Se Beppe Grillo tace, Matteo Salvini si mette in fila come il primo degli alleati. Il Front National di Marine Le Pen, dopo il buon risultato al primo turno delle elezioni municipali, gira pagina e pensa a Bruxelles. E così la figlia di Jean-Marie che in Francia ha svecchiato un’intero movimento di estrema destra, lancia l’appello alle forze anti-europee. “Grillo mi odia“, dice, “anche se i nostri partiti sono simili. Tutte le forze antieuro devono allearsi”. Un’Europa diversa, che ascolti il “popolo”, che non chieda più sacrifici e che non si comporti da padrone per Stati che non hanno più nulla da dare. L’astensione e la delusione per Hollande, il presidente della sinistra del cambiamento, fanno sognare gli euroscettici che pensano a maggio prossimo. Chi accoglie l’appello è il segretario della Lega Nord: “Certo, noi ci stiamo. Grillo invece è solo un chiacchierone”. In serata poi, arriva anche la risposta del leader del Movimento 5 stelle via Twitter: “Marine Le Pen è una bella signora di grande successo. Nessuno la odia. Ha però un’appartenza politica diversa dal M5S e per questo non sono possibili accordi. Rien d’autre. Adieu”.

La Francia si sveglia razzista ed antieuropeista? Era il 2002, il socialista Jospin venne sconfitto da Jean-Marie Le Pen (papà di Marine) e fu costretto invocare il voto dei suoi per l’avversario Chirac pur di non far vincere il Front National. Oppure più semplicemente, era il 2012 e Marine otteneva oltre il 20% dei voti al primo turno delle presidenziali. Nessun vento nuovo, solo una conferma per una tendenza che il popolo francese vede rafforzarsi ad ogni elezione. A spaventarsi è però l’Europa,  che vede in quella forza che parla “no euro” e che predica la “Francia ai francesi“, un pericoloso cambio di rotta per le prossime elezioni di maggio. Sul piano nazionale e per il secondo turno, Le Pen non può aspettarsi molto di più di quanto ottenuto nelle scorse ore e quindi punta tutto su Bruxelles e cerca alleati oltre confine. E il Movimento 5 stelle non sembra però essere tra questi. “Francamente non capisco l’odio di Grillo nei miei confronti”, commenta la leader rispondendo ad una domanda dell’agenzia Ansa, “in realtà i nostri partiti sono d’accordo su molti temi, a partire dalla lotta contro l’euro”. Ma non solo, la leader del partito di estrema destra del Front National attacca il leader del Movimento 5 stelle che, dice, “si limita a contestare senza assumersi le proprie responsabilità”.

Ma chi respinge l’apertura, secondo alcune fonti M5s, sono proprio i due leader del Movimento 5 stelle, che sulla questione non hanno intenzione di cedere. “Nessuna alleanza con Marine Le Pen“, commenta la deputata grillina Lombardi, “perché il suo è un partito che ha una connotazione ideologica che ovviamente non si abbina con il nostro essere molto pragmatici. Noi non siamo antieuropeisti tout court. Noi stiamo cercando di parlare in Europa con una folta rappresentanza per dire che questa Europa per come è stata creata dai partiti in questi anni non ci piace. Siamo passati da una comunità a un’unione, e il cambio di nome dà il senso del passaggio culturale che c’è stato. Un’unione può sembrare un’unione di affari e non è questo il progetto che vogliamo portare avanti. Andremo in Europa per rinegoziare una serie di condizioni. Prima di tutto il fiscal compact, subito dopo il pareggio di bilancio, poi la soglia del 3% come limite invalicabile tra deficit e pil: tutte cose che vanno a incidere su misure che vanno nella carne viva delle persone”. Ma non c’è solo il rifiuto di ogni contatto, il risultato degli estremisti fa festeggiare i 5 stelle che già pensano alle consultazioni di maggio. L’Europa non è intoccabile, ma soprattutto i discorsi anti Bruxelles piacciono agli elettori e i grillini sperano di poterne beneficiare. L’appello di Marine Le Pen è indirizzato a tutti gli euroscettici d’Europa, incluso il Movimento Cinque Stelle e la Lega Nord, a fare in modo di “essere il più possibile numerosi nei banchi del Parlamento europeo“. Tutti i partiti anti-euro “devono allearsi per la difesa delle nazioni, il ritorno della democrazia, della sovranità dei popoli e delle identità nazionali”, ha aggiunto la Le Pen.

I primi a salire sul carro della vincitrice sono i leghisti. Il discorso piace al segretario della Lega Nord Matteo Salvini che su Twitter scrive: “Alleanza con il Front National? Certamente sì. Grillo invece si dimostra solo un chiacchierone”. Gli fa eco l’eurodeputato del Carroccio Mario Borghezio: “Lo straordinario boom elettorale del Front National è solo l’assaggio di quello che sarà lo tsunami delle europee. La Lega Nord, che sarà alleata della Le Pen nel nuovo Parlamento Europeo, sarà coprotagonista della grande novità rappresentata dall’irrompere in massa nel nuovo Parlamento Europeo di almeno 80/100 eurodeputati pronti ad opporsi e a bloccare su immigrazione, euro, identità e diritti dei popoli la deriva antidemocratica del super Stato dei burocrati di Bruxelles”.