Il governo Renzi ottiene la prima fiducia da parte del Senato, laddove il voto è sempre più incerto grazie ai meccanismi del Porcellum che non esiste più. Stando alle dichiarazioni formali dei gruppi in Senato il presidente del Consiglio poteva contare su 168 voti (5 in meno rispetto al primo voto di fiducia del governo Letta senza Forza Italia): ne raccoglie 169, quanti bastano per avere un orizzonte che per il momento non pare essere destinato a essere breve (anche perché i no sono stati 139). Compatti il Pd e il Nuovo Centrodestra, i due principali partiti della maggioranza che da ora in poi sostiene il nuovo esecutivo (che poi è la stessa che appoggiava Enrico Letta). Il presidente del Consiglio è apparso così sicuro del risultato che ha lasciato Palazzo Madama quando ancora la chiama era in corso. 

La giornata di dibattito parlamentare è iniziata con il discorso programmatico del capo del governo, ha visto intervenire una sessantina di senatori, la replica del capo del governo e infine le dichiarazioni di voto. Il climax proprio con l’attacco dei Cinque Stelle al presidente del Consiglio: “E’ un governo nato sul tradimento” ha detto il capogruppo Vincenzo Santangelo. Il tradimento di Alfano nei confronti di Berlusconi e quello di Renzi nei confronti degli elettori del Pd “con la riabilitazione del pregiudicato, frodatore fiscale”. “Parafrasando la scenetta delle consultazioni – ha proseguito il capogruppo – siamo noi ad abbracciare uno ad unno gli elettori traditi del Pd. Avete avuto il coraggio di licenziare il vostro presidente del consiglio non in Parlamento, ma nella vostra sede. Con una classica manovra di palazzo avallata dal presidente della Repubblica”. Insomma: “I fatti dimostrano – secondo Santangelo – che lei è un baro, è un grandissimo bugiardo, è il Vanna Marchi delle istituzioni; dice una cosa e ne fa un’altra”. E i Cinque Stelle hanno già annunciato la mozione di sfiducia nei confronti di due ministri “economici” del governo, Federica Guidi (Sviluppo) e Giuliano Poletti (Lavoro), entrambi portatori di conflitti d’interessi secondo i grillini. 

A Santangelo ha risposto il capogruppo del Pd Luigi Zanda: “Si è divertito con un intervento povero di contenuti e ricco di insulti diretti anche al presidente della Repubblica. Non mi è piaciuto. Non credo che neanche all’opposizione convenga il disprezzo del Parlamento, delle istituzioni. Lui ha detto che faranno un’opposizione leale, ma la lealtà è un’altra cosa”. Zanda ha confermato il sostegno al governo soprattutto nell’opera di cambiamento della macchina dello Stato: “Se lo Stato funziona male nessun sistema economico potrà mai funzionare bene”. 

Sostegno convinto è stato espresso al governo Renzi da tutte le forze di maggioranza (Nuovo Centrodestra, Popolari per l’Italia, Scelta Civica, Autonomie), mentre le opposizioni – in forma diversa – hanno confermato il voto contrario. Per paradosso la più indulgente sembra essere stata la posizione di Forza Italia che ha confermato la disponibilità di votare insieme le riforme istituzionali per effetto del patto Renzi-Berlusconi. 

CRONACA ORA PER ORA

00.28 – Renzi lascia Palazzo Madama a votazione in corso
Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha lasciato Palazzo Madama. Il premier è uscito mentre era ancora in corso la chiama nominale dei senatori per la fiducia.

00.23 – Di Maggio (Popolari per l’Italia) ci ripensa e vota sì
Salvatore Tito Di Maggio, senatore dei Popolari per l’Italia che aveva annunciato che non avrebbe partecipato al voto sulla fiducia al Governo Renzi, ha invece votato già alla prima chiama dando la fiducia al nuovo esecutivo. 

00.14 – M5s prova a bloccare il voto di fiducia
Il M5s prova a far saltare nell’Aula del Senato la votazione sulla fiducia chiesta dal governo Renzi. “La Costituzione prevede che quella mozione sia motivata per connotare la natura politica del governo” sostiene Vito Crimi. Ma il presidente Piero Grasso smonta subito la contestazione: “La mozione è ‘per relationem’ riferita a un dibattito durato per una giornata. Se votiamo rispettiamo pienamente la Costituzione”‘ dice. E indice la votazione.

00.03 – In corso la votazione sulla fiducia al governo Renzi
E’ in corso nell’Aula del Senato la votazione sulla fiducia al Governo Renzi. La votazione è palese ed avviene per appello nominale: ciascun senatore sfila davanti al banco della residenza e dichiara ad alta voce il proprio voto. Si comincia dalla lettera “Z” di Zanettin.

