I 65mila dipendenti di Intesa SanPaolo (90mila includendo i lavoratori delle filiali estere) diventano azionisti della banca. Saranno infatti conferite gratuitamente a tutti azioni gratuite per un controvalore pari a 920 euro. Lo prevede l’accordo raggiunto da Fabi, Fiba-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca, Dircredito, Sinfub, Ugl con Francesco Micheli, capo delegazione aziendale. L’accordo, che è stato raggiunto a Roma dopo una lunga trattativa partita quasi due mesi fa, sarà sottoposto al voto degli azionisti di Intesa SanPaolo nell’assemblea convocata l’8 maggio a Torino.

Il lavoratore-azionista potrà incassare subito i 920 euro per le azioni (cifra che sarà però tassata) o aderire a un piano di investimento triennale. In questo secondo caso la banca darà un numero maggiore di azioni gratuite, che sarà differenziato a seconda dei ruoli e delle responsabilità. L’intesa riguarda anche il premio aziendale che sarà dato soltanto ai lavoratori con un reddito annuo lordo fino a 65.000 euro (le azioni invece saranno date a tutti): potrà essere convertito in un ‘premio sociale‘, collegato al rimborso delle spese defiscalizzate per i figli (asili nido, libri scolastici, soggiorni di studio), previdenza aziendale o fondo sanitario aziendale fino a un ammontare di 820 euro.

“Fatto nuovo – sottolineano i sindacati – è il riferimento alla retribuzione lorda annua e non più solo ai singoli livelli retributivi delle aree professionali (impiegati e quadri). L’accordo, decisamente innovativo e avanzato, permette, in riferimento al Piano D’Impresa 2014/2017, un azionariato diffuso con criteri distributivi trasparenti e collettivi”. La cifra che la banca mette a disposizione è di 55 milioni di euro, ma se tutti i dipendenti aderiranno salirà a circa 250 milioni di euro.