In tempi dove rimanere sulla cresta dell’onda significa far uscire molti album a distanza ravvicinata, la notizia è che “Caustic Love”, il terzo lavoro in studio di Paolo Nutini, arriva a cinque anni dall’ultimo, “Sunny Side Up”. Padre italiano e madre scozzese, Nutini nasce e cresce a Paisley, città della Scozia orientale. Una fortunata serie di eventi lo porta a incidere il suo primo album a diciannove anni (“These Streets”). Da allora la critica si è sempre divisa su di lui. “Caustic Love”,­ appena uscito per la Atlantic Records, potrebbe però far ricredere coloro che un tempo avevano storto il naso di fronte a Nutini.

Il contrasto con “Sunny Side Up” appare evidente già da titolocopertina, fino ad arrivare ai testi. La strada da fare sembra ancora tanta, ma si intravedono testi più maturi e consapevoli, mentre si conserva l’eterogeneità degli arrangiamenti, che in realtà in “Sunny Side Up” era ancora più evidente (dal tempo in levare di “10/10” al tin whistle di “Chamber Music”, per fare due esempi). In “Caustic Love” prosegue questa linea musicale non bene definita, anche se si restringe il campo andando ad ispirarsi ad atmosfere della Motown, ritmi funky, e aggiungendo una sezione di fiati che richiama il Dixieland di New Orleans.

Ad un primo ascolto, questo continuo cambio di direzione risulta difficile e sembra che Nutini voglia percorrere tutte le direzioni perché non appartiene a nessuna. Mancanza di identità? No. Perché ripetendo l’ascolto emerge che questo è un modo per caratterizzarsi, e all’interno di questa moltitudine di richiami ci sono brani deboli (“Fashion”) ma anche lavori notevoli. “Iron Sky” è un brano profondamente ispirato che vale da solo tutto il disco (e anche i precedenti), con un tema che rimanda a “Move On Up” di Curtis Mayfield e con un intermezzo superbo e commovente: un estratto da “Il Grande Dittatore” di Charlie Chaplin. E quel “Rain on me” finale che rimanda alla catarsi di “Love Reign Over Me” degli Who.

Nonostante i suoi ventinove anni, Paolo Nutini ha una voce da bluesman navigato, coinvolgente e intrisa di soul. Ritorna, anche se osservato da angolazioni diverse, il tema dell’amore, sublimato in “Better Man”. Con la maturità arriva anche la consapevolezza delle crepe che si possono creare in una relazione e “Better Man” trova il suo aspro contraltare in “Numpty”. Dal punto di vista del testo, “Looking For Something” ­con il suo passaggio iniziale di chitarra alla “Tinariwen” ­rimanda alla già citata “Iron Sky”, mentre il singolo “Scream (Funk My Life Up)” ci riporta al Nutini disincantato di “Candy”, tra atmosfere funky e arrangiamenti più articolati. Il potenziale c’è, quello che manca è però una direzione precisa. “Caustic Love” è un ulteriore tentativo, un altro percorso più maturo rispetto ai precedenti e ricco di ottime intuizioni, ma a tratti dispersivo. Una voce e un’anima come quella di Paolo Nutini è destinata a fare ancora meglio.

Date italiane
16 luglio Genova, Porto antico
17 luglio Padova, Piazzola sul Brenta
19 luglio Roma, Rock in Roma