23.58 – Zanda (Pd): “Sosterremo il governo in cambiamento e sburocratizzazione”
“I senatori del Pd votano la fiducia al Governo Renzi e sosterranno il suo governo nell’opera di cambiamento”. Lo afferma il presidente dei senatori del Pd Luigi Zanda nel corso del suo intervento nell’Aula del Senato. Zanda ricorda che “se lo Stato funziona male nessun sistema economico potrà mai funzionare bene”. E che “in un paese istituzionalmente fragile come l’Italia, le ideologie postliberiste non hanno danneggiato solo l’economia. Hanno colpito anche lo Stato. Lo dimostrano i ben nove decreti legge in contemporanea scadenza nelle ultime settimane. Lo confermano i 478 provvedimenti attuativi ancora da adottare senza i quali leggi utili alla crescita e allo sviluppo dell’economia non possono avere pieno corso. Questo processo degenerativo fatto di decreti, fiducie, leggi omnibus, deleghe, va arrestato”.

 

23.55 – Zanda (Pd): “Pd voterà la fiducia, governo opererà in condizioni dure”
“Si troverà ad operare in condizione molto dure. I senatori del Pd le voteranno la fiducia e sosterranno il Governo nell’onda del cambiamento”. Così Luigi Zanda, presidente dei senatori del Pd, nel corso della dichiarazione di voto sulla fiducia al Governo Renzi. 

23.53 – Zanda (Pd) a Santangelo (M5S): “Intervento ricco di insulti”
“Santangelo si è divertito con un intervento povero di contenuti e ricco di insulti diretti anche al presidente della Repubblica. Non mi è piaciuto. Non credo che neanche all’opposizione convenga il disprezzo del Parlamento, delle istituzioni. Lui ha detto che faranno un’opposizione leale, ma la lealtà è un’altra cosa”. Così il capogruppo del Pd al Senato Luigi Zanda ha criticato l’intervento del presidente dei senatori 5 Stelle Santangelo nel quale si attaccava, tra l’altro, il Capo dello Stato.

23.49 – Romani (Forza Italia): “Voteremo no, ma sulle riforme ci siamo”
“Orgogliosi della nostra storia, dei nostri valori e delle nostre radici culturali voteremo no alla fiducia. Su un percorso di riforme condiviso, su provvedimenti utili al Paese noi ci siamo”. Così Paolo Romani, presidente dei senatori di Forza Italia, nel corso della dichiarazione di voto sulla fiducia al Governo Renzi. “Forse questa è la volta buona – ha aggiunto – perché due leader come lei e il presidente Berlusconi possano stimarsi e collaborare per il bene del Paese”. “Diverse cose – ha sottolineato – abbiamo apprezzato del suo intervento”. “Troverà in noi un’opposizione leale – ha aggiunto Romani – Mai ci sottrarremo alle responsabilità cui siamo chiamati dai cittadini, dagli elettori, dal Paese”. 

23.34 – Santangelo (M5s): “Renzi un grandissimo bugiardo, Vanna Marchi della politica”
“Lei presidente Renzi è un grandissimo bugiardo, è un Vanna Marchi della politica”. Così il senatore Vincenzo Santangelo del Movimento 5 Stelle.

23.29 – Santangelo (M5s): “Presenteremo mozioni di sfiducia per Guidi e Poletti”
Il M5s presenterà mercoledì prossimo due mozioni di sfiducia ai ministri dello Sviluppo e del Lavoro Federica Guidi e Giuliano Poletti, appena nominati nel governo Renzi. Secondo il capogruppo Vincenzo Santangelo sono portatori di conflitti d’interessi (la prima è stata definita anche “pedina di Berlusconi”, il secondo è legato “alle coop rosse”). Quanto al nuovo guardasigilli Andrea Orlando è “passato dal ministero dell’Ambiente a quello della Giustizia: è questa la meritocrazia che intendeva?”. 

23.26 – Santangelo (M5s): “Un governo che nasce sul tradimento”
“Questo Governo nasce sul tradimento di Ncd, e sulla menzogna del premier Matteo Renzi che ha tradito lo spirito delle primarie, perché ha riabilitato un cittadino condannato per evasione fiscale”. Così Vincenzo Santangelo, del M5S, nella sua dichiarazione di voto per la fiducia al Senato. “Baro, bugiardo e Vanna Marchi della politica” alcune delle definizioni date a Renzo da Santangelo, prima di essere richiamato dal presidente Pietro Grasso. Napolitano, che ha orchestrato secondo Santangelo la caduta di Enrico Letta, viene definito “supremo garante dei poteri oscuri”, mentre il Parlamento è “ridotto ad un votificio dei provvedimenti di Governo”.

23.22 – Sacconi (Ncd): “Sì a fiducia, non sono esaurite le emergenze”
I senatori del Nuovo Centrodestra “voteranno con convinzione la fiducia al Governo perché ritengono non esaurite le emergenze cui far fronte”. Così Maurizio Sacconi, presidente dei senatori del Ncd, dichiarando il voto favorevole al Governo Renzi. 

23.13 – Bitonci (Lega Nord): “Basta aperture di credito, voteremo no”
“Voteremo no alla fiducia del suo Governo, non concediamo più quella apertura di credito” concessa al Governo Letta. Così Massimo Bitonci, capogruppo della Lega Nord al Senato, annunciando il voto contrario del Carroccio al Governo Renzi.

