Finmeccanica ha archiviato il primo trimestre dell’anno con un rosso di 12 milioni di euro rispetto ai 6 milioni di utile dello stesso periodo del 2013. Ma, nel giorno in cui il consiglio di amministrazione della società presieduta da Gianni De Gennaro e che sarà guidata dall’ex capo di Ferrovie Mauro Moretti ha approvato i risultati, il Tesoro – principale azionista -ha annunciato di voler proporre in assemblea una revisione verso l’altro dei compensi dei membri del cda stesso.

Partiamo dai conti: i ricavi del gruppo della difesa e dell’aerospazio sono scesi a 2,9 miliardi da 3,09 del primo trimestre 2013 a causa, spiega una nota, “della contrazione dei budget della difesa, in Europa ma soprattutto in Usa, che ha determinato minori ricavi nell’elettronica per la difesa e sicurezza solo parzialmente compensati da maggiori ricavi in aeronautica”. I nuovi ordini sono invece cresciuti (a 2,9 miliardi contro 2,6) principalmente per merito dei contratti acquisiti dal settore Elicotteri, che hanno determinato un dato complessivo per il comparto aerospazio e difesa superiore al 2013 (complessivi 197 milioni di euro) nonostante il calo dell’aeronautica (- 44% per 336 milioni di euro). In crescita anche gli ordini di AnsaldoBreda per treni per servizio regionale e equipaggiamenti destinati ai tram Sirio in Cina. Il portafoglio ordini complessivo ammonta a 36,7 miliardi contro i 36,8 a fine 2013. Buone notizie per il gruppo arrivano dall’India, perché Delhi ha annunciato che non procederà per il momento nel suo proposito di inserire la compagnia anglo-italiana AgustaWestland nella propria ‘blacklist’ a causa delle accuse riguardanti il presunto pagamento di tangenti nella fornitura all’India di 12 elicotteri.

Sul fronte stipendi, invece, l’assemblea del gruppo che si terrà il 15 maggio dovrà votare la proposta annunciata oggi dal Tesoro di conferire al presidente Gianni De Gennaro uno stipendio base di 90 mila euro lordi annui e ai cinque consiglieri – l’ex viceministro agli Esteri Marta Dassù, il presidente del Consiglio nazionale forense Guido Alpa, l’avvocato Alessandro De Nicola, la presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro Marina Calderone e l’ex ad di Esaote Fabrizio Landi – 80 mila euro lordi annui. Nel caso di questi ultimi si tratta di un aumento di 20 mila euro rispetto ai 60 mila dello scorso anno. A tali compensi andrà sommata anche una quota aggiuntiva legata a eventuali deleghe o altre variabili.