Gianfranco Abelli, sul palco, insieme ad Alessandro Cattaneo. Alla presentazione della sua lista civica, il giovane sindaco di Pavia che ha scelto di ricandidarsi, ha voluto accanto a sé il vecchio “faraone”, passato indenne per Tangentopoli, quindi fedelissimo di Roberto Formigoni e oggi solo apparentemente in disgrazia, dopo l’arresto della moglie per riciclaggio. Ilfattoquotidiano.it prosegue il suo viaggio tra i comuni al voto e arriva a Pavia, dove il senso delle prossime amministrative è tutto qui: il blocco di potere, che per anni ha imperato sulla città, è saldo. Ed è un blocco costituito da politici, costruttori e – stando al pronunciamento di primo grado nel processo Infinito – dalla criminalità organizzata. “Noi rigettiamo le conclusioni dell’accusa, ma se dovesse essere vero che l’organizzazione mafiosa ha condizionato le elezioni comunali del 2009, quando Cattaneo fu eletto, il sindaco di Pavia non è legittimato a chiedere nessun danno”.

Chi parla è l’avvocato di Carlo Chiriaco, condannato a 13 anni in primo grado per aver contribuito a rafforzare la ‘ndrangheta. Il ragionamento non fa una grinza: se la mafia ha procurato i voti per eleggere gli amministratori della città, quegli stessi non possono costituirsi parte civile al processo d’appello. O di qui, o di là. Invece a Pavia la doppiezza sembra essere la norma. E in attesa di sapere se i giudici confermeranno il verdetto di primo grado, il giovane Cattaneo, vicepresidente dell’Anci e astro ascendente nella galassia di Forza Italia, continua a essere il sindaco più amato d’Italia (sondaggio Ipr 2013). Questo nonostante Pavia risulti la peggior città del Nord, dopo Imperia, per qualità della vita (classifica del Sole 24 Ore), dove la raccolta differenziata stenta a decollare e il numero di slot machine è il più alto d’Italia (al punto da conquistare la prima pagina del New York Times)

Le elezioni amministrative del prossimo 25 maggio presenteranno un’altra incognita: che fine faranno i voti di un altro grande collettore, l’ex vicesindaco di Pavia, Ettore Filippi, arrestato il 13 marzo scorso con l’accusa di corruzione in due piani di lottizzazione. Perché l’edilizia selvaggia e il cambio di destinazione dei terreni agricoli sono il vero business della città e Filippi sembra l’uomo giusto per ogni stagione: nato socialdemocratico, diventa socialista, poi liberale, quindi in Forza Italia, nella Margherita, nel Partito Democratico e infine a capo di una lista civica propria. Nell’ultima giunta non ricopriva alcun incarico, anche se – si legge nell’ordinanza di custodia cautelare – “ha sempre avuto l’inusuale possibilità di accesso agli uffici per trattare direttamente con dirigenti del Comune e con rappresentanti politici per fare pressioni volte a favorire le pratiche edilizie delle società facenti capo a Maestri (il costruttore, ndr)”. Non solo pressioni.

“Hai visto che bel lavoro abbiamo fatto? Che bravi siamo stati? Così vediamo se la finiscono di romperci i coglioni”. Chi parla è il costruttore Dario Maestri, secondo quanto riportato dal gip Maria Anna Oddone, e il riferimento è alle croci disegnate sul portone dell’avvocato Franco Maurici, che insieme a pochi altri ha sempre denunciato la “criminalità urbanistica” cittadina. Il documento prosegue accennando ad “altri atti di intimidazione … che riguardavano le persone che, a loro parere, li stavano danneggiando”. In quello stesso periodo ignoti appiccarono fuoco in casa del giornalista Giovanni Giovannetti e incendiarono l’auto del consigliere Walter Veltri. A sua insaputa.

“Qualsiasi cosa succeda, la risposta del sindaco è: non ne sapevo nulla”, spiega Massimo Dagrada, candidato nella lista di Sinistra per Pavia. Come per i rimborsi forfettari che il cda di Asm (la società multiservizi del comune) si è autovotato per evitare “aggravi amministrativi per la società che altrimenti risulterebbe tenuta alla puntuale contabilizzazione di tutte le spese anche minute”. Nulla in confronto al premio che i consiglieri di Asm Lavori si sono elargiti per “il buon lavoro svolto nel 2012”, un risicatissimo utile di 3750 euro che – come ha scoperto Giovannetti – ha fruttato 30 mila euro a Luca Filippi, figlio di Ettore, e 10mila agli altri consiglieri. Ma il capolavoro della giunta Cattaneo rischia di essere il nuovo pgt, che permette di costruire in pieno centro storico, persino “all’interno dei cortili”, 4 metri cubi per metro quadrato, nonché “interventi che valorizzano il bene anche con modificazioni della sagoma dell’edificio”. “Chi ama la città – commenta Veltri, candidato sindaco di Insieme per Pavia – farà bene a uscire con una macchina fotografica perché il centro storico non sarà più quello che siamo abituati a conoscere”.