23.01 – De Petris (Sel): “Votiamo no e sfidiamo il governo sul lavoro”
Sinistra ecologia libertà “voterà contro la fiducia al governo”, anche se “sfiderà l’esecutivo sul terreno delle politiche del lavoro, della rigenerazione urbana, dell’edilizia scolastica, di una politica fiscale che deve vedere il carico spostato sulle rendite finanziarie”. Lo ha detto Loredana De Petris a nome di Sel in aula al Senato in dichiarazione di voto finale sulla fiducia al governo guidato da Matteo Renzi. Tra le caratteristiche del governo Renzi che preoccupano Sel, insiste De Petris, c’è anche la “profonda sintonia con Fi. E già quest’esistenza di una doppia maggioranza è inquietante”. “Per questi motivi e non per pregiudizi – conclude – voteremo contro questo governo. Ci auguriamo di essere smentiti dai suoi provvedimenti e dalle cose che riuscirà a fare. Se saranno cose giuste noi daremo il nostro contributo. Abbiamo la speranza di mantenere aperta la porta per una sinistra davvero alternativa”.

22.54 – Zeller (Autonomie): “Ok alla fiducia, ma è in bianco”
“Le attese nei suoi confronti sono tante e non sarà facile attuare tutti gli obiettivi che lei si è posto. Noi siamo fiduciosi. Non essendoci stato il tempo di fare un patto alla tedesca, ci chiede una sorta di cambiale in bianco. Riconosciamo i suoi buoni propositi e non le faremo mancare il nostro appoggio. Annuncio quindi il nostro voto favorevole alla fiducia”. Così il capogruppo di ‘Per le autonomie’ al Senato Karl Zeller dichiarando il voto favorevole del suo gruppo al Governo Renzi.

22.46 – Romano (Per l’Italia): “Fiducia senza condizioni”
“Diamo la fiducia senza condizioni, a lei e al suo Governo. Saremo alleati leali quindi critici, se lei ce lo consentirà, quando ci vorrà un supplemento di coraggio”. Così il capogruppo di ‘Per l’Italia’ al Senato Lucio Romano dichiarando il voto favorevole del suo gruppo al Governo Renzi.

22.37 – Ferrara (Gal): “Neghiamo fiducia politica, ma non personale”
“Signor presidente, noi non le neghiamo la nostra fiducia personale, ma politica”. Lo ha detto nell’aula del Senato Mario Ferrara, capogruppo di Gal, nelle dichiarazioni di voto sulla fiducia. “Lei forse – ha affermato Ferrara – sarebbe stato un grande presidente del Consiglio di un governo di pacificazione, ma lei ha detto che il suo è un governo politico, e noi aggiungiamo che è di centro-sinistra. E noi non lo siamo”.

22.28 – Susta: “Abbiamo capito lo Stilnovo di Renzi, voteremo sì”
“Abbiamo capito lo ‘Stilnovo’ che caratterizza il suo tentativo coraggioso e temerario di cambiare questo Paese. Un tentativo che non potrà non andare bene”: lo dice nell’Aula del Senato Gianluca Susta di Sc in dichiarazioni di voto sulla fiducia chiesta dal governo. “Vogliamo – sostiene – avere insieme con lei la responsabilità dell’insuccesso o il successo di questa esperienza che rappresenta l’ultima possibilità per il Paese”. Un processo che passa per “riforme, riforme e ancora riforme, per metterci al passo con la Ue e riagganciare la ripresa”.

22.20 – Cominciano le dichiarazioni di voto per la fiducia

21.57 – Gruppi di maggioranza presentano mozione di fiducia
Tutti i capigruppo della maggioranza hanno sottoscritto la mozione di fiducia al governo Renzi al Senato: lo ha comunicato all’Assemblea di Palazzo Madama il presidente Pietro Grasso.

21.55 – Finita la discussione, ora la replica di Renzi
E’ finita la discussione generale nell’Aula del Senato. Ora interviene il presidente del Consiglio Matteo Renzi in sede di replica. A seguire ci sarà la votazione sulla fiducia.

21.48 – Airola (M5s) a Renzi: “Lei è un paravento”
“Presidente Renzi, lei è un paravento, perché altrimenti dietro a lei ci sarebbe Nicola Gratteri e non uno sconosciuto come Andrea Orlando”. Lo ha detto Alberto Airola (M5S) intervenendo in aula nel dibattito sulla fiducia al governo. Il senatore grillino ha aggiunto che il secondo motivo del suo no alla fiducia è anche il silenzio del premier sul reddito di cittadinanza.

21.16 – Alfano: “La maggioranza sarà meno esigua di quanto si possa pensare”
“La maggioranza al Senato sarà meno esigua di quanto qualcuno possa pensare”: così Angelino Alfano leader di Ncd e ministro dell’Interno a Ballarò su Raitre.

