“Incompetenza nella gestione dell’ordine pubblico” durante la finale di Coppa Italia, “manifesta o voluta negligenza per il caso di Dell’Utri, nonchè sul caso Shalabayeva”. Con queste motivazioni il  M5S ha presentato una nuova mozione di sfiducia contro il ministro dell’Interno Angelino Alfano. 

Già lo scorso luglio il partito di Beppe Grillo aveva presentato una mozione di sfiducia nei confronti di Alfano sul caso Shalabayeva. Stavolta i 5 Stelle, che ieri sera hanno depositato l’atto parlamentare nei confronti del titolare del Viminale, puntano sulla vicenda degli scontri di sabato scorso per la finale di Coppa Italia Napoli-Fiorentina a Roma.

“Presenteremo una mozione di sfiducia – spiega Roberta Lombardi all’Adnkronos – per manifesta incompetenza nella gestione dell’ordine pubblico dopo quanto accaduto settimana prossima. Ci riferiamo a quanto avvenuto fuori dallo stadio”. Oltrettutto “abbiamo rivelato – prosegue – che Alfano sta mentendo rispetto a quanto affermano il Prefetto di Roma e il capo della Polizia relativamente ai fatti di Tor di Quinto”, la zona dove si sono verificati scontri e tafferugli nel prepartita. Non solo. “La nostra richiesta di sfiducia – prosegue la ex capogruppo dei grillini a Montecitorio – si incentra anche sulla manifesta o voluta negligenza per il caso di Dell’Utri, nonchè sul caso Shalabayeva tornato d’attualità nelle ultime ore”.

I parlamentari grillini criticano la gestione del mancato arresto di Marcello Dell’Utri “conterraneo ed ex compagno di partito del Ministro dell’Interno al quale i passaporti non erano stati ritirati nonostante le evidenti ragioni di ordine pubblico. Non è possibile che i nostri apparati di sicurezza – dicono – non avessero segnalato al ministro dell’Interno il fatto che il Dell’Utri si apprestava a ‘fuggire’ in Libano”.

Quanto alla Shalabayeva, è “una questione che era apparsa sin dall’inizio priva di fondamento giuridico e rimane, a tutt’oggi, torbida e irrisolta. La signora Shalabayeva – affermano i parlamentari M5S – è, infatti, ad oggi ritornata in Italia e quel provvedimento è stato riconosciuto quanto meno illegittimo”.

Tutti questi fatti  concludono i grillini getta “un’ombra indelebile sulla figura istituzionale del ministro” e mettono a “repentaglio l’immagine del nostro Paese oltre la nostra sovranità. La totale perdita di credibilità del ministro dell’Interno – continuano – pone un grave pregiudizio sulle sue capacità di svolgere le funzioni a cui è chiamato nonchè sull’opportunità della sua permanenza a ricoprire una carica di primo piano e di piena rappresentanza politica, inparticolare in un ruolo così rilevante e delicato. Il Pd – concludono i deputati grillini – pur di mantenere l’alleanza con Alfano per fini elettorali sacrifica sul piatto l’ordine pubblico del Paese. Un calcolo politico che, come al solito, pagano i cittadini in termini disicurezza”.