr, il greco Generàl Ematopulòs e il civico Petit Jean/Ipson de la Boccòn.

Sempre ieri, però, youtrend ha riferito di uno dei tanti “conclavi” di questi giorni. Il cardinale di Firenze si attesterebbe – secondo quanto si dice tra i porporati – a 32 voti. Il camerlengo di Genova si fermerebbe a 26 voti: tanti, ma meno dell’exploit atteso e spacciato per certo. Il prelato pelato di Monza e Brianza è terzo nonostante la sua opera di evangelizzazione di queste settimane (che non pare aver avuto particolari problemi per la sospensione a divinis”: conquisterebbe il sostegno di 18 vescovi e 5 diaconi. Sarà comunque un successo – dopo la crisi di vocazioni degli ultimi anni – per il “cappellano di Milano, come sempre sospinto dal voto delle parrocchie del Nord Italia”, che avrebbe alla fine il consenso di 6 vescovi. La spunterebbe di poco (rispetto allo sbarramento che vale la scomunica) l’arcivescovo di Agrigento che per l’occasione concelebra con il “parigrado bolognese”: 4 vescovi e 5 diaconi alla prima uscita ufficiale. Non ce la fanno, invece, il “pope greco ortodosso” Alexis (3 vescovi e 5 diaconi) e la “Congregazione dei Fratelli” guidata da sorella Giorgina (anch’essa a 3 e 5). Risultato deludente di soli due vescovi – ma dentro il quadro delle aspettative – quello della “Triade della Scelta” che riunisce i sostenitori dell’ex arcivescovo di Milano, i “seguaci di fede marxista dell’abate Tacci” e al gruppuscolo che appoggiava “l’estroso ecclesiarca di Mirafiori, noto per gli abiti sgargianti”. 

Poi ci sono i sondaggi veri, ma che non possono essere diffusi in Italia, che si distingue anche per questo (in Gran Bretagna, per dire, l’ultimo sondaggio è stato pubblicato un giorno prima dell’apertura delle urne). E per i sondaggi veri sul possibile esito delle Europee in Italia basta fare qualche chilometro fuori dai confini. Oppure cercare qualche giornale online del Ticino.