21.13 – Di Maggio (Per l’Italia): “Non voto contro, uscirò dall’Aula”
“Non voto contro Renzi, ma non parteciperò al voto lasciando l’aula”. Così Salvatore Tito Di Maggio, senatore dei Popolari per l’Italia, annuncia il suo mancato sostegno sul voto di fiducia a Renzi, nella votazione di questa sera al Senato. Come Di Maggio, anche Maurizio Rossi dello stesso gruppo non voterà la fiducia. 

21.04 – Senato, replica e dichiarazioni dopo le 21,30
“#GovernoRenzi. Replica del Presidente del Consiglio e dichiarazioni di voto dopo le 21,30. Voto e conclusione probabilmente dopo mezzanotte”. E’ quanto si legge in un tweet postato sul profilo Twitter di palazzo Madama.

20.58 – Orellana (M5s): “Anche noi dissidenti voteremo no”
“Un discorso assolutamente insoddisfacente. E’ mancato un discorso sugli esodati. Alcune belle parole, quasi tutte poco convincenti. Noto la mancanza ministero pubblica amministrazione Unione europea. Anche noi dissidenti voteremo ‘no’ a governo Renzi, staremo a vedere cosa farà. Giudicheremo provvedimento a provvedimento. Non ho notato nessun atteggiamento pregiudiziale nei nostri confronti”. Così a RaiNews 24 il senatore ‘dissidente’ del M5s Luis Alberto Orellana.

20.42 – Guerrieri (Pd): “Rinegoziare in Ue rapporto crescita-rigore”
Tutto questo è decisivo per la partita da giocare in Europa dove c’è da rinegoziare il rapporto tra spazi di crescita e rigore finanziario sfruttando la prossima guida italiana del semestre europeo. Credo sia un negoziato utile per rilanciare la nostra crescita”. Lo dice il senatore del Pd Paolo Guerrieri, intervenendo in Aula a Palazzo Madama durante il dibattito sulla fiducia al governo Renzi.

20.28 – Blundo (M5s) si rivolge al presidente del Consiglio: “Signor Renzi”
Ci tiene, la senatrice del Movimento 5 Stelle Rosetta Enza Blundo, a sottolineare come il premier non sia un parlamentare. L’incipit del suo intervento in aula a Palazzo Madama, infatti, non lascia spazio a dubbi: “signor Renzi…”. E via con il resto del discorso, breve. Il premier resta impassibile. Eppure, Renzi è pur sempre un ‘dottorè (è laureato in giurisprudenza). Ma niente: per la senatrice Blundo resta il “signor Renzi”.

20.22 – Stefàno (Sel): “No a fiducia, continuità con governo Letta”
“Nel governo Renzi c’è una continuità di maggioranza con il governo Letta, una continuità di contenuti ed una continuità di impostazione che non lasciano attente significative novità. Se ce ne saranno, pur stando alla opposizione, avremo occhi ed orecchie attente per accorgercene”. Lo dice nell’Aula del Senato Dario Stefano di Sel nel dibattito sulla fiducia al Governo Renzi. Stefano bolla come “titoli e slogan” i temi affrontati da Renzi nel suo discorso programmatico. E contesta il fatto che “nel governo non ci sono né uomini né donne del Sud”.

20.10 – Casson: “Non ci tiriamo indietro, ma è un governo da ultima spiaggia”
“Non ci tiriamo indietro, facciamo parte del Pd e vogliamo continuare a credere nei principi del nostro statuto che sono alternativi a quelli della destra”. Così Felice Casson, senatore del Pd e membro della minoranza ‘civatianà, intervenendo nell’aula del Senato dopo il discorso programmatico del presidente del Consiglio Matteo Renzi. “Sono uno dei 16 membri della direzione del Pd che qualche giorno fa ha votato contro il suo documento”, ha ricordato, ma “questo per il Pd e per il centrosinistra è quasi un governo da ultima spiaggia”. 

20.04 – Anche Di Maggio (Ppi) pensa a voto contrario su fiducia
Anche Salvatore Tito Di Maggio, senatore dei Popolari per l’Italia starebbe maturando l’intenzione di votare contro la richiesta di fiducia avanzata oggi da Matteo Renzi al Senato. Di Maggio segue di poche ore Maurizio Rossi, anche lui dei Popolari. Scende quindi da 12 a 10 voti l’apporto del gruppo a sostegno di Renzi. 

19.58 – Di Biagio (Popolari per l’Italia): “Vigiliamo ma fiducia a rinnovamento”
“Bisogna dare fiducia al rinnovamento anche se per ora è legato al marketing politico, saremo vigili e attenti” nei confronti dell’azione di governo. Lo afferma Aldo Di Biagio (Per l’Italia) intervenendo al dibattito in Senato sul discorso programmatico del premier Matteo Renzi. “Ritengo che solo una trasversalità governativa può consentire” l’attuazione delle proposte,”non è più tempo di ‘one man show’, occorre riscoprire l’urgenza del lavorare assieme e assieme iscriviamo le regole del gioco”, sottolinea Di Biagio rimarcando come non si possa “restare indifferenti alla ventata di novità del governo” Renzi.

