Scatterà alle 2 del 30 marzo l’ora legale, che obbliga gli italiani a spostare di in avanti le lancette dell’orologio di 60 minuti. Resterà in vigore per sette mesi, fino alla notte tra il 25 ed il 26 ottobre e porterà a risparmi in bolletta per milioni di euro. Già nell’antichità i contadini tendevano a regolare le proprie attività in base alle ore di buio e di luce e oggi l’espediente dell’ora legale riproduce, almeno in parte, questo principio. Nel 1784, Benjamin Franklin puntava invece sull’idea del risparmio energetico, ma la sua idea trovò seguito soltanto nel 1907, quando venne ripresa dal costruttore inglese William Willet. L’Inghilterra fu la prima a dare il via all’ora legale e a spostare le lancette in avanti di un’ora durante l’estate, quando nel 1916 la Camera dei Comuni di Londra introdusse il British Summer Time.

Nello stesso anno venne introdotta anche in Italia come misura di guerra fino al 1920. Vent’anni dopo, tra il 1940 e il 1948 fu abolita e ripristinata più volte durante la Seconda Guerra Mondiale, rimanendo in vigore dal 14 giugno del 1940 al 2 novembre 1942. L’adozione definitiva avvenne nel 1965 ed entrò in vigore l’anno successivo, dall’ultima domenica di maggio all’ultima domenica di settembre. Dal 1996 in tutta Europa venne prorogata fino all’ultima domenica di ottobre. Infine, nel 2010 l’Italia recepisce una direttiva del Parlamento europeo e stabilisce l’inizio dell’ora legale alle ore 2 del mattino dell’ultima domenica di marzo e il termine alle 3 del mattino dell’ultima domenica di ottobre, anche se era già così dal 1996.

Risparmio energetico – Terna calcola che nei prossimi sette mesi ci sarà un risparmio di consumi di energia elettrica pari a 556,7 milioni di kilowattora. In termini di costi, secondo la stima di Terna, il risparmio per il 2014 sarà di circa 92,6 milioni di euro. Nel periodo primavera-estate il mese che segna il maggior risparmio energetico stimato è aprile, con 144,2 milioni di kilowattora (pari al 26% del totale). In autunno, invece, il primato va al mese di Ottobre con 152,3 milioni di kilowattora risparmiati. Ciò è dovuto al fatto che aprile ha giornate più “corte” in termini di luce naturale, rispetto ai mesi dell’intero periodo. Spostando in avanti le lancette di un’ora, quindi, si ritarda l’utilizzo della luce artificiale in un momento in cui le attività lavorative sono ancora in pieno svolgimento. Nei mesi estivi, da giugno ad agosto, invece, poiché le giornate sono già più “lunghe” rispetto ad aprile, l’effetto “ritardo” nell’accensione delle lampadine si colloca nelle ore serali, quando le attività lavorative sono per lo più terminate, e fa registrare risultati meno evidenti in termini di risparmio di elettricità. Va inoltre ricordato che la maggiore richiesta di energia elettrica nei mesi estivi più caldi è dovuta all’utilizzo dei condizionatori d’aria, ed è quindi indipendente dall’ora legale, poiché legata esclusivamente a fattori climatici e di temperatura e non al maggior numero di ore di luce naturale.

Rischio insonnia – Secondo Coldiretti, però, una delle conseguenze dell’introduzione dell’ora legale potrebbe essere l’insonnia. Cibi come il latte e il riso possono aiutare a combattere il rischio insonnia, accompagnata da ansia, nervosismo, malumore, mal di testa e tensione muscolare che riguarda circa 12 milioni di italiani e contribuire a un passaggio morbido dall’ora solare a quella legale. Pane, pasta e riso, ma anche lattuga, radicchio, aglio e formaggi freschi, uova bollite, latte caldo e frutta dolce favoriscono il sonno e aiutano l’organismo a rilassarsi, anche in concomitanza con il passaggio alla stagione primaverile, mentre – sottolinea la Coldiretti – alimenti conditi con curry, pepe, paprika e sale in abbondanza ed anche salatini, alimenti in scatola e minestre con dado da cucina rendono più difficile addormentarsi

Codacons: “Basta ora solare” – L’associazione dei consumatori propone di far valere quella legale tutto l’anno. Secondo alcuni studiosi americani – ricorda l’associazione in una nota – lo sfasamento di un’ora determina, in un bambino su 2, disturbi del sonno. E risintonizzare i ritmi biologici determina un disagio per l’organismo, anche negli individui adulti. In base a una ricerca effettuata dal Codacons, l’iniziativa sarebbe condivisa dall’80% degli italiani, stufi dei continui cambi tra ora solare e ora legale. In tal modo – sostiene il Codacons – si avrebbe il vantaggio di recuperare l’ora di luce anche in inverno, senza subire però il costo economico e il disagio legato all’aggiustamento dell’orario: aggiornamenti sistemi informatici, orari dei treni, termostati temporizzati, dvd, agende elettroniche, radiosveglie, orologi nelle auto, problemi nelle transazioni finanziarie. Inoltre nel risparmio vanno conteggiati tutti i costi relativi ai problemi di insonnia e sonnolenza che incidono pesantemente sulla produttività nella prima settimana lavorativa successiva al cambio. Ricordiamo che in farmacia, a seguito del cambio ora solare/ora legale, aumentano anche le vendite di prodotti contro il jet lag“.