Sei milioni di euro d’investimento, 60 nuovi posti di lavoro, 740 metri quadri distribuiti su tre piani per 9 botteghe di cibo d’eccellenza locale (eccetto i birrai Baladin dal Piemonte) in pieno centro a Bologna. E’ la nuova sfida del “Mercato di Mezzo” lanciata dal colosso Coop Adriatica nel settore del “food”. Budget identico al Palatipico di Modena, molto vicino anche all’investimento che Coop fa nella FICO di Farinetti sempre a Bologna (9 milioni di euro ndr), per la ristrutturazione e il rilancio di una struttura sorta nel 1877, fino a una decina d’anni fa spazio per una ventina di dettaglianti della carne e dell’ortofrutta, poi chiusa, caduta nel totale abbandono, occupata perfino dai ragazzi di un centro sociale, infine lasciata nelle mani di Coop Costruzioni per un restyling tutto faretti, legno e bulloni verniciati. Un’operazione commerciale che vede in prima fila, anzi al terzo piano, sul trono imperiale, la prima pizzeria italiana targata Eataly, quindi il marchio Farinetti che si consolida nell’accoppiamento finanziario con Coop; ma che soprattutto presenta un’alleanza commerciale inedita, un disgelo post muro di Berlino che da queste parti sa di storico: Coop e l’associazione di commercianti Ascom che non si faranno più la guerra ma vivranno insieme di cibo di qualità sotto all’antica cupolona del mercato.

“Il progetto era stato approvato dal nostro cda nel novembre 2011”, spiega il presidente di Coop Adriatica, Adriano Turrini, “poi poco prima che iniziassero i lavori di ristrutturazione c’è stato il terremoto e ci siamo dovuti fermare. C’erano crepe dappertutto e la sovraintendenza ha effettuato scavi in profondità”. L’intera struttura incastonata nel cuore del Quadrilatero, tra via Pescherie Vecchie e via Clavature, adiacente ad una antica chiesa, è di proprietà dell’Asl di Bologna che la ‘cede’ in affitto a Coop per 166mila euro l’anno (“non abbiamo tolto soldi al bilancio, ma veniamo rimborsati dall’Asl con uno sconto sull’affitto”, dice Turrini), dopo anni di dissapori sull’immobile tra la dirigenza dell’ufficio sanitario e il Comune di Bologna. Lontani i tempi in cui l’assessore al commercio Santandrea della giunta Cofferati si preoccupava dell’instaurarsi di un contratto di locazione per questo spazio a privati come Plenty Market o Coop: “Il Piano di Valorizzazione del Comune vincola quello stabile al commercio di ‘vicinato’ – spiegava l’assessore all’epoca – Se lì sorgesse un supermercato verrebbero uccise tutte le botteghe alimentari di via Pescherie Vecchie”.

Detto, fatto. La grande distribuzione di Coop Adriatica abbandona la costruzione degli ipermercati di prima periferia e punta alla commercializzazione dell’agroalimentare d’eccellenza anche in centro città: “Siamo contenti di questo progetto”, continua Turrini, “qui dentro si respirerà ‘qualità’. Non so se abbiamo fatto nei migliori dei modi, come disapprovano contestatori e salotti bene della città come quelli delle redazioni dei giornali. Prendiamoci un po’ di tempo e chiediamo ai visitatori che verranno se sono soddisfatti”. Gli esercenti lì attorno, molti dei quali associati Ascom, in privato lamentano il pericolo concorrenza, ma pubblicamente dichiarano grande speranza: “Sarà un valore aggiunto per il commercio di tutti”, dicono quasi in coro le decine di fruttivendoli, baristi, formaggiai e salumieri che lavorano da decenni attorno al Mercato targato Coop.

Altra grande opera che per ora non c’è, ma che si vuole fare è una specie di ‘ponte dei sospiri’ che collegherebbe il primo piano del Mercato di Mezzo, quello con solo la pizzeria Eataly gestita da Alberto Bettini del ristorante Amerigo, con il primo piano dell’altro classico ristorante Eataly, inserito nella libreria Coop Ambasciatori, che sorge da muro a muro a circa cinque metri: “Con Ambasciatori il rapporto c’è”, prosegue il presidente Coop, “non abbiamo novità in merito al progetto, ma continuiamo ad ambire a quello che 100 anni fa esisteva già”.