19.56 – Puppato (Pd): “Preferisco tentare e fallire. Ma conquisti fiducia giorno dopo giorno”
“Forse soffriamo di un enorme complesso di Atlante. Ma preferisco tentare e fallire, che sedermi in riva al fiume aspettando il corpo esanime di un’ Italia senza guida. Per uno smisurato senso del dovere, non riesco ad arrendermi all’idea che il Parlamento più rinnovato, e con la maggior presenza femminile della storia repubblicana, fallisca miseramente la propria missione e non tenti neppure di dare al Paese le risposte che ha nelle sue corde”. Lo ha detto la senatrice Laura Puppato nel suo intervento nell’Aula del Senato. “Ma sia chiaro che questa fiducia in un Esecutivo e in un primo ministro che si presta ad un doppio salto mortale senza rete – ha proseguito Laura Puppato – dovrà essere capace di erodere giorno dopo giorno la sfiducia verso la politica e il discredito accumulato dalle istituzioni”.

19.50 – Prove di intervento in Aula di Puglia (M5s)
Parla Minzolini, ma nel frattempo Sergio Puglia (M5s) fa le prove di intervento. Mentre il senatore di Fi tiene il suo intervento nell’Aula del Senato, dalle tribune si vede Puglia in piedi, con il microfono alzato, che parla animatamente. Eppure, la voce che si sente dagli altoparlanti non è la sua ma quella del collega. L’arcano si svela poco dopo: Puglia stava facendo una prova di interpretazione, per rendere al meglio nel minuto e mezzo che poco dopo avrà a disposizione per parlare.

19.47 – Bitonci (Lega Nord): “No alla fiducia, è un non programma”
“La Lega Nord vota no alla fiducia. Il discorso di Renzi è stato deludente. Più di un’ora di chiacchiere senza dare una sola risposta. Avremmo voluto sentir parlare di esenzioni per alluvionati e terremotati, del problema dei frontalieri, di Expo, di proposte per le migliaia di imprese che fuggono all’estero, ma evidentemente quello del nuovo premier è un non programma. C’è chi ha il ‘non-statuto’ e da oggi Renzi inaugura una nuova stagione: quella dei governi con un ‘non-programma'”. Lo dichiara Massimo Bitonci, capogruppo della Lega Nord al Senato.

19.35 – Pd voterà la fiducia, ma restano critiche da civatiani e cuperliani
La fiducia al governo Renzi è scontata ma nel Pd restano tensioni. Nella riunione di questa mattina del gruppo parlamentare del Senato gli interventi critici e le perplessità non sono arrivate soltanto dai senatori di area civatiana (che pure voteranno la fiducia). Per dire, il bersaniano Miguel Gotor ha sottolineato come la nomina di Federica Guidi allo Sviluppo economico possa far emergere il dubbio di intese sottotraccia con Silvio Berlusconi. Ma anche altri hanno sollevato dubbi da Walter Tocci a Vannino Chiti e Paolo Corsini. Dopo l’intervento del premier Renzi, poi, molti sono i commenti negativi tra i dem. Un discorso “deludente”. Ma il fronte renziano non si scompone di fronte alle critiche. “Qua tanti mugugnano ma Matteo ha fatto quello che sa fare: ha parlato al Paese e ci è riuscito benissimo. Se avesse fatto un discorso vecchio stile partendo dalla poliica internazionale per planare su quella interna, non sarebbe stato da lui”.

19.34 – Scavone (Gal): “Con dolore non possiamo darle la fiducia”
“Con dolore non ci sentiamo di poterle di poterle dare il voto favorevole alla fiducia. Ma ci riserviamo che possa avere il nostro voto su proposte sane e di rilancio per il Paese: valuteremo provvedimento per provvedimento e ci auguriamo che sia un vero governo di riforme”. Così il senatore Antonio Scavone, appartenente al gruppo Gal intervenendo nell’aula del Senato dopo il discorso programmatico del presidente del Consiglio Matteo Renzi. I voti di Gal sono importanti per ottenere il quorum necessario per la fiducia. Il senatore ha lamentato l’assenza nel discorso del premier di proposte legate al Sud: “Se il Sud riprende a crescere – ha sottolineato – riparte l’Italia intera”. 

19.17 – Casini (Udc): “Renzi ha parlato ai giovani, non al Senato”
“Renzi ha parlato ai giovani, non al Senato. Ha detto con parole nuove cosa intende fare. Il nostro voto non mancherà”. Così il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini ha commentato il discorso di Matteo Renzi al Senato.

19.10 – Nugnes (M5s): “Il ministro dell’Ambiente a favore di nucleare e inceneritori”
“Il neo ministro dell’Ambiente Galletti (Udc) è una sciagura dal punto di vista ambientale. E’ a favore del nucleare e degli inceneritori” ha denunciato Paola Nugnes, Movimento 5 Stelle Senato durante il dibattito sulla fiducia a Matteo Renzi. 

19.00 – Zanda (Pd): “Sì a fiducia, il Pd mette la fiducia a sostegno del Paese”
“I senatori del Partito Democratico voteranno tra poche ore la fiducia al governo Renzi e lo sosterranno nell’opera di cambiamento”. Lo afferma il presidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda.

18.58 – Breve scambio di parole in Aula tra Renzi e Alfano
Angelino Alfano, terminato l’incontro dei vertici di Ncd, è ricomparso in aula al Senato dove è in corso il dibattito dopo il discorso di Matteo Renzi. Alfano si è subito diretto dal premier raggiungedolo da dietro il banco del Governo. Qualche parola e qualche sorriso, poi Alfano è uscito. In aula è rimasto invece Maurizio Lupi. 

18.57 – Marton (M5s): “Mai la fiducia a un bugiardo seriale”
“Il Movimento Cinque Stelle a un bugiardo seriale la fiducia non la darà mai”. A dirlo in aula il senatore M5s Bruno Marton.

18.56 – De Pin (Gap, ex M5s): “Non voterò la fiducia”
“Per quanto mi riguarda, non darò la fiducia al Governo, fedele ai miei principi. Penso che questa fase sia iniziata in modo sbagliato”. Lo afferma Paola De Pin (Misto-Gap), ex senatrice Cinque Stelle balzata alle cronache lo scorso ottobre quando, dopo aver annunciato il sostegno al governo Letta, fu duramente attaccata dai suoi colleghi del M5S. “La riforma elettorale concordata con Berlusconi ripropone i difetti del Porcellum con in più uno sbarramento che sovverte ogni principio di rappresentanza”, aggiunge De Pin.

18.55 – Repetti (Fi): “Sostegno alle riforme di Renzi se saranno buone”
“Per riforme utili per Paese ci saremo”, ma il nuovo governo ha “due punti deboli: uno è nella maggioranza, l’altro i piccoli partiti, che faranno valere i loro miseri interessi bottega, non li sottovaluti”. Lo afferma Manuela Repetti (Fi) nel dibattito in Aula sul discorso programmatico del premier Matteo Renzi. “Lei sa bene che oggi deve passare dalle parole ai fatti, ed è sfida più difficile, il paese la guarda con un misto di timore e speranza come me, e io credo di far prevalere la speranza”, spiega Repetti, rimarcando “il fallimento” dell’esecutivo Letta e spiegando che se Renzi “proporrà cose buone le sosterremo, se continuerà sulla vecchia strada, non esiteremo a dirlo con fermezza a un Paese tradito”.

18.52 – Ciampolillo (M5s): “Renzi pronto a tradire amici e idee pur di andare al governo”
Matteo Renzi è “pronto a tradire amici e idee pur di andare al governo” ma “i cittadini appena avranno la possibilità vi manderanno a casa”. Lo afferma Lello Ciampolillo senatrice del M5S annunciando che non voterà la fiducia al governo Renzi. “La telefonata del suo amico disoccupato è forse Enrico Letta?”, aggiunge.

18.50 – Tra i banchi del M5s spunta maschera di Renzi
Dopo l’apriscatole fotografato in aula e postato su Facebook a inizio legislatura, sui banchi del M5S fa ingresso una maschera di Matteo Renzi. A fotografarla, con tanto di cinguettio su Twitter, è il senatore grillino Marco Scibona. “In Senato l’#M5S – scrive – farà gettare la maschera a #lettastaisereno”.

18.48 – Scintille tra M5s e Pd dopo l’intervento di Taverna
Scintille nell’aula del Senato traM5S e Pd. Alla fine del duro intervento di Paola Taverna (M5S), dai banchi del Pd sono salite proteste, e un senatore (Daniele Borioli) si è alzato ondeggiando le mani sulla propria testa, come se fossero le lunghe orecchie di un coniglio o di un asino. Il gesto ha fatto scattare la reazione dei senatori a cinque stelle: uno di loro ha urlato “Buffoni” ai colleghi del Pd. 

18.46 – Taverna (M5s): “Allievo Renzi aspira a superare il maestro Berlusconi”
“Il più grande evasore e corruttore di minorenni lo abbiamo visto per 20 anni, vi riconosciamo a prima vista” ma ora “aspira ad essere l’allievo che supera il maestro ma non lo faccia a spese degli italiani”. La senatrice del Pd Paola Taverna attacca a testa bassa Matteo Renzi e annuncia che non voterà la fiducia al governo. “Volevate smacchiare il giaguaro ed invece avete ridipinto il gattopardo – aggiunge – Alla faccia della discontinuità, ha messo Alfano per Alfano, Lorenzin per Lorenzin, Lupi per Lupi; Orlando cambia ministero come Delrio. Poi c’è il capitolo Franceschini che lei chiamava vice-disastro ed ora ci ha messo come ministro per i beni culturali. Grazie!”.

18.42 – Nencini (Psi): “Superare la stagione dei veleni”
La “prima cosa da fare se dobbiamo impiantare e condividere questo percorso” è “chiudere il ventennio dei veleni e delle fazioni. La democrazia è sana solo se esce dalla logica delle consorterie da Italia medioevale: se l’antagonista rimane un nemico diventa non una frontiera ma un confine invalicabile”. Solo così – sottolinea Riccardo Nencini nel suo intervento al Senato sulla fiducia – può esserci spazio per la crescita del “sistema bipolare”.

18.33 – Ricchiuti (Pd): “Fiducia ma rispetti condizioni”
“Noi le voteremo la fiducia” ma “pensiamo che debba farsi carico di taluni elementi specifici senza i quali perderà la nostra fiducia”. Lucrezia Ricchiuti senatrice “civatiana” del Pd conferma il voto di fiducia al governo Renzi ma “avvisa” il neo-premier ponendo delle condizioni: attenzione sulla de-localizzarione, impegno sulla giustizia, nessuna marcia indietro sui diritti civili e lotta ai burocrati.

18.14 – Mauro (Gal): “Oggi non voteremo la fiducia al governo Renzi”
“Oggi non voteremo la fiducia, anche perché non abbiamo potuto vedere in modo concreto i provvedimenti, ma abbiamo dato disponibilità d’animo e di collaborazione nei provvedimenti nell’interesse del Paese e del nostro mezzogiorno”. E’ quanto ha detto il senatore del Gal Giovanni Mauro in Aula. Il gruppo Grandi Autonomie e Libertà – composto da parlamentari eletti con Forza Italia – era stato indicato come disponibile a votare la fiducia al governo Renzi.

18.11 – Bottici (M5s): “Non ho l’età? No: parole, parole, parole”
“Lei ha iniziato il discorso con’non ho l’età’, io concludo con ‘parole parole parole…'”. Lo sottolinea, riferendosi ironicamente alla celebre canzone di Mina, il questore del Senato Laura Bottici (M5S) intervenendo nel dibattito in Aula sul discorso programmatico del premier Renzi. “Noi siamo i cittadini comuni non siamo casta e non lo vogliamo diventare”, prosegue Bottici ricordando che finora, le richieste del M5S sono rimaste inascoltate proprio dal Pd.

18.08 – Cociancich (Pd): “Credibilità per trattare in Ue”
L’Italia deve “riguadagnare credibilità e rispetto senza il quale non sarà possibile rinegoziare quei parametri europei che stringono il paese”. Lo sottolinea, nel suo intervento al Senato sulla fiducia, Roberto Cociancich (Pd) ricordando che “gli ultimi due governi hanno lavorato bene in questa direzione”. Ma ora serve – ha detto – un forte “ribilanciamento” tra i paesi del sud Europa e quelli del nord.

18.05 – Renzi in Aula usa gli stessi pennarelli di Berlusconi
Matteo Renzi come Silvio Berlusconi… Almeno nella scelta delle penne. Il presidente del Consiglio utilizza nell’Aula del Senato per scrivere i propri appunti un pennarello argentato a spirito “Tratto pen”, uguale a quelli che usa normalmente il leader di Forza Italia che li preferisce alle stilografiche o a penne più costose.

18.02 – Verducci (Pd): “Riforme anche in Europa,superare 3%”
“C’è una nuova generazione alla provala cui missione politica è fare in modo che l’Europa ritrovi la sua natura sociale e solidale, che abbia la forza di essere protagonista e non semplice spettatrice di scelte fatte da altri, di rinegoziare il rapporto tra crescita e rigore e, dunque, di mettere in discussione il tetto del 3%”. Lo ha detto il senatore del Pd Francesco Verducci intervenendo in aula nel corso del dibattito sulla fiducia. “Ogni euro recuperato – ha aggiunto – vada in investimenti per lavoro, politiche industriali, diritto allo studio e non per una riduzione ininfluente del debito pubblico. Rigore e dogma del pareggio di bilancio vanno messi da parte per uscire dalla crisi”.

18.00 – Romani (M5s): “Signor presidente, benvenuto in purgatorio”
“Signor presidente, benvenuto in purgatorio. Le auguro che il soggiorno le giovi”. il senatore del M5S Maurizio Romani saluta così il “concittadino di Firenze” Matteo Renzi, bocciando il discorso con il quale il neo-premier ha chiesto la fiducia al Senato. Romani critica la gestione da parte di Renzi del capoluogo toscano “dove gli artigiani scompaiono e i commercianti chiudono”, per entrare poi nel merito delle dichiarazioni di intenti di Renzi: “Forse, sia lei che io vogliamo rompere il gioco delle parti, le mafie, gli intrallazzi”, premette il parlamentare cinque stelle per poi aggiungere di temere “la doppiezza tra il dire ed il fare, tra il dire ed il dire, dentro e fuori da quest’Aula”.

17.57 – De Monte (Pd): “Per Grillo è cominciato il countdown”
“Per Grillo è cominciato il countdown. Il premier Renzi elenca le sue riforme, a partire dalla trasformazione del Senato, il M5S risponde con la solita sceneggiata”. Lo afferma la senatrice Isabella De Monte, componente (renziana) della direzione Pd.

17.55 – Corsini (Pd): “Piccolo comizio da modesto segretario”
“Renzi forse non ha capito la differenza tra un Consiglio comunale e l’Aula del Senato. Ha tenuto un piccolo comizio da modesto segretario di partito”. Così il senatore del Partito democratico Paolo Corsini.  

17.56 – Ichino (Scelta Civica): “Sì a fiducia, ma saremo cani da guardia”
Scelta Civica per l’Itala conferma la “fiducia” al governo Renzi e saluta “positivamente il discorso” programmatico di Matteo Renzi ma avverte che farà da “cane da guardia” affinché “finisca davvero la stagione dell’inconcludenza e della politica della parole, passando a quella dei fatti”. Lo ha detto Pietro Ichino nel suo intervento al Senato sulla fiducia.

17.54 – Mancuso (Ncd) a Renzi: “Alcune cose ci preoccupano”
“Siamo perplessi su alcune sue dichiarazioni, lei ha detto che sarà il governo più di sinistra negli ultimi 20 anni, speriamo sia una battuta, così come su “alcune convinzioni sulla patrimoniale espresse da Padoan o uscita di ieri di Delrio, speriamo siano progetti futuri legati a quando la sinistra andrà al governo”. Lo afferma il senatore Ncd Bruno Mancuso nel dibattito in Aula del Senato, aggiungendo: “Noi ci sentiamo partecipi a questo progetto, speriamo che il Governo duri a lungo per il bene dell’Italia”.

17.40 – Senato, prima chiama per la fiducia alle 23
Slittano di un’ora i lavori dell’Aula del Senato impegnata sul voto di fiducia al governo. Le dichiarazioni di voto, previste per le 20, cominceranno invece alle 21 e la prima chiama prenderà il via alle 23.

17.38 – Senato, in Aula Renzi Multitasking, ascolta e legge biglietti
Ascolta gli interventi, prende appunti, ma nel frattempo legge uno ad uno i biglietti di felicitazioni che gli sono stati consegnati dai commessi. Matteo Renzi si mostra “multitasking” nell’Aula del Senato. Davanti a lui c’è una montagna di bigliettini: li apre ad uno ad uno, li legge e poi li strappa facendo un’altra montagnetta di carte.

17.35 – De Biasi (Pd): “Sì a fiducia, sanità è immenso compito”
“Signor Presidente, lei ha ringraziato giustamente i tanti insegnanti, io vorrei che si associasse con noi al ringraziamento alle tantissime persone che ogni giorno lavorano nella sanità e nel welfare del nostro paese e lavorano, in alcuni casi, in condizioni francamente preoccupanti. Condivido quando ha detto che bisogna cambiare ma sono ancora di più convinta di più che bisogna cambiare innovando”. E’ quanto ha detto la Senatrice Emilia Grazia De Biasi intervenendo nel corso del dibattito a Palazzo Madama sulla fiducia al Governo Renzi.

17.31 – Senato, riunione informale del Nuovo Centrodestra
Riunione informale a Palazzo Madama degli esponenti di Ncd per “valutare” il discorso con il quale Matteo Renzi ha chiesto la fiducia al Senato. Alcuni esponenti del partito non nascondono perplessità su due passaggi dell’intervento del premier: ius soli e lavoro. Apprezzato, invece, il passaggio sulle riforme che – viene spiegato – “lega la nuova legge elettorale alla trasformazione delle istituzioni”.

17.18 – Fattori (M5s): “Renzi è il rottamatore che governa con rottamati”
“Fino a pochi giorni fa diceva a Enrico Letta ‘Enrico stai sereno’. Speriamo che non lo dica anche agli italiani: italiani, state sereni”. Lo ha detto la senatrice del Movimento Cinque Stelle Elena Fattori parlando in Aula nel primo intervento del dibattito dopo il discorso programmatico del presidente del Consiglio Matteo Renzi definito dalla senatrice “il rottamatore che governa con i rottamati”.

16.51 – Gasparri (Fi): “Peggio di così non si può. Voto no convinto”
“Può solo migliorare. Peggio di cosìnon si può. Per il bene dell’Italia spero che Renzi sia meglio di come è apparso. Voto no convinto alla fiducia a questo governo”. Così il senatore Maurizio Gasparri (FI) su twitter commenta il discorso del Presidente del Consiglio Matteo Renzi in Senato.

16.22 – Undici senatori su 12 del gruppo “Per l’Italia” voteranno la fiducia
Undici dei 12 senatori del gruppo “Per l’Italia” voteranno sì alla fiducia al governo Renzi. Lo hanno riferito al termine della riunione del gruppo Pier Ferdinando Casini, Luigi Marino e Maria Paola Merloni. Il senatore Maurizio Rossi invece non parteciperà